Due affermazioni sudate ma meritate per i ragazzi allenati da Giacomo Spignolo, che chiudono la prima parte di campionato, fermo per la pausa invernale, saldamente al comando.
Supera nel migliore dei modi un weekend complicatissimo il Cus Unime, che ha dovuto affrontare due incontri fondamentali per mantenere e rinsaldare il suo ruolo da capolista del campionato di Serie B. Stava per costare caro alla truppa messinese il turn-over messo in atto dal tecnico cussino, obbligato dagli incroci stabiliti dal calendario a tenere in panchina i big della squadra per risparmiarli in vista del complicatissimo incontro in trasferta di domenica, in casa della diretta inseguitrice Raccomandata Giardini. Tanti giovani in campo – come il 2004 Pietro Lo Presti, al suo esordio assoluto – ma, soprattutto, poca attenzione e carica agonistica nella gara casalinga contro la PGS Don Bosco che, dopo dieci minuti dal fischio d’inizio conduce i giochi già per 2-0. Barcellonesi galvanizzati dal doppio vantaggio e gara tutta in salita per i padroni di casa, costretti a fare gli straordinari per ribaltare il doppio svantaggio. Alla fine la bellissima reazione d’orgoglio di D’Andrea e compagni e la tripletta di bomber Cardella riescono a regalare tre punti importantissimi ai messinesi.
Federico Cardella (Cus Unime)
Cardella di nuovo protagonista anche nella partita successiva quando, sul campo della Raccomandata Giardini, realizza a dieci minuti dalla fine il gol vittoria per i suoi. Sfida delicatissima per gli universitari: Spignolo sa che conquistare qui 3 punti vorrebbe dire costruirsi un margine rassicurante per mantenere indisturbati la vetta della classifica e allora presenta una formazione al gran completo, con tutti gli assi a sua disposizione in campo. Per ben due volte la squadra di casa si porta avanti nel punteggio ma un Cus Unime mai domo riesce in entrambi i casi a riportare in equilibrio il match, prima con Giorgio Comitini e poi con Aldo D’Andrea. Dopo un terzo quarto durante il quale le due squadre non riescono a bloccarsi dal 2-2, la partita si infiamma nell’ultima frazione di gioco. Spignolo apporta alcuni accorgimenti tattici alla sua formazione ed il risultato è vincente: i cuscini si riversano in avanti ed alla fine trovano la splendida rete della vittoria che vale il 3-2 finale e 3 punti fondamentali per il percorso in campionato dei gialloblu.
“Due vittorie che ci fanno volare alto – commenta soddisfatto il tecnico cussino – abbiamo dato una grandissima dimostrazione di carattere e di forza. Adesso viaggiamo con 6 punti di vantaggio sulla Raccomandata. Onore alla Raccomandata che ci ha dato filo da torcere in entrambe le gare ma bravi noi a meritarci questo primo posto che alla fine della regular season varrebbe i playoff promozione”. Raggiante il bomber Cardella, autore di 6 reti in tre partite e del gol decisivo contro Giardini: “Per un attaccante segnare è fondamentale ma quanto arrivano gol cosi importanti la soddisfazione è maggiore. Abbiamo portato a casa due risultati importanti che ci proiettano con il morale alle stelle verso un girone di ritorno sicuramente da non sottovalutare”.
Al “Franco Scoglio” è maturata la terza sconfitta della gestione di Oberdan Biagioni, che per la verità a Torre del Greco si presentò subito dopo essere subentrato a Pietro Infantino. Hanno ben altro peso invece i due ko contro Città di Messina e Portici, squadre costruite per centrare l’obiettivo salvezza, come dimostrano anche i sei under schierati fin dall’avvio dai campani, due in più di quanto imporrebbero i regolamenti.
Il tecnico romano non si dà pace per le opportunità sprecate: “Abbiamo giocato un primo tempo importante, costruendo due o tre palle gol. Avremmo meritato di chiuderlo in vantaggio. Ma quando non la butti dentro, poi devi commentare un altro tipo di partita. Nel secondo, dopo aver subito l’1-0, abbiamo fallito un rigore e preso un palo. Abbiamo creato anche qualche altra situazione in mischia, ma è mancata la fortuna”.
Un bell’intervento in tuffo di Ragone (foto Nino La Macchia)
Logica la contestazione del tifo organizzato, che fin dall’avvio ha puntato il dito contro la proprietà per una nuova stagione fallimentare: “Siamo a Messina e credo sia giusto che i tifosi facciano le loro scelte, noi dobbiamo solo pensare a giocare, non ci possiamo certo fermare. Hanno diritto di contestarci e fischiare, considerata la situazione di classifica. Il nostro andamento non è consono ai progetti iniziali”.
Per il tecnico continua a pesare più l’aspetto mentale che quello atletico: “Il problema non è di natura fisica, oggi si è visto. La squadra ha corso, lottato e creato occasioni. Purtroppo la palla non entra e gli avversari invece ti puniscono alla prima opportunità. Abbiamo i nostri difetti ma ci gira anche male. Ai ragazzi sotto il profilo dell’impegno però non posso rimproverare molto”.
Russo e Petrilli in pressione su un avversario (foto Nino La Macchia)
Urge una reazione, necessaria ripartendo dalle poche note liete: “A parte la gara con il Città di Messina, le prestazioni ci sono state, sia a Locri che oggi, con due rigori sbagliati, che se trasformati avrebbero determinato un altro risultato. Il rigorista? Era Petrilli, dal momento che Genevier non era disponibile”.
Inevitabile un riferimento al mercato invernale, che apre tra due settimane: “Adesso dobbiamo correggere gli errori e mettere la rosa in condizione di disputare un campionato diverso, togliendoci dalle zone basse della classifica. Messina è una piazza importante, nonostante il momento ha sempre un certo appeal. Sarà più difficile individuare degli acquisti ma in situazioni di emergenza c’è chi sposa un progetto, soprattutto se è a lungo termine”.
Biagioni sconsolato dopo un errore dei suoi (foto Nino La Macchia)
Una desolante classifica, con appena due punti di margine sulla coppia che chiude la graduatoria, composta da Rotonda e IgeaVirtus, certifica la necessità di integrare le lacune emerse sia tra gli over che tra gli under: “Questa squadra ha la coperta corta e ha bisogno di aiuto. Dobbiamo sederci a un tavolo per parlare di cosa serve. Il presidente? È deluso, ci mancherebbe, lo siamo anche noi. È lui che comanda, in serata avremo sicuramente dei colloqui”.
Il “Franco Scoglio” terra di conquista anche per il Portici che fa bottino pieno con il minimo sforzo. Giallorossi incapaci di reagire alla rete di Sorrentino che ha deciso il match ad inizio ripresa. Imperdonabile l’errore di Petrilli che ha fallito un calcio di rigore.
L’undici titolare del Messina, con le novità Lundqvist e Ibojo (foto Nino La Macchia)
Il pre-partita. Cancellare la vergognosa sconfitta di mercoledì scorso nel derby contro il Città di Messina. E’ un imperativo categorico per l’Acr Messina che, al Franco Scoglio, ospita il Portici di Mauro Chianese. I campani, reduci dal pareggio interno contro il Roccella nel turno infrasettimanale, occupano una tranquilla posizione di centro classifica. Terz’ultimo posto in graduatoria, invece, per Gambino e compagni artefici di un inizio di stagione che “peggio di così non si può”. I tanti indisponibili in casa Messina costringono mister Biagioni ad un robusto turnover. Ai lungodegenti Meo, Cossentino, Ba ed Arcidiacono si è aggiunto anche il giovane Barbera. Assente il francesce Gael Genevier, appiedato per un turno dal giudice sportivo, sono invece arruolabili il difensore Ibojo, che ha già esordito nel derby contro il Città di Messina, ed il giovane svedese Lundqvist, volti nuovi di un Messina chiamato ad un immediato riscatto. Biagioni schiera entrambi dal primo minuto, ridisegnando una inedita retroguardia completata Genny Russo e Pasquale Porcaro. Nella zona nevralgica del campo, accanto a Biondi e Traditi c’è Bossa, chiamato a rimpiazzare lo squalificato Genevier. In avanti, il tridente è costituito da Gambino, Petrilli e Rabbeni. Nelle file del Portici, mister Chianese ripropone lo stesso undici (imbottito di under, ndc) che ha impattato contro il Roccella con la sola eccezione di Salimbè, preferito a Massa.
In una Curva Sud semideserta il duro striscione esposto all’indirizzo della proprietà (foto Nino La Macchia)
La cronaca. Il primo acuto del match è di marca campana. Al 3’, una conclusione dal limite di Sorrentino, direttamente su calcio piazzato, si perde di poco alta sopra la traversa. La risposta del Messina all’8’, con una zampata di sinistro del neo acquisto Lundqvist, sugli sviluppi di un corner battuto da Petrilli, che lambisce il palo della porta difesa da Marone. Ancora il Messina propositivo al 10’ con una sassata da fuori area di Gambino che costringe Marone agli straordinari. La gara è divertente, con il Messina proteso in avanti ed il Portici pronto ad approfittarne per colpire in contropiede. Al 24’, campani pericolosi con una conclusione volante di Nappo dalla grande distanza che mette i brividi a Ragone ma si perde di pochissimo a lato. Il Messina ci prova ancora al minuto 28 con Rabbeni che, ben imbeccato da Petrilli a centro area, tenta la conclusione acrobatica ma non inquadra lo specchio della porta. Due minuti più tardi, una bella incornata di Gambino, su cross dalla sinistra di Russo, sorvola di pochissimo il montante. I ritmi calano vistosamente nell’ultimo scorcio di tempo in cui le occasioni da rete faticano a materializzarsi. L’ultima emozione dei primi quarantacinque minuti la procura Kevin Biondi che, al 44’, aggancia un bel cross dalla destra di Lundqvist ma sbaglia completamente la mira da favorevole posizione. Il primo tempo si conclude sul risultato ad occhiali.
Marone vede spegnersi il pallone sul fondo (foto Nino La Macchia)
La ripresa si apre con due novità nello schieramento del Portici. Mister Chianese lascia negli spogliatoi i due esterni di difesa, Bousaada e Salimbè; al loro posto si schierano Massa e Cardinale. Al 3’ il Portici passa in vantaggio: sul cross di Onda l’intera difesa del Messina va al bar, e per Sorrentino insaccare di destro alle spalle di Ragone è un gioco da ragazzi. La reazione dei padroni di casa è veemente. Sessanta secondi più tardi Sall atterra in area Petrilli e per il sig. Catani non ci sono dubbi: è calcio di rigore. Ma lo stesso Petrilli, dal dischetto, trova il modo di calciare addosso al portiere Marone gettando alle ortiche la più favorevole delle occasioni. Mister Biagioni corre ai ripari avvicendando uno spento Kevin Biondi con Carini. Chianese risponde tirando fuori dalla mischia Sorrentino e Atteo; al loro posto Vaccaro e Carrafiello. Il Messina si riversa affannosamente in avanti ma la dea bendata non è certo dalla sua parte: se ne ha la prova al 26’, quando una rasoiata di Bossa si stampa incredibilmente sul palo a portiere battuto. Il Portici si riporta sotto intorno alla mezz’ora: prima Marzano, da fuori area, esalta le doti di Ragone; subito dopo Nappo, da favorevole posizione, non inquadra lo specchio della porta. Al 35’ Biagioni si gioca la carta della disperazione operando altri due cambi: dentro Dascoli e Cimino al posto di Ibojo e Bossa. Ma il canovaccio del match non cambia. Anzi, il Portici “rischia” più volte di arrotondare il risultato nei minuti di recupero. Il triplice fischio del sig. Catani decreta la terza sconfitta casalinga stagionale per il Messina ed alimenta una crisi che sembra non avere confini.
Ragone in uscita anticipa Sall (foto Nino La Macchia)
Il tabellino. Acr Messina-Portici 0-1 Marcatore: al 3’ st Sorrentino (P). Acr Messina: Ragone, Lundqvist, Russo, Traditi, Porcaro, Ibojo (al 35’ st Dascoli), Rabbeni, Biondi (al 20’ st Carini), Gambino, Bossa (al 35’ st Cimino), Petrilli. In panchina: Compagno, Cocimano, Biancola, Pizzo, Sarcone, Guehi. Allenatore: Oberdan Biagioni. Portici: Marone, Bousaada (al 1’ st Cardinale), Salimbè (al 1’ st Massa), Nappo, Sall, Cretella, Sorrentino (al 21’ st Vaccaro), Marzano, D’Angelo (al 42’ st Felleca), Onda, Atteo (al 21’ st Carrafiello). In panchina: Antico, Marrella, Cassitto, Imbimbo. Allenatore: Mauro Chianese.
Arbitro: Fabio Catani di Fermo.
Assistenti: Michele Piatti di Como e Vittorio Consonni di Treviglio.
Note: Terreno di gioco in pessime condizioni, spettatori 200 circa. Presente una sparuta rappresentanza di tifosi ospiti nel settore loro destinato. Esposto in curva sud uno striscione di dura contestazione nei confronti della società. Al 6’ st Petrilli (M) fallisce un calcio di rigore. Ammoniti: Bousaada (P), Gambino (M), Ibojo (M), Marzano (P), Bossa (M), Russo (M). Angoli: 8-2. Recupero: 1′ pt e 5′ st.
Ben 10 squadre partecipanti ed una bellissima giornata di sport all’insegna del divertimento allo Stadio del Baseball Primo Nebiolo. Queste le note positive di un riuscitissimo Memorial Pagano, manifestazione di softball misto organizzata dal Cus Unime.
In una giornata all’insegna di un sole primaverile che ha scaldato il manto erboso dello Stadio del Baseball Primo Nebiolo, domenica scorsa si è tenuto il quarto torneo di softball misto organizzato dal Cus Unime e dedicato a Roberto Pagano, giovane atleta di baseball prematuramente scomparso. Tanti gli amici e gli ex atleti che sono voluti scendere in campo per ricordare il giovane amico scomparso, in una giornata all’insegna del sano divertimento. Tra questi anche il presidente del Cus Unime Nino Micali, sceso in campo vestendo i colori del Royal Cus Unime, ed il Presidente Regionale della FIBS, Michele Bonaccorso, in campo con il Paternò Baseball. Ben 10 sono state le squadre che in questa edizione hanno deciso di partecipare al torneo, segno che il Memorial nel corso degli anni ha ricevuto sempre più attenzione da parte del movimento siciliano, diventando appuntamento fisso della programmazione sportiva per tantissime squadre della nostra Isola.
Una fase della manifestazione tenutasi allo Stadio del Baseball Primo Nebiolo
Questi i team che si sono dati battaglia per contendersi i premi finali, consegnati dai genitori di Roberto Pagano e dal fratello Andrea, accompagnato dal piccolo Marco: Yellow Cus Unime, Royal Cus Unime, Palermo Casteldaccia, D’Tower, Castiglione 2000, Ciclope Bronte, Randazzese Baseball, San Giorgio Baseball e Softball, Paternò Baseball, ACF Group Islanders Catania Baseball Softball. La prima gara ha avuto inizio intorno alle ore 9, con il lancio della prima pallina da parte dell’assessore allo Sport del Comune di Messina Pippo Scattareggia, il quale si è complimentato per a bellezza dell’iniziativa. Da quel momento in poi è stato un susseguirsi di incontri che, alla fine, hanno portato sul gradino più alto del podio il Palermo Casteldaccia, che si è aggiudicato l’ambito “Defender” del Torneo. Assegnati anche i due premi individuali “Roberto Pagano” come miglior prospetto Under 21 della stagione appena trascorsa: il premio maschile è andato a Simone Proieto, della Castiglione 2000, mentre quello femminile ad Ottavia Consiglio, del Paternò Baseball. Durante tutta la manifestazione, inoltre, è stata presente con uno stand all’interno dei locali del Primo Nebiolo la LIFC – Lega Italiana Fibrosi Cistica.
L’Associazione Stefano Cucchi Onlus e il Dipartimento di Scienze Cognitive, Psicologiche, Pedagogiche e Studi Culturali dell’Università di Messina presentano: “Sulla mia pelle” (Regia di Alessio Cremonini. Genere Drammatico – Italia, 2018, durata 100 minuti).
Il Rettorato dell’Università di Messina
L’evento a cura delle docenti Domenica Bruni e Paola Di Mauro si svolgerà martedì 20 novembre 2018 alle ore 15.30 presso l’Aula Magna del Dipartimento. Introdurrà il Direttore del Dipartimento Cospecs, prof. Pietro Perconti, mentre interverranno, via Skype, Ilaria Cucchi e l’avvocato Fabio Anselmo. Parteciperanno alla proiezione Germana Graceffo, avvocata penalista (Associazione Borderline Sicilia), Stefania Mazzone, politologa (Dipartimento Scienze Politiche e Sociali, Catania), Pietro Saitta, sociologo (COSPECS, Messina). Il moderatore sarà Paolo di Mauro. Il film, presentato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, racconta l’ultima settimana di vita di Stefano Cucchi: un giovane uomo che entra in caserma sulle sue gambe e, una settimana dopo, muore in custodia cautelare, all’ospedale Sandro Pertini di Roma. Era il 22 ottobre del 2009. La proiezione è gratuita e aperta a tutta la città.
La stracittadina premia gli uomini di mister Furnari, autori di una condotta di gara autorevole ed accorta. Prestazione decisamente deludente per l’Acr Messina, apparso la brutta copia della squadra che aveva vinto e convinto appena tre giorni fa contro il Gela.
Gambino si è sbloccato: l’esultanza liberatoria (foto Nino La Macchia)
Il pre-partita. C’è aria di derby al Franco Scoglio, dove l’Acr Messina di Pietro Sciotto ed il Città di Messina targato Maurizio Lo Re si affrontano nella meno classica e più atipica delle stracittadine. Entusiasmo a mille per l’Acr che, appena 72 ore fa, ha asfaltato una compagine in gran forma come il Gela, mentre c’è moderata fiducia nell’entourage del Città di Messina nonostante la sconfitta di misura rimediata al San Nicola di Bari peraltro senza sfigurare. In casa Acr sono quattro gli indisponibili: si tratta degli infortunati Meo, Ba, Cossentino e Arcidiacono. Arruolabile, invece, il neo acquisto Nicholas Ibojo, che però trova posto soltanto in panca. Biagioni si affida in retroguardia agli under Dascoli e Barbera con Russo e Porcaro in mezzo, mentre nel terzetto di centrocampo accanto a Biondi e Genevier c’è ancora una volta Traditi. In avanti, l’inedito tridente è costituito da Gambino, Petrilli e Cocimano. Nelle file del Città di Messina si registra il rientro di Santiago Feuillassier che ha smaltito i postumi di un infortunio e parte dalla panchina, mentre restano ancora fermi ai box Dama, Silvestri e Grasso. Rispetto al match giocato in terra pugliese mister Furnari propone nell’undici iniziale sia Calcagno che Galesio, preferiti rispettivamente a Cardia e Codagnone.
Un tentativo in acrobazia di Gambino (foto Nino La Macchia)
La cronaca. Avvio in attacco dell’Acr. Al 5’, sugli sviluppi di un corner calciato dalla sinistra da Genevier, Gambino stacca bene di testa ma non inquadra lo specchio della porta. Ma al 13’ è il Città di Messina a passare in vantaggio: Cangemi, ben innescato da Calcagno, calcia a botta sicura da centro area ma sulla respinta della retroguardia ospite è lesto Galesio con un delizioso tap-in a depositare la sfera in fondo al sacco. La reazione dell’Acr è veemente e al 15’ un colpo di testa di Gambino, ancora una volta sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Genevier, sorvola di pochi centimetri il montante della porta difesa da Paterniti. Al 24’ c’è il primo cambio in casa CdM: esce l’acciaccato Bombara, al suo posto il brasiliano Trevizan. Tatticamente cambia ben poco. Al 30’ il Messina acciuffa il pari. Sulla pennellata di Dascoli dalla destra irrompe come un falco Gambino che, di testa, non lascia scampo a Paterniti. Ma il Città di Messina non demorde e al 36’ si porta ancora una volta in vantaggio con un missile terra-aria di Fragapane che, da distanza siderale, non lascia scampo a Ragone. I padroni di casa, nonostante il vantaggio, continuano ad attaccare e sessanta secondi più tardi Galesio approfitta di un vistoso svarione di Porcaro per servire a Di Vincenzo, su un piatto d’argento, la palla del possibile 3-1 ma l’attaccante del Città di Messina si divora incredibilmente il gol a porta sguarnita. Al 39’ il Messina resta in dieci uomini: Genevier si becca il secondo cartellino giallo di giornata nel giro di appena cinque minuti e finisce anzitempo negli spogliatoi. Mister Biagioni è costretto a correggere l’assetto tattico dell’Acr avvicendando Cocimano con Bossa, ma il canovaccio nei minuti finali della prima frazione di gara non cambia con il Città di Messina che chiude in vantaggio per 2 reti ad 1.
Ragone in tuffo non riesce a evitare il 2-1 di Fragapane (foto Nino La Macchia)
La ripresa si apre con il Città di Messina subito propositivo ma la conclusione da fuori area di Di Vincenzo, piuttosto velleitaria, sorvola abbondantemente la traversa. Al 3’ i padroni di casa sfiorano ancora una volta la terza marcatura con Fragapane che si incunea agevolmente in area di rigore dalla sinistra e lascia partire un rasoterra che lambisce il palo sinistro della porta difesa da Ragone. Al 6’ Biagioni rimescola le carte operando un doppio cambio: dentro Rabbeni e Ibojo al posto di Petrilli e Traditi. Furnari risponde gettando nella mischia Cardia al posto di Fragapane. Ed è proprio il neo entrato Cardia che, al 17’, corregge di testa in rete un calcio d’angolo battuto magistralmente da Ferraù. E’ la rete del 3-1 e per l’Acr Messina è notte fonda. La squadra di Biagioni si spegne inesorabilmente con il trascorrere dei minuti ed il Città di Messina ha vita facile. Al 37’ Codagnone, sugli sviluppi di una veloce ripartenza, si presenta a tu per tu con Ragone che, però, è bravo a respingergli la conclusione a botta sicura. Al 41′ il Messina accorcia le distanze con Rabbeni che realizza un calcio di rigore concesso dal sig. Nicolini per atterramento di Berra ai danni di Gambino. Nei minuti finali l’Acr Messina è arrembante, ma l’assalto al fortino dei padroni di casa non produrrà ulteriori emozioni. Il triplice fischio del sig. Nicolini regala una storica vittoria al Città di Messina e riporta l’Acr con i piedi per terra. Per gli uomini di Oberdan Biagioni c’è ancora davvero tanto da lavorare.
Il tecnico del Città di Messina Giuseppe Furnari (foto Nino La Macchia)
Il tabellino. Città di Messina-Acr Messina 3-2 Marcatori: al 13’ pt Galesio (CdM), al 30’ pt Gambino (Acr), al 36’ pt Fragapane (CdM), al 17’ st Cardia (CdM), al 41’ Rabbeni (Acr) rig. Città di Messina: Paterniti, Fofana, Fragapane (al 15’ st Cardia), Bellopede, Berra, Bombara (al 24’ pt Trevizan), Cangemi, Calcagno (al 39’ st Portovenero), Galesio (al 21’ st Codagnone), Ferraù, Di Vincenzo (al 34’ st Nicosia). In panchina: Amella, Crucitti, Cannino, Feuillassier. Allenatore: Giuseppe Furnari Acr Messina: Ragone, Dascoli, Barbera, Traditi (al 6’ st Ibojo), Porcaro, Russo, Genevier, Biondi (al 36’ st Cimino), Gambino, Cocimano (al 42’ Bossa), Petrilli (al 6’ st Rabbeni). In panchina: Compagno, Carini, Mancuso, Pizzo, Sarcone. Allenatore: Oberdan Biagioni.
Arbitro: Stefano Nicolini di Brescia.
Assistenti: Najib Lafandi di Locri e Luca Santoni di Cesena.
Note: Giornata primaverile, terreno di gioco in pessime condizioni, spettatori 500 circa. Ammoniti: Genevier (Acr), Bossa (Acr), Russo (Acr), Calcagno (CdM), Dascoli (Acr). Espulso: al 39’ Genevier (Acr) per doppia ammonizione. Angoli: 4-6. Recupero: 3′ pt e 5′ st.
Gela battuto 3-0 a Messina nel festival dei calci di rigore. Due trasformati da Genevier per il Messina, uno fallito da Ragosta per gli ospiti. Il tecnico biancazzurro Karel Zeman recrimina: “E’ un risultato che non corrisponde alla partita giocata. Nel primo tempo abbiamo reso meno rispetto alle aspettative, però credo che fosse una gara equilibrata, decisa da rigori dati e non dati, segnati e non segnati. Con l’espulsione è diventato poi tutto più difficile, ma anche in dieci uomini abbiamo dominato il secondo tempo. Purtroppo il risultato dice diversamente perché anziché accorciare le distanze siamo andati sotto di tre gol. Di solito non ci capita di giocare gare così equilibrate, il Messina ha fatto di più rispetto alle altre. Trovarsi dei terreni del genere, inoltre, non aiuta a giocare meglio, ma sicuramente noi potevamo fare qualcosa in più”.
Duro il ds del Gela Giovanni Martello sull’arbitraggio: “La partita è stata indirizzata da un arbitro non all’altezza che ha concesso il primo rigore in maniera ridicola, in più ha ammonito il mio giocatore per un fallo inesistente. Siamo molto rammaricati, senza subire un tiro in porta abbiamo perso per 3-0. C’era anche l’espulsione di Petrilli in occasione del calcio di rigore a noi concesso, era ultimo uomo ed è stato solo ammonito. La squadra ha fatto quello che doveva fare e nel secondo tempo, pur in dieci uomini, ha combattuto e creato qualche situazione pericolosa per cercare di riaprire la partita”.
Prima vittoria per Oberdan Biagioni sulla panchina del Messina. Il rotondo 3-0 contro il Gela può rappresentare adesso un nuovo inizio per i giallorossi.
Soddisfatto il tecnico che ha spiegato nel post-partita: “Cerchiamo di uscire da questa situazione di classifica che è ancora precaria, mi sarei accontentato anche dell’1-0. Era la mia prima partita in casa, in precedenza eravamo stati penalizzati sia a Torre del Greco che a Locri. Oggi abbiamo raccolto quanto creato, anche se nel primo tempo meritavamo di più del doppio vantaggio. Il turn-over? Adesso i cambi sono cinque e non tre e si cerca di sfruttarli, abbiamo fatto esordire un altro ragazzo interessante del 2001, quando si può vanno messi dentro”.
Il tecnico del Messina Oberdan Biagioni (foto Nino La Macchia)
“Le vittorie aiutano e danno entusiasmo – ha proseguito Biagioni – l’unico dispiacere è che la squadra non sta ancora bene sul piano fisico. Non possiamo godercela fino alla fine, tra tre giorni si rigioca. Moralmente ci arriviamo bene, fisicamente non so. Dobbiamo solo fare risultato, anche non giocando benissimo, sebbene oggi ci siamo riusciti almeno a tratti. I risultati danno serenità e tranquillità, inoltre da due partite non si subiscono gol ed è un dato più importante rispetto alle reti segnate”.
Novità in arrivo dal mercato. Almeno una dovrebbe essere imminente, come chiarisce lo stesso Biagioni: “Per Lundqvist stiamo aspettando il transfer, su Zavan stiamo valutando la situazione. Sono due ragazzi che possono rientrare nell’organico del Messina e non saranno gli unici”.
Altre due reti per il centrocampista del Messina Gael Genevier, che ha steso il Gela già nel primo tempo, trasformando due rigori, dopo gli errori di Arcidiacono e Gambino contro Acireale e Locri: “Oggi è andata meglio delle altre volte e fa piacere la vittoria. Era importante portare a casa i tre punti dopo due prestazioni più positive che non erano coincise con il successo. Era il nostro obiettivo principale e lo abbiamo centrato”.
Il Gela, in dieci per il rosso rimediato da Ragosta, non è riuscito più a riaprire la sfida: “Nella ripresa potevamo fare meglio. Abbiamo subito un po’, non gestendo al meglio il doppio vantaggio. Inconsciamente, vincendo 2-0 e con l’avversario in dieci, abbiamo pensato che fosse finita. Gli episodi ci hanno premiato, perché abbiamo rischiato di prendere gol. In futuro dovremo fare meglio in situazioni simili”.
Genevier spazza Castaldo (foto Nino La Macchia)
Gli uomini allenati da Karel Zeman erano reduci da una doppia affermazione, ma nulla hanno potuto contro la truppa di Biagioni: “Non era facile, contro una squadra in salute, che voleva fare punti. Siamo stati bravi, ma abbiamo imbeccato la strada giusta già da qualche settimana”.
Il tecnico peloritano, all’esordio casalingo, ha attuato un po’ di turnover in vista del turno infrasettimanale, tenendo per un’ora in panca Gambino e richiamando già nell’intervallo Arcidiacono per un sospetto problema muscolare: “Il mister ha fatto alcuni cambi, forse cambierà qualcosa. Ci sono tante partite e non è facile giocare a distanza di pochi giorni. Il campo poi era abbastanza pesante e abbiamo speso tanto”.
Genevier e Ragone tra i protagonisti della sfida (foto Nino La Macchia)
Uno sponsor della società ha messo in palio una cassa di spumante, consegnata al francese, designato migliore in campo: “La vittoria porta sempre serenità, a maggiore ragione dopo una prestazione positiva. Dobbiamo continuare così. Di spumante ne è rimasto poco, ma era giusto così. Mercoledì c’è un derby importante, in cui dobbiamo portare a casa un’altra vittoria”.
Ha messo la sua firma sulla vittoria contro il Gela grazie al rigore parato a Ragosta in un momento fondamentale della partita. Evitato l’1-1, il Messina ha poi chiuso i conti, potendo festeggiare la prima affermazione della gestione Biagioni. Tra i protagonisti del rotondo successo per 3-0 c’è dunque Cristiano Ragone: “Fare il portiere in una città così importante e dei tifosi del genere è molto difficile, soprattutto per un elemento giovane. Questi risultati fanno aumentare la sicurezza di chi, come me, deve fare esperienza. Adesso pensiamo alla partita di mercoledì, questa vittoria ci dà tanta fiducia e anche con il Città di Messina proveremo a dare il massimo come oggi”.
Per il numero uno giallorosso è stato il riscatto dopo quell’esordio negativo con il Bari. “Sono felicissimo, ho avuto modo di mettermi in mostra e di far vedere le mie capacità. Sono molto contento, la vittoria è stata frutto degli episodi della partita, essendoci stati 3 rigori. Siamo entrati però in campo convinti sin da subito”.
Il rigore di Ragosta neutralizzato da Ragone (foto Nino La Macchia)
Il possibile arrivo di un portiere over non spaventa Ragone: “Sinceramente non ho pensato a questo e continuo ad allenarmi come sto facendo. Ove arrivasse potrebbe aiutarmi sotto certi aspetti, ad esempio in termini di esperienza. Io darò sempre il massimo”.
Mercoledì la sfida con il Città di Messina: “Sarà un derby molto difficile, ma veniamo da un’ottima partita e siamo fiduciosi. Dobbiamo vincere per forza per risollevarci da questa situazione difficile”.