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Il Messina risorge dal dischetto. Steso 3-0 il Gela di Karel Zeman

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I giallorossi mettono in cassaforte la seconda vittoria interna stagionale grazie al doppio penalty messo a segno da Genevier ed alla rete di Cocimano. Tre punti d’oro per il Messina che può guardare al futuro con maggiore serenità.

Il pre-partita. Non ha alternative alla vittoria il Messina di Oberdan Biagioni che, reduce dal pareggio di Locri, affronta un Gela in gran forma. I nisseni, che sette giorni fa hanno strapazzato tra le mura amiche il Roccella di Mimmo Giampà, occupano infatti la terza posizione in classifica e rappresentano una delle liete sorprese di questo avvio di stagione. Il tecnico giallorosso, al suo esordio in panchina al “Franco Scoglio”, ha il difficile compito di risollevare le sorti di una squadra che annovera la peggiore difesa del raggruppamento ed occupa un preoccupante penultimo posto in graduatoria seppur con una gara da recuperare.

Messina
La formazione titolare del Messina contro il Gela (foto Nino La Macchia)

Novità obbligate per il tecnico Biagioni nello schieramento opposto quest’oggi ai biancazzurri di Karel Zeman. Fuori dai giochi il portiere Meo ed il difensore Cossentino, si registra il ritorno di Cocimano che, però, parte dalla panchina. Il trainer biancoscudato ripropone in difesa gli under Barbera e Dascoli, mentre nel terzetto di centrocampo, accanto a Biondi e Genevier trova ancora una volta spazio Traditi. In avanti, il tridente è costituito da Arcidiacono, Petrilli e Rabbeni, con Gambino pronto a subentrare in corsa. Tra le fila biancazzurre da registrare l’ennesima assenza dell’attaccante Tommaso Bonanno. Fermo ai box anche il centrocampista Di Domenico. Zeman ripropone lo stesso undici dell’ultima uscita casalinga. Non mancano gli ex; tra tutti occhi puntati sul giovane Polito e sul “cobra” Arcangelo Ragosta.

Arcidiacono
Arcidiacono anticipa Caruso (foto Nino La Macchia)

La cronaca. Il primo squillo del match è di marca giallorossa. Al 5’ Rabbeni finalizza una pregevole azione personale con un sinistro velenoso da circa 25 metri che costringe Castaldo alla deviazione in corner. Poi, la gara scorre senza acuti fino al 15’ quando Traditi, dopo aver agganciato al limite dell’area piccola un tocco corto di Arcidiacono, piuttosto che calciare verso la porta preferisce appoggiare al centro favorendo l’intervento liberatorio di Sicignano. Al 25’ il Messina passa in vantaggio: sugli sviluppi di un calcio piazzato di Genevier, c’è il tocco vistoso con la mano di Alma ed il sig. Murras non può far altro che indicare il dischetto del rigore. Si incarica della battuta lo stesso Genevier che spiazza Castaldo e fa esplodere il Franco Scoglio. Due minuti più tardi, al 27’, Traditi, ancora lui, ben imbeccato da Arcidiacono, si divora la rete del raddoppio calciando incredibilmente alto a porta vuota. Al 29’ il Gela ha l’occasione giusta per riequilibrare le distanze. Brugaletta viene atterrato in area da Petrilli e per l’arbitro Murras ci sono gli estremi per concedere il penalty. Ma il giovanissimo portiere Ragone, classe 1999, riesce ad ipnotizzare il “cobra” Arcangelo Ragosta ed a respingergli il tiro dal dischetto. Al 44’ il Messina raddoppia. Ragosta stende in piena area di rigore Dascoli e per il sig. Murras non ci sono dubbi: è calcio di rigore. Dal dischetto, Gael Genevier spiazza ancora una volta Castaldo e mette il risultato in ghiaccio mentre Ragosta si becca il secondo cartellino giallo di giornata ed abbandona anzitempo il terreno di gioco. La prima frazione di gara si conclude con i giallorossi in vantaggio con il più classico dei risultati.

tifosi
I Fedelissimi possono celebrare un importante traguardo (foto Nino La Macchia)

La ripresa inizia con un doppio cambio nelle file del Gela: Zeman getta nella mischia Mileto e Sowe al posto di Sicignano e Dieme. Biagioni risponde avvicendando Arcidiacono con Cocimano. Al 3’ il Gela va vicinissimo alla marcatura con il neo entrato Sowe che approfitta di un “buco” di Porcaro per presentarsi a tu per tu con Ragone, ma la sua conclusione è tutta da dimenticare. Il Messina riprende prontamente in mano le redini del gioco ed un minuto più tardi è Traditi, in scivolata, ad impegnare Castaldo in una respinta non facile a pochi passi dalla linea di porta. Ma il Gela non demorde. Al 15′ ci prova Mannoni dalla distanza ma Ragone blocca la sfera con sicurezza. Quattro minuti più tardi, l’estremo difensore di casa vola sulla sua destra per respingere un siluro di Schisciano scagliato direttamente su calcio piazzato dai 25 metri. Al 24′ Zeman si gioca anche la carta Montalbano che entra in campo al posto di Mannoni. Due minuti più tardi ancora il Gela propositivo con Alma, che ci prova ancora dalla distanza ma la sfera lambisce il montante. Ma è fuoco di paglia perchè al 34′ il Messina cala il punto del tris con Cocimano, che finalizza in fondo al sacco una micidiale ripartenza di Gambino. Il Gela cerca di reagire come può e al 36′ Alma esalta ancora una volta le doti di Ragone che gli nega la gioia del goal della bandiera. Poi più nulla fino al triplice fischio del sig. Murras che regala al Messina una vittoria di capitale importanza per il proseguo del campionato.

Ragosta
Cartellino rosso per l’ex Ragosta (foto Nino La Macchia)

Il tabellino. ACR Messina-Gela 3-0
Marcatori: al 25’ ed al 44’ pt. Genevier (M) (rig.), al 34′ st. Cocimano (M)
ACR Messina: Ragone, Dascoli, Barbera, Traditi, Porcaro, Russo, Arcidiacono (al 1’ st Cocimano, al 46’ st Mancuso), Biondi (al 37’ st Bossa), Rabbeni (al 15’ st Gambino), Genevier, Petrilli (al 26’ st Carini). In panchina: Compagno, Guehi, Sarcone, Biancola. Allenatore: Oberdan Biagioni.
Gela: Castaldo, Polito (al 37’ La Vardera), Caruso, Burato, Sicignano (al 1’ st Mileto), Brugaletta, Alma, Mannoni (al 24’ st Montalbano), Dieme (al 1’ st Sowe), Schisciano (al 37’ st Mengoli), Ragosta. A disp.: Rao, Misale, Mauro, Cuzzilla. Allenatore Karel Zeman.
Arbitro: Paolo Armando Murras di Sassari.
Assistenti: Marco De Vellis di Frosinone e Vito Angilieri di Aprilia.
Note – Circa 400 gli spettatori presenti sugli spalti di cui una quarantina provenienti da Gela. Prima dell’inizio della gara è stato osservato un minuto di raccoglimento per le vittime dell’alluvione di Casteldaccia. Ammoniti: Ragosta (G), Petrilli (M), Ragone (M), Traditi (M), Porcaro (M), Barbera (M). Espulsi: al 44’ pt. Ragosta (G). Corner: 4-9. Recupero: 4′ pt e 5′ st.

L’Auditorium Fasola ospiterà la proiezione del cortometraggio “Il stupro”

Lunedì 12 novembre alle ore 18.30 l’Auditorium Fasola di Via San Filippo Bianchi ospiterà la proiezione del cortometraggio “Il stupro. Il lavoro, che nasce sul soggetto del fotoreporter Dino Sturiale, si inserisce nel progetto nato con lo scopo di dare un volto, una voce e soprattutto una storia al personaggio maschile artefice dello stupro, colmando una lacuna  importante: l’assenza del genere in letteratura cinematografica, come in quella televisiva (fatta eccezione di una breve intervista di Enzo Biagi, 1978 e delle riprese all’interno dell’Aula di Tribunale durante il famoso “processo per stupro”, 1978), tantomeno in letteratura giudiziaria o letteraria.

Nel corso della serata, interverranno, oltre a Dino Sturiale, anche Simonetta Pisano che affronterà la tematica dello spettacolo come elemento di comunicazione sociale,  Concetta Restuccia parlerà di stalking, violenza e modalità di aiuto e Maria Andaloro che, infine, si soffermerà sulla violenza di genere raccontata ai giovani. “La voce dell’uomo stupratore è quasi sempre ignorata, a conferma del fatto che questo abuso è visto perpetuamente come un problema al femminile”, spiega Dino Sturiale, da sempre profondamente coinvolto dalla tematica della violenza sulle fasce deboli, che aggiunge: “Ho seguito per anni udienze per stupro, come quelle scaturite dalle denunce di Anna Maria Scarfò, visionato centinaia di ore di registrazioni televisive, letto quanto pubblicato in merito da maestri giornalisti. Tutto questo non colmava il vuoto narrativo, anzi il più delle volte nemmeno lo affrontava. Processi in cui gli uomini non proferivano parola, interviste in cui la donna emergeva come colpevole. Ecco, quindi, l’esigenza imprescindibile di raccontare “Il stupro”, cioè dare la voce al maschio; per comprenderne i meccanismi, l’evoluzione, i fatti”. 

"Il stupro"
La locandina del cortometraggio “Il stupro”

Il corto racconta la storia di uno stupro, la sua fenomenologia, dalla genesi al compimento. La particolarità sta nella voce narrante: l’uomo artefice del crimine, a molti anni dall’accaduto. L’uomo in oggetto è quello che comunemente si indica come “felicemente sposato”. Vive con una moglie e una figlia 13enne: una famiglia piccolo borghese. Lui impiegato, senza particolari ambizioni, dedito alla famiglia. La sua quotidianità, fatta di rimembranze che si concretizzano in abitudini e tic nervosi, verrà sconvolta da un incontro casuale. Un incontro che gli farà ripercorrere, tra riferimenti al mito e intromissioni artistiche, la fenomenologia di un passato che non potrà mai seppellire.

Al Clan Off Teatro in scena “Miracolo” scritto e diretto da Giuseppe Massa

Secondo appuntamento, sabato 10 e domenica 11 novembre al Clan Off Teatro. Nello spazio di Via Trento prosegue la stagione #r-esistenze, con la direzione artistica di Giovanni Maria Currò e Mauro Failla, che ospiterà l’avvio della tournée siciliana di “Miracolo” spettacolo è scritto e diretto da Giuseppe Massa; con Gabriele Cicirello, Paolo Di Piazza, Kassey Sunday; scena e costumi Mela Dell’Erba; luci Michele Ambrose; suono Giuseppe Rizzo; aiuto drammaturgia Giuseppe Tarantino; assistente alla regia Marco Leone; assistente alla produzione Elena Amato.

Una scena di “Miracolo”

La produzione di Sutta Scupa con il contributo di Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana si avvale della collaborazione di Latitudini-Rete Siciliana di Drammaturgia Contemporanea. La tournée proseguirà poi a Zō Culture Contemporanee di Catania il 18 novembre, per la rassegna Altre Scene; il 29 e 30 novembre sarà presente al Teatro Mediterraneo Occupato di Palermo e infine il 1 dicembre al VA’ Teatro di Naso, nella stagione diretta da Matteo Bavera. “Miracolo” prende spunto dalle ondate migratorie che attraversano il Mediterraneo per investigare la progressiva disumanizzazione della nostra società. L’embrione del testo nasce all’interno di WRITE 2016 (residenza creativa, ideata e diretta da Tino Caspanello), che coinvolge drammaturghi siciliani ed europei all’interno del monastero di Mandanici (Me), a cura di Gigi Spedale per Latitudini. Successivamente, a maggio di quest’anno, la compagnia attraversa con una breve residenza artistica (sviluppatasi all’interno della rassegna “Interludi Silenziosi”) l’Oratorio San Lorenzo di Palermo. Da ciò scaturisce un primissimo studio in cui il testo terrigno fino alla bestialità viene messo in relazione agli incantevoli e biancheggianti stucchi del Serpotta. Due fratelli (becchini precari) hanno il compito seppellire un migrante ma il cimitero della città è stracolmo. Da ciò scaturisce un agro divertissement in cui i due provano, senza riuscirci, a sbarazzarsi del corpo del defunto.

Al Vittorio Emanuele “La Traviata” di Giuseppe Verdi, con il maestro Carlo Palleschi

La Traviata” di Giuseppe Verdi, una delle opere più belle e famose del repertorio lirico di ogni tempo, sarà in scena nel Teatro Vittorio Emanuele il 16, 18 e 20 novembre. Sul podio il maestro Carlo Palleschi, regia di Carlo Antonio De Lucia, interpreti: Elvira Fatykhova (Violetta), Giuseppe Altomare (Giorgio Germont) e Roberto Iuliano (Alfredo Germont).

Il maestro Carlo Palleschi

Le scene e i costumi, sono stati realizzati da “Taormina Opera Stars” su disegni di Carlo Antonio De Lucia che curerà anche la regia. A completare il quadro artistico le coreografie di Sofia Lavinia Amisich, l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele, il Coro Lirico “Francesco Cilea” diretto da Bruno Tirotta. La produzione è del Teatro di Messina. Si tratta del recupero dello spettacolo, già programmato per lo scorso maggio e che sarà valido per gli abbonati alla stagione musicale 2017-2018. Lo ha ricordato il presidente del Teatro di Messina, Luciano Fiorino: “Oggi saldiamo un debito, quello che nostro malgrado avevamo contratto anzitutto con i nostri abbonati e poi con tutti gli appassionati di musica lirica che di anno in anno seguono con interesse i nostri cartelloni. Il debito si chiama appunto ‘La Traviata’, che originariamente era stata programmata a maggio. Adesso siamo felici che questo recupero avvenga con artisti di grande qualità”. Il sovrintendente Gianfranco Scoglio, insediatosi lo scorso 15 ottobre, ha voluto sottolineare l’apporto fondamentale di tutte le componenti dell’Ente – gli amministrativi e i tecnici – per far sì che tutto funzioni in tempi così brevi, nonostante tutte le difficoltà, in un periodo così difficile. Il direttore artistico per la musica Matteo Pappalardo ha espresso grande soddisfazione per il recupero dell’opera.

Il regista Carlo Antonio De Lucia

“È l’opera maggiormente rappresentata a Messina, ma la mettiamo nuovamente in scena perché, nonostante le tante rappresentazioni, il pubblico accorre sempre numeroso. Come mai? Avverte che va a vedere un capolavoro e, dalla prima all’ultima nota, rimane attanagliato dalle tristi vicende che incombono sulla protagonista e ne condivide gioie e dolori. Voglio dire con questo che La Traviata è un’opera di tutti, musicata da Giuseppe Verdi con il massimo dell’efficacia e della sensibilità”. Un impegno particolarmente importante, dunque, per l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele e per il Coro lirico “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, diretto da Bruno Tirotta. Della compagnia di canto fanno parte anche Sara Palana (Flora), Francesca Canale (Annina), Davide Scigliano (Gastone), Alberto Crapanzano (Douphol), Alessandro Vargetto (Obigny), Maurizio Muscolino (Grenvil) e ancora Antonio Mauceri e Marcello Siclari. La firma di Carlo Antonio De Lucia, in questo caso, è una garanzia, soprattutto se accoppiata alla bacchetta di Carlo Palleschi, che incarna il classico, con una lettura puntuale e rispettosa della tradizione. Di assoluta eccezione il cast, così da rendere onore ad una della opere più rappresentative del repertorio lirico italiano”. Infine, il maestro Carlo Palleschi ha espresso apprezzamento per l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele e poi ha aggiunto: “La Traviata, tra le opere di Giuseppe Verdi, è una di quella che più ho diretto nel mondo durante la mia carriera, ed è un grande piacere poterla riproporre qui, in un teatro al quale sono particolarmente affezionato.

TEATRO VITTORIO EMANUELE:
VENERDì 16 NOVEMBRE 2018 ore 21.00 (Turno A);
DOMENICA 18 NOVEMBRE ore 17.30 (Turno B);
MARTEDì 20 NOVEMBRE ore 21.00 (FUORI ABBONAMENTO).
Prezzi: platea e primo palchi euro 45 (over65 euro 36, under35 euro 31,50), prima galleria e II ordine palchi euro 30 (over65 euro 24, under35 euro 21), seconda galleria euro 15 (over65 euro 12, under35 euro 10,50). Riduzione strordinaria per la recita di martedì 20 novembre in II Galleria con biglietto unico a 5 euro.

Teatro dei 3 Mestieri: arriva “Novecento”, diretto ed interpretato da Francesco Biolchini

Mettere in scena un testo come Novecento significa voler raccontare una storia, riscoprire in altre parole il piacere, insieme con il pubblico, di sentire, immaginare e lasciarsi trasportare in una dimensione diversa dalla propria realtà“.

Francesco Biolchini

Novecento di Baricco, infatti, non è un vero e proprio testo teatrale ma oscilla fra il teatro e la letteratura come un brano Jazz che oscilla tra la musica classica e la musica leggera”. Con queste parole l’attore e regista Francesco Biolchini, presenta il terzo appuntamento della stagione “Radici per restare” del Teatro dei 3 Mestieri di Messina che andrà in scena venerdì 9 e sabato 10 novembre alle ore 21.00. Lo spettacolo Novecento di Alessandro Baricco, diretto ed interpretato dallo stesso Biolchini, è la leggenda del pianista sull’oceano, è la storia di un’amicizia, la storia di un uomo che per tutta la vita è stato cullato dalle onde dell’oceano e dalle note del suo pianoforte, un uomo che è nato e vissuto su una nave, che non ha mai messo piede a terra, ma che conosce il mondo e la vita meglio di chiunque altro, attraverso gli occhi e le emozioni dei passeggeri che negli anni hanno viaggiato sul “Virginian”. Novecento è la dimostrazione che “Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla”. Il protagonista, trombettista e grande amico di Novecento, sta pulendo e sistemando un locale alla fine di una serata musicale e il suono di una sirena di una nave, in lontananza, lo porta ad evocare la storia e a raccontarla.

Il Milazzo sbanca Terme Vigliatore (0-1). Decisiva una rete di Rossano al 75′

Un ottimo Milazzo ha la meglio sul Terme Vigliatore. Dopo varie palle gol, ci pensa Rossano, subentrato dalla panchina, a regalare i tre punti ai mamertini con il suo primo acuto stagionale. Inizio interessante di gara con il Terme Vigliatore pericoloso dopo appena 35 secondi con Genovese che suggerisce in profondità per Crifò, costringendo D’Amico all’intervento in presa bassa. I locali ci riprovano 4 minuti più tardi quando Tindaro Calabrese spara a salve dalla distanza. Il Milazzo prende le contromisure ed al 12′ si rende pericolosissimo con Lentini, che dal limite dell’area gira di prima intenzione con il mancino colpendo un legno clamoroso. Al quarto d’ora aumenta ulteriormente la pressione degli ospiti che vanno vicini al vantaggio ancora con Lentini che non arriva a correggere in rete un cross velenoso dalla sinistra del solito Alosi.

La partita è piacevole per i tanti curiosi accorsi al Comunale Italia ’90. Al 18′ è il Terme che va vicino all’1-0 con Tindaro Calabrese che si libera in area ma il suo potente diagonale termina la sua corsa tra i guantoni del portiere mamertino. Si alza il baricentro dei rossoblu, che al 23′ con Longo che confeziona un’altra occasione da goal, ma il destro del centrocampista del Milazzo, bravo a liberarsi abilmente con una finta di due avversari, termina a lato di pochi centimetri. Il Terme è ormai alle corde. La formazione di mister Cambria sembra la copia sbiadita di quella che in settimana ha sbancato il Regionale di Giarre. Prova allora ad approfittarne il Milazzo pochi minuti più tardi con Marino che sfrutta un’uscita difettosa di Barca, ma trova un difensore locale ad immolarsi sulla linea di porta. Al 28′ Alosi va vicino al gol con un tiro da fuori. Ad un minuto dal rientro negli spogliatoi per le due squadre, occasionissima per il Milazzo con una percussione sul binario destro di Gatto che spara un diagonale fuori di poco. Squadre al riposo sul risultato ad occhiali.

Milazzo
La panchina del Milazzo

Si torna in campo con schieramenti immutati. In avvio, il ritmo della gara cala vertiginosamente. Ferrara, al 58′, decide di gettare nella mischia Rossano per Arena e, tre minuti più tardi, farà il suo esordio stagionale anche Filippo Crinò che prende il posto di Longo. Un paio di minuti dopo l’ora di gioco, Russo svetta sulla solita parabola calibrata di Alosi e scheggia il palo alla destra di Barca. Prova allora il capitano dei gialloverdi Paolo Genovese a dare una scossa ai suoi al 68′ con un calcio piazzato che termina a lato di un paio di metri. Eccolo però, al 75′, il lampo che illumina il cammino dei mamertini: cross dalla destra di Franchina, smanacciato da Barca sui piedi di La Piana, il tentativo dell’attaccante palermitano è una via di mezzo tra un tiro ed un cross, fortuna che a trovarsi al posto giusto al momento giusto ci sia Alessio Rossano, che termina il proprio digiuno e torna ad essere decisivo, con un goal tanto fortuito quanto fondamentale.

Il Terme non ha la forza di reagire; ci prova per lo più con tentativi dalla distanza. Da apprezzareal 79′, la bordata di Calabrese che termina però alta. Tre minuti più tardi fa il suo ingresso in campo anche Caldore per Lentini e minuti di recupero è la volta di Garofalo che avvicenda La Piana. Al minuto 92 l’ultimo sussulto d’orgoglio del Terme con l’ennesimo pallone scodellato in area sul quale si scontrano D’Amico e Salvatore Leo; ad avere la peggio è il giovane portiere mamertino che, tuttavia, con un’uscita coraggiosa salva il risultato per i suoi. Al 96′ fischia tre volte Simone D’Incecco da Perugia e pone fine alle ostilità tra il tripudio degli ospiti che possono festeggiare, con i propri tifosi al seguito, una vittoria che potrebbe fare da spartiacque al campionato del Milazzo, impegnato nella prossima uscita al “Marco Salmeri” contro il Catania San Pio X.

Terme Vigliatore
Bartuccio prova a frenare Russo

APD Terme Vigliatore-SSD 1937 Milazzo 0-1
Marcatore: al 75′ Rossano.
APD Terme Vigliatore: Barca, Puzone, Triolo, Bucolo, Leo S., Benenati (87′ Caliri), Bartuccio (62′ Leo D.), D’Anna, Calabrese, Genovese, Crifò (62′ Chillari). A disposizione: Foti, Scardino, Crisafulli, Giunta, Torre. Allenatore: Salvatore Cambria.
SSD 1937 Milazzo: D’Amico, Russo, Marino, Alosi, Franchina, Di Stefano, La Piana (90′ Garofalo), Gatto, Lentini (82′ Caldore) , Longo (61′ Crinò), Arena (58′ Rossano). A disposizione: Di Dio, Giordano, Antonuccio, Piccolo, Presti. Allenatore: Pasquale Ferrara.
Arbitro: Simone D’Incecco di Perugia. Assistenti:  Paolo Vasques e Vincenzo Donzello di Siracusa.
Note – Ammoniti: La Piana, Gatto, Di Stefano (M) Puzone (T). Recupero: 0’ pt, 6’ st.

L’Igea Virtus dà un calcio alla crisi. Con il Marsala un pari che fa morale (1-1)

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Al D’Alcontres-Barone dopo 95′, termina sul risultato di 1-1, l’ottava giornata girone I serie D tra Igea Virtus di mister Tedesco al debutto in casa e il Marsala del trainer Chianetta. Un pareggio che arriva tra sofferenza e rabbia ma anche di carattere ed orgoglio dei giallorossi che vanno sotto al 46′ con Barraco dopo una rete ‘regolare’ annullata per sospetto fuorigioco di Vona, che avrebbe sicuramente cambianto le sorti del match, e il pari di Akrapovic su rigore.

Giacomo Tedesco
Il nuovo allenatore dell’Igea Virtus Giacomo Tedesco

Giallorossi che si schierano in campo nel consueto 4-3-3, ritrovando Vona in difesa in coppia con Mancuso, sulla mediana Dodaro, coadiuvato dagli interni Grosso e Velardi, in attacco il tridente con Miuccio-Le Piane-Lancia. Al 3′ Igea vicina al vantaggio, con la punizione forte e velenosa di Akrapovic, deviata sopra la traversa dal portiere Giappone. Al 16′ primo tiro degli ospiti su calcio di punizione di Barraco, palla centrale facile preda di Prisco. Al 32′ si fa vedere il Marsala in avanti, la punizione di Barraco con tiro centrale che termina nelle braccia dell’estremo giallorosso. Al 33′ pericolo per i giallorossi, sugli sviluppi della punizione spiovente di Sekkoum che lambisce la traversa. Al 36′ annullato il gol del vantaggio di Lancia per sospetto fuorigioco di Vona, rete che sembrava ampiamente regolare, giunta su sviluppo di corner l’attaccante giallorosso da dentro l’area stoppa e fa partire una rasoiata alla sinistra del portiere Giappone. Gioia sfumata, Igea che ci crede ma viene bloccata da un giudizio incomprensibile. Al 46′ passa in vantaggio il Marsala, dopo un lancio dalla destra torre in area di Balistreri per il destro di Barraco che insacca all’angolino alle spalle di Prisco. Nella ripresa, cerca di cambiare le carte mister Tedesco con primi cambi per i giallorossi, entrano Santapaola per Le Piane e Bucca per Mancuso. Al 16′ dopo una fase di stasi tra le compagini, corner velenoso a rientrare di Barraco, il portiere Prisco devia fuori. Al 20′ altri cambi per l’Igea Virtus, Asprilla per Miuccio e Franco per Grosso. Al 30′ ci prova Franco con un tiro dalla distanza, parato da Giappone. Al 32′ rigore fischiato per i giallorossi, sugli sviluppi di un azione del neo-entrato Asprilla, gran cavalcata dalla destra salta due difensori e si procura fallo in area. Dopo le proteste degli ospiti, al 33′ il penalty trasformato dal difensore Akrapovic, tiro angolato con palla che sbatte sul palo interno e si insacca tra la gioia di tifosi e sostenitori. Ultimi affondi igeani con il colombiano Asprilla vari tiri da fuori che non trovano lo specchio della porta. Al 95′ arriva il triplice fischio, con la gara che termina sul risultato di 1-1. Si chiude con la squadra che viene salutata dai tifosi sotto la gradinata. Un 1-1 che viene letto come un segnale di rilancio sul piano morale e della testa dei giocatori che hanno dato il massimo fino al fischio finale. Adesso si pensa a preparare il delicato match esterno di Troina in programma la prossima domenica.

Al Clan Off Teatro debutta “Legittima difesa” di Laura Giacobbe

Cresce l’attesa per l’avvio della nuova stagione al Clan Off Teatro, #r-esistenze diretta da Mauro Failla e Giovani Maria Currò. E si comincia con una prima nazionale, sabato 27 ottobre, – con repliche sabato 27 ottobre alle 18.30 e alle 21.30 e domenica 28 ottobre alle 18.30 – dello spettacolo “Legittima difesa”, scritto da Laura Giacobbe, diretto da Roberto Bonaventura, con Giuseppe Capodicasa, Francesco Natoli e Michelangelo Maria Zanghì, una produzione di Maurizio Puglisi per Nutrimenti Terrestri Compagnia Teatrale col sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”.

La locandina dello spettacolo

Un tema di stringente attualità, la scena si apre con “due improvvisati ladri si introducono in un lussuoso appartamento con l’intento di svaligiarlo. La scena rivela un’abitazione parossisticamente dotata di sistemi di sicurezza, da quelli più sofisticati a quelli più “surreali” messi goffamente a punto dal proprietario stesso, un vero e proprio monumento alla paura, all’insicurezza, alla diffidenza e alla solitudine. Il proprietario è in casa, asserragliato in questo fortino e pronto a far valere il suo diritto alla legittima difesa. Nasce così̀ il confronto tra un inesperto e maldestro utilizzatore di armi e i ladri, costretti a improvvisarsi da par loro inesperti utilizzatori di concetti e ragionamenti per condurre un improbabile ed esilarante negoziato”. “Legittima difesa” porta sulla scena, come osserva l’autrice, Laura Giacobbe: «un confronto, dai rispettivi punti di vista, dei personaggi sulle rispettive ragioni, sulla paradossale legittimità dell’esistenza dei cosiddetti cittadini armati come sulla altrettanto incivile avanzata di “nuovi” ladri, finendo poi per chiedersi come quando e se mai sarà possibile sottrarsi al Far West e alla dilagante seduzione esercitata dalla violenza e dall’aggressività. Il ritmo di questo confronto risente di brusche e improvvise accelerazioni, improvvisi picchi di tensione che incubano l’annunciato esito tragico e che puntualmente si smorzano grazie al ritorno disperato al dialogo, su cui tutti in fondo confidano, come si confida in un deus ex machina. Il testo Legittima difesa mira a creare un congegno dialettico in cui si confrontano, con accenti grotteschi e cupa tensione, prospettive politiche strabiche che poggiano su convinzioni a dir poco scalcinate, o meglio che risultano scalcinate proprio in virtù della complessità degli argomenti, quegli stessi argomenti complessi che le istituzioni non sanno affrontare adeguatamente e che la politica utilizza spesso a fini di consenso. La “lingua” di questo testo sarà il “mezzo di trasporto” per questo rovinoso viaggio di allontanamento dalla civiltà, verso il mondo opaco della sicurezza fai da te. Nella granitica costruzione dei personaggi non mancheranno però le “lesioni strutturali” che il senso di umanità provoca inesorabilmente in ogni fortino che si regge sul fanatismo e sull’irragionevolezza». Dopo il debutto messinese, lo spettacolo andrà in scena lunedì 29 ottobre 2018, al Teatro Beniamino Ioppolo di Patti.

LEGITTIMA DIFESA di Laura Giacobbe
Regia Roberto Bonaventura
Con Giuseppe Capodicasa, Francesco Natoli e Michelangelo Maria Zanghì
Scene Mariella Bellantone
Costumi Cinzia Preitano
Disegno Luci Stefano Barbagallo
Collaborazione Artistica Monia Alfieri
Aiuto Regia Martina Morabito
Collaborazione Tecnica Marilisa Busa’
Ufficio Stampa Elisabetta Reale
Assistente alla regia Cristiana Ioli
Foto di Scena Giuseppe Contarini
Grafica Riccardo Bonaventura

La scuderia Nebrosport punta la cinquina al 4° Tindari Rally

Reduce da un momento oltremodo positivo, la scuderia Nebrosport si cimenta in una nuova e avvincente sfida nel fine settimana del 27 e 28 ottobre 2018 alla quarta edizione del Tindari Rally. La gara, organizzata dalla CST Sport, sarà valida per il Trofeo Rally Sicilia, aperta alle Autostoriche e valevole per il Campionato Siciliano loro riservato. Si partirà con lo Shakedown di sabato mattina a Gioiosa Marea, mentre la partenza della competizione avverrà sabato pomeriggio sul Lungomare di Patti Marina con due spettacolari sfide su due prove speciali da 9,2 Km sabato sera a Gioiosa Marea.

Nebrosport
Un equipaggio della Scuderia Nebrosport in azione

Domenica, invece, due splendide prove speciali da ripetere 3 volte: “Moreri” da 8,5 Km e “San Piero Patti” da 9,2 Km. Arrivo dalle 18.00, nuovamente nella suggestiva cornice del lungomare di Patti Marina. Il team santangiolese non poteva che essere presente sulle strade di casa con ben 5 portacolori. A rompere il ghiaccio sarà il sodalizio composto da Antonello Foti e Salvino Lo Cascio, reduce dal primato di classe conquistato al Rally dei Nebrodi. Il pilota umbertino sarà alla guida di Peugeot 106 Rally in RS1.6, con l’obiettivo di replicare gli ultimi successi in pista. La seconda partenza Nebrosport sarà firmata dalla coppia Pierpaolo Pintaudi e Ivana Manfrè. Anche il giovane driver è stato tra i protagonisti dello Rally dei Nebrodi, con una entusiasmante rimonta finale che, a bordo della sua Peugeot 106 Rally di classe Prodo S2, cercherà di migliorare sulle strade del Tindari. Sempre al volante di Peugeot 106 Rally, a seguire verrà la volta di Cristian Pagana e del fido navigatore Giuseppe Doria. L’alfiere sampietrino, dopo la parentesi dello Slalom di casa, ritorna a saggiare gli asfalti rallistici con la voglia di far bene in classe Prodo S2. Ultimo equipaggio in classe Prodo S2 a bordo di Peugeot 106 Rally, sarà quello formato da Nicola Midili e dal co-driver Mattia Campochiaro. Il pilota pattese, chiamato ad una prova di forza sulle strade di casa, dovrà cercare di riscattare lo sfortunato testacoda della scorsa edizione che aveva compromesso la sua prestazione finale. Passando al Rally Storico, saranno Maurizio e Desirè Calabria a chiudere le partenze della scuderia Nebrosport. Entrambi, già presenti al Nebrodi storico, avevano fatto rombare di gioia la loro vincente Renault R5, che adesso dovrà vedersela all’interno della classe E4 del Tindari Rally.

UniMe, concluse con successo le giornate del Workshop “Studenti in Carena”

Si sono concluse le due giornate del primo Workshop Automotive “Studenti in Carena”, organizzato dal Dipartimento di Ingegneria, dall’Ordine degli Ingegneri di Messina, da UnitaMEnte e dal Team Stretto in Carena.

Università
La sede dell’Università di Messina

Nel corso dell’evento, professionisti del settore hanno parlato della loro esperienza, illustrando il mondo dei motori con un’analisi dettagliata e tecnico-scientifica del settore. Il workshop è stato aperto dai saluti del Prorettore, Prof. Antonino Germanà, del Direttore del Dipartimento di Ingegneria Prof.ssa Candida Milone, del Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Messina, Ing. Francesco Triolo, del Coordinatore del CdL magistrale di Ingegneria Meccanica, Prof. Eugenio Guglielmino e del delegato del Rettore ai rapporti con il territorio, Prof. Roberto Montanini. Nel corso della giornata  è stato presentato il Team Stretto in Carena (con acronimo SIC), composto da studenti provenienti da diversi dipartimenti dell’Ateneo, si tratta di una squadra che ha l’ obiettivo di progettare una moto che gareggerà in Spagna, ad Aragon, durante la gara MotoStudent nell’anno 2020. Il workshop si è concluso con gli interventi dei rappresentanti delle prestigiose aziende intervenute (Maserati, AVL, Ducati, MegaRide, New Cast Service, 4D Engineering, VI-grade e lo spinoff universitario messinese SmartME) e della Federazione Italiana Motociclistica (FMI). L’evento che ha riscosso un notevole successo ha visto la partecipazione di numerosi studenti universitari e degli Istituti superiori del territorio messinese, sono intervenuti, inoltre, molti appassionati del settore.