L’assessore con delega alle Attività Sportive, Giuseppe Scattareggia, ha accolto a Palazzo Zanca l’ottantaquattrenne alpino e paracadutista, Alessandro Bellière. L’atleta, partito da Genova il 28 maggio scorso, dopo avere attraversato l’Italia a piedi, facendo tappa anche in Sardegna, concluderà la sua quinta sfida a Palermo mercoledì 24 nel giorno del suo ottantacinquesimo compleanno.
Alessandro Bellière
La grande passione per lo sport lo porta a diventare un nazionale di atletica leggera, disciplina fondo, e successivamente marcia, partecipando a varie gare nazionali ed internazionali. Sempre appassionato di sport estremi, nel giorno del compimento del sessantacinquesimo anno di età, effettuò alcuni lanci col paracadute all’aeroporto di Molinella. Dagli anni ’60 in avanti visita i mari più belli ed incontaminati di tutto il mondo ed inizia ad avvicinarsi al trekking. All’inizio con corte passeggiate alla scoperta di luoghi naturalistici, fino ad arrivare, all’età di 78 anni, a percorrere a piedi un itinerario da Bologna a Roma attraverso la via Francigena. Dagli ottant’anni in poi decide di esplorare i suoi limiti, conscio dell’ottima salute e dell’allenamento quotidiano con la passione per il trekking, e decide di percorrere a piedi l’intera Italia, da nord a sud. Ed è così che al termine di questa quinta sfida Bellière avrà camminato ventimila e 500 chilometri in 601 tappe. “Ad Alessandro va il mio personale e sentito in bocca al lupo affinché possa vivere un’altra esperienza straordinaria come questa – ha dichiarato l’assessore Scattareggia -. Egli dimostra a se stesso e agli altri che alla sua invidiabile età si può essere ancora giovani nello spirito e nel fisico. Attraverso il concetto di ‘volere è potere’ ognuno di noi può contribuire a fare crescere quei valori umani, sociali e sportivi in ogni contesto che ci circonda”. Al termine dell’incontro Scattareggia ha donato al maratoneta il crest della Città.
Diciotto spettacoli. Tredici appuntamenti in cartellone per cinquantacinque recite. Tre prime nazionali, tre nuove produzioni e quattro laboratori teatrali. Sarà un anno intenso, il terzo per il Clan Off Teatro, uno spazio che vuol essere sempre di più aperto alla città, luogo di arte e creatività, condivisione e incontro.
La locandina della nuova stagione del Clan Off
La nuova stagione teatrale – presentata in un affollato incontro al Clan Off Teatro – è realizzata dall’associazione culturale “Clan degli Attori”, con la direzione artistica di Giovanni Maria Currò e Mauro Failla e animerà, da ottobre a giugno, lo spazio “Clan Off” di via Trento. Tre anni, per un progetto che continua ad arricchirsi di novità, «pensiamo che la progettualità sia fondamentale in termini di offerta delle proposte artistiche per il pubblico ma anche come ricerca di una forte identità che caratterizza il teatro in cui crediamo – sottolineano Failla e Currò – alla nuova stagione abbiamo dato come titolo “#r-esistenze”, perché desideriamo fortemente resistere nonostante le molteplici difficoltà, perché vogliamo offrire altre esperienze di vita, altre esistenze umane ed artistiche, ad un pubblico che vediamo crescere ogni giorno, perché sentiamo vive le nostre esistenze solo continuando a portare avanti il nostro progetto. I nostri sforzi sono tesi a costruire un teatro per spettatori, artisti, uno spazio aperto il più possibile a tutti i cittadini, alle famiglie, ai bambini e ai ragazzi ma anche ai non più giovani. Proprio
in questa direzione si muove la nostra proposta per questo nuovo anno che, oltre ai bimbi e agli adolescenti cui sono rivolti i laboratori curati da Eleonora Bovo e da Monia Alfieri, si arricchisce di un nuovo laboratorio rivolto agli over 50: “Generazione X”. Un’esperienza artistica, un sentiero formativo da esplorare insieme a persone che hanno vissuto più di altri la vita, con diverse finalità, ma con un desiderio comune di esprimersi utilizzando la propria “valigia” piena di storie e di conoscenze». «Momento centrale della nostra programmazione culturale resta la stagione, composta da 13 spettacoli, tra graditi ritorni, prime nazionali e produzioni originali – spiega Mauro Failla – siamo orgogliosi di essere riusciti anche quest’anno, non senza difficoltà, a mettere su una stagione che conferma e che alza ancora il tiro su quanto fatto fino ad oggi, con tredici appuntamenti teatrali di grande qualità. Sentiamo che stiamo crescendo ancora: i consensi e gli incoraggiamenti del pubblico, i forti stimoli ricevuti a non desistere continuando l’azione intrapresa insieme al forte entusiasmo, nonostante i momenti difficoltosi in cui maggiormente si avverte la fatica, sono la grande forza che ci ha sostenuto e ci sostiene in questo cammino condiviso con la città. Intendiamo dunque consolidare il rapporto tra persone, teatro e territorio, mirando a diventare sempre più punto di riferimento per l’attività culturale della nostra città». La stagione è sostenuta dal Gruppo Caronte & Tourist, e da Toro Nero insieme a Faro Beverage. Novità di quest’anno poi, in un’ottica di rete a livello regionale, il gemellaggio con lo Spazio Franco di Palermo un laboratorio di creazione contemporanea, tra teatro, danza, musica, video, fotografia ed eventi culturali, con cui Clan Off condividerà progetti, intenti, programmazione.
Ritorno in terra sicula per la scuderia Nebrosport, dopo la parentesi vincente di pochi giorni fa sugli asfalti trentini. Il team santangiolese, nel weekend del 20-21 ottobre, sarà infatti alle prese con la seconda edizione dello Slalom dell’Etna.
Andrea Adamo (Nebrosport)
La kermesse, organizzata dall’ASD Etna Motorsport in collaborazione con l’Automobile Club di Acireale, avrà validità per il Campionato Siciliano Slalom. L’evento che, dopo le tradizionali operazioni di verifica del sabato, avrà inizio nella giornata di domenica e si svilupperà su 3 manche in un percorso lungo 2980 metri. La scuderia Nebrosport sarà ovviamente presente alla gara etnea con 6 portacolori. Francesco Di Stefano aprirà le danze a bordo della sua Peugeot 106 rally, con la giusta intraprendenza per contendere le zone alte della classe RS 1.6. A seguire, sarà il driver Calogero Vitanza a sfidare le postazioni catanesi per assicurarsi una prestazione di livello in classe N1400 su Peugeot 106 Rally. Sempre al volante della francesina Peugeot 106 Rally, in classe N1600 verrà poi la volta di Enrico Falsetti, più che mai determinato a portare a termine una buona gara. Non poteva certo mancare Andrea Adamo, che ha scelto la performante Renault R5 GT Turbo di classe S7 per mettere a segno un risultato importante. In cerca di conferme, il librizzese Tullio Danzì,che sarà al via a bordo della sua fida Fiat Uno turbo di classe S7. L’ultima vettura che chiuderà le partenze griffate Nebrosport, sarà infine quella di Antonello Foti e della sua Peugeot 106, pronto a dire la sua in classe E1 1600.
Dal 26 al 28 ottobre, Capo Calavà, località turistica del comune di Gioiosa Marea (ME), farà da cornice alla I edizione del Beer Fest Calavà 2018: una tre giorni dedicata alla musica, al buon cibo e al divertimento di tutta la famiglia.
La locandina dell’evento
Gli stand presenti alla manifestazione apriranno alle 18; nelle tre serate si alterneranno vari gruppi che si esibiscono dal vivo e Fabio Dj set. Giochi gonfiabili per i più piccini. Il Beer Fest Calavà 2018, patrocinato dal Comune di Gioiosa Marea, ha suscitato molto interesse in particolare in una prospettiva di continuità nei prossimi anni. Si tratta, infatti, di una manifestazione lunga ben tre giorni, aperta a tutti, che dà spazio ad artisti di diversi settori ed alle eccellenza locali e nazionali. Non ultima la scelta della nota birra piemontese Menabrea, prodotta dall’omonimo birrificio, quale birra ufficiale di questa prima edizione del Beer Fest Calavà. L’evento, promosso ed organizzato dall’Associazione turistica Capo Calavà, è stato sponsorizzato da Maiorana Group abbigliamento di Barcellona Pozzo di Gotto.
In occasione della quattordicesima edizione della Giornata del Contemporaneo, la Città Metropolitana di Messina, per promuovere la conoscenza dell’arte del nostro tempo, ha organizzato una mostra di opere di Antonio Mancuso Fuoco.
Antica fiera capitina
Un importante itinerario composto da 30 dipinti, dal titolo “La nostra vita. Opere 1969-1996”, che è stato inaugurato stamane dalle figlie dell’artista, Maria Giacoma e Silvana alla presenza della Dirigente del settore cultura, avv. Anna Maria Tripodo, della dott.ssa Angela Pipitò, direttrice della Galleria d’Arte “L. Barbera”, del Dirigente della Sovrintendenza dott. Luigi Giacobbe e di un numeroso pubblico di ammiratori delle opere del Pittore di Capizzi. I quadri sono stati messi a disposizione dalla famiglia Mancuso Fuoco, ma tanti altri sono “in giro” per l’Europa e alcuni sono diventati patrimonio di prestigiosi musei. Manca, però, la catalogazione di tutte le opere per avere una visione complessiva della vita artistica di un uomo che ha seguito con straordinaria forza e caparbietà la via dell’arte. “È stato un creativo, con una straordinaria capacità di plasmare i materiali. Un creativo non scontato come potrebbe essere a Brera o a Parigi, ma in un grosso centro agropastorale nel cuore della Sicilia, dove può essere considerato un’eccezione” ha affermato lo storico dell’arte Luigi Giacobbe nella presentazione della mostra. I luoghi natii di Antonino Mancuso Fuoco, Capizzi e le alture nebroidee, ma anche immagini che attingono alla sua esperienza da emigrante in Germania e in Piemonte, costruiscono le vicende di un microcosmo sempre denso di presenze e particolari, colti con la precisione di un fotoreporter e raccontati come un fotogramma di un sogno o un attimo di magia.
Cuntadinu chi lia i rui
In particolare, il quadro “Cuntadinu chi lia i rui” rimanda ad un rito, così segreto da essere tramandato solo ai primogeniti, che i contadini recitavano, con il cappello in mano, per deviare il volo degli uccelli che avrebbero distrutto le piantagioni. Gli uccelli venivano disorientati dalla litania e volavano altrove. Mancuso Fuoco cattura il momento in cui la realtà e il momento “ardente del mistero” si fondono e li propone come un “artigiano del colore, dal cuore sacro”. Il suo mondo ha gli accenti della semplicità in una quotidianità che sembra voler vivere di poesia. Un reale meraviglioso fatto di sguardo prima ancora che di ragionamento, sguardo amorevole e ingenuo che si posa sulle cose” secondo la delicata descrizione della figlia Maria Giacoma. Oltre questa mostra, che sarà visitabile fino al 10 novembre 2018, si aprono scenari interessanti che sono stati accennati dal prof. Todesco, tra i primi scopritori dell’Artista capitino. Il progetto, tra l’altro da riproporre perché il precedente non è riuscito ad essere sovvenzionato, è quello di recuperare la casa natale a Capizzi, restituirla come museo e farne un centro di documentazione multimediale, che può già contare su una cospicua raccolta di 1200 immagini utili per illustrare l’opera di Antonino Mancuso Fuoco. Orario mostra: dal lunedì al venerdì – dalle ore 9 alle 13.00 e dalle 15 alle 17.30.
I giallorossi giocano solo un tempo e nella ripresa, dopo aver fallito un penalty con Arcidiacono, cadono sotto i colpi di Manfrellotti (autore di una doppietta) e Campanaro. Messina in stato confusionale e in evidente crisi di gioco oltre che di risultati. La panchina di Infantino sempre più a rischio.
Il volo plastico di Meo, ma il pallone è alto sulla traversa (foto Nino La Macchia)
Il pre-partita. Messina ed Acireale si affrontano nel silenzio assordante di un Franco Scoglio senza pubblico dopo l’ennesimo imbarazzante balletto delle responsabilità tra il Comune ed il sodalizio capitanato da Pietro Sciotto. Genevier e compagni, reduci dal “brodino” di Cittanova, tentano l’operazione aggancio agli acesi di Carlo Breve, quarti in classifica con 7 punti seppur in condominio con la Nocerina. In casa Acr Messina, mister Infantino deve fare i conti con le assenze degli infortunati Sarcone, Mbaye e Guehi. Il tecnico di Cammarata recupera l’acciaccato Cossentino ma preferisce affidarsi a Genny Russo, confermato al centro della difesa accanto a Porcaro. In avanti, c’è la novità Petrilli che completa il tridente con Arcidiacono e Gambino. Cocimano torna ad essere schierato sulla mediana, mentre Bossa e Rabbeni partono dalla panchina. Nelle file dei granata, dove tutti sono arruolabili, occhio al trio di ex Madonia, Savanarola e Russo, tutti in campo nello schieramento iniziale.
La cronaca. Messina piuttosto aggressivo in fase di avvio ma il primo tiro nello specchio della porta è di marca acese. Corre il 6’ quando Madonia ci prova con il sinistro dai 25 metri ma Meo si distende sulla sua destra e respinge. Al 10’ è ancora Madonia su calcio piazzato a scaldare i pugni all’estremo difensore di casa. Il match è piuttosto vivace ma il Messina fatica oltremodo a finalizzare.
Biondi in uscita blocca la sfera (foto Nino La Macchia)
Al 25’ una incornata di Gambino, sugli sviluppi di un corner battuto da Genevier, si impenna sopra la traversa della porta difesa da Biondi. Al 31’ ancora un tentativo degli ospiti con Talotta, che finalizza una pregevole azione corale degli acesi con una botta da fuori area che sorvola di poco il montante. Sessanta secondi più tardi il Messina si divora clamorosamente la rete del vantaggio con Arcidiacono. L’attaccante ben innescato da un suggerimento di Petrilli, fallisce da pochissimi passi il tocco sottomisura con il destro. Il Messina adesso sembra prendere coraggio. Al 35’ prova la conclusione da distanza proibitiva Cocimano, ma la mira è imprecisa e la palla si perde sul fondo. Ancora i giallorossi sugli scudi al 37’ con Petrilli che raccoglie un cross col contagiri di Genevier ma colpisce debolmente di testa a centro area; per Biondi è ordinaria amministrazione. Nei minuti finali è l’Acireale a riprendere in mano le redini del gioco. Al minuto 43 una conclusione bassa di Leotta impegna Meo in presa bassa; poi, in chiusura, è Bellomonte a fallire un goal facile facile a porta vuota. E’ l’ultima emozione della prima frazione di gara si conclude sul risultato ad occhiali.
Solo gli addetti ai lavori in Tribuna A (foto Nino La Macchia)
La ripresa si apre con il Messina proteso in avanti. Al 4’ Biondi viene steso in area di rigore da Talotta e per il sig. Campobasso non ci sono dubbi, è calcio di rigore. Ma dal dischetto Arcidiacono calcia incredibilmente fuori sprecando la più favorevole delle occasioni. L’attaccante del Messina cerca il pronto riscatto al 7’ quando si propone in versione assist-man, ma prima Petrilli e poi Gambino non riescono ad inquadrare lo specchio della porta. Scampato il pericolo, l’Acireale riparte al piccolo trotto ed al 14’ è Leotta a costringere Meo alla respinta con i piedi. Al 19’ un calcio piazzato dello specialista Genevier non soprende Biondi che vola sulla sua sinistra e neutralizza la sfera. Ma un minuto più tardi è proprio il francese a farsi spedire anzitempo negli spogliatori per un fallo su Talotta proprio sulla linea mediana. Il Messina resta in dieci e Infantino corre ai ripari avvicendando Petrilli con Traditi.
I tecnici Breve e Infantino (foto Nino La Macchia)
Carlo Breve risponde gettando nella mischia Manfrellotti e Manfrè al posto di Talotta e Bellomonte. E al 23’ l’Acireale passa in vantaggio proprio con il neo entrato Manfrellotti che raccoglie un traversone dalla destra di Savanarola e, di testa, beffa Meo depositando la sfera in fondo al sacco. Quattro minuti più tardi giunge il raddoppio degli acesi con Campanaro che su azione di calcio d’angolo tocca da pochi passi in rete approfittando di una presa difettosa di Meo. Per il Messina è notte fonda. Il capolavoro dell’Acireale si materializza al 33’ ancora una volta con Manfrellotti che tutto solo davanti all’estremo difensore di casa lo trafigge con un tocco facile facile. Il Messina è non pervenuto e l’Acireale al 40’ ne approfitta per colpire un legno con Manfrè. Ma sarebbe stata forse una punizione troppo severa per un Messina apparso quest’oggi in evidente stato confusionale. Il triplice fischio del sig. Campobasso evita danni peggiori e regala all’Acireale una vittoria più che meritata. La panchina di Infantino, a questo punto, è davvero a rischio.
Un pallone vagante nell’area piccola dell’Acireale (foto Nino La Macchia)
Il tabellino. Acr Messina-Acireale 0-3 Marcatori: al 23’ st e al 33’ st Manfrellotti (A), al 27’ st Campanaro (A) Acr Messina: Meo. Dascoli, Russo, Genevier, Cimino (al 37’ st Biancola), Porcaro, Arcidiacono, Biondi, Gambino, Cocimano (al 26’ st Rabbeni), Petrilli (al 21’ st Traditi). In panchina: Ragone, Cossentino, Carini, Mancuso, Bossa, Pizzo. Allenatore: Pietro Infantino. Acireale: Biondi, Iannò, Talotta (al 21’ st Manfrellotti), Russo, Gambuzza, Campanaro, Savanarola (al 30’ st Aprile), Tramonte (al 40’ st Dadone), Bellomonte (al 22’ st Manfrè), Madonia (al 44’ Sorbello), Leotta. A disposizione: Pappalardo, Di Pasquale, Chiochia, Lentini. Allenatore: Carlo Breve.
Arbitro: Claudio Campobasso di Formia.
Assistenti: Francesco Paolo Danese di Trapani e Santino Spina di Palermo.
Note – Ammoniti: Genevier (M), Savanarola (A), Dascoli (M), Traditi (M), Manfré (A). Espulso: Genevier (M). Corner: 3-2. Recupero: 1’ pt e 4′ st.
Dopo avere firmato una ventina di reti nell’ultimo biennio con l’Acireale, il contributo offensivo di Salvatore Cocimano era particolarmente atteso. L’esterno catanese ha firmato la rete del momentaneo 2-1, completando un tabellino che considerando la doppietta di Arcidiacono parla davvero etneo. Liberatoria anche l’esultanza sotto la Curva Sud, che il 28enne ha spiegato così: “Non avevo nulla contro i tifosi, che anzi ci sono sempre stati vicini nonostante il brutto inizio. Esulto sempre così, spero di rifarlo presto”.
Cocimano scocca la conclusione del 3-2 (foto Nino La Macchia)
Sembrano determinanti le variazioni tattiche volute dallo staff tecnico e caldeggiate anche da addetti ai lavori e tifosi dopo il doppio ko con Bari e Igea Virtus: “Il 4-3-3 è un modulo più diffuso, siamo magari più abituati a fare quello che il 3-4-3. Ci siamo sbloccati anche mentalmente. Non possiamo dire però se il problema era davvero quell’assetto: non abbiamo la controprova, non avendo giocato oggi allo stesso modo”.
Il calo accusato nel secondo tempo dimostra ancora una volta che il Messina non è al top della forma e Cocimano non lo nasconde: “Abbiamo iniziato tardi la preparazione e all’inizio eravamo pochi. Molti giocatori sono arrivati a fine agosto e a inizio settembre. Non eravamo amalgamati perché non avevamo lavorato assieme. A differenza di squadre che sono partite già a fine luglio, siamo indietro sia a livello fisico che mentale”.
Circa cinquecento le presenze in Curva Sud (foto Nino La Macchia)
L’ex acese ha analizzato l’atteggiamento dei compagni ma anche il suo, avendo gradualmente abbassato il baricentro: “Avevamo paura di vincere, dopo un momento difficile e un doppio 0-3. Anche sul 3-1 non era facile: ci siamo abbassati e abbiamo lasciato un po’ di campo all’avversario. Dobbiamo accelerare i tempi per recuperare. A livello personale ho agito da terzo di attacco ma nei momenti di necessità bisogna dare una mano. Non a caso ripiegavamo indietro sia io che Arcidiacono, volevamo aiutare i nostri compagni”.
Esordio casalingo con doppietta per l’attaccante Pietro Arcidiacono, l’acquisto più atteso del mercato estivo: “Messina ha una storia importante e quindi così è come se non fossi sceso di categoria. C’è tanta gente allo stadio, lo abbiamo visto anche nella precedente gara casalinga con il Bari. Qui c’è un progetto serio e darò il massimo per portare l’ACR dove merita”.
Arcidiacono celebrato dai compagni (foto Nino La Macchia)
L’ex calciatore della Sicula Leonzio è consapevole che la squadra ha comunque accusato una flessione nella seconda metà della gara vinta con il Marsala: “Abbiamo sofferto nella ripresa ma siamo stati bravi, rimanendo sempre sul pezzo, e siamo stati anche fortunati. Io mi sono allenato da solo per un mese e mezzo, quindi nel secondo tempo sono calato fisicamente, ma mentalmente ero molto presente. Personalmente suderò sempre la maglia fino alla fine, ma non prometto nulla in termini di gol. Se segnerò altre due o tre reti o magari altre dieci non mi sento di garantirlo prima”.
L’aspetto atletico preoccupa i tifosi più della difesa, che ha già incassato otto reti in tre giornate: “Alla terza partita abbiamo ancora un po’ le gambe imballate ma alla lunga, con maggiore minutaggio, verremo fuori. Ci teniamo stretti i tre punti, che erano davvero importanti. C’è chi è più piccolo fisicamente e chi è maggiormente impostato: serve almeno un mese e quindi la quarta o quinta giornata e riguarda un po’ tutte le squadre. Noi lavoriamo giorno per giorno, diamo il massimo in allenamento. Questa vittoria ci aiuta mentalmente, con il tempo ci sbloccheremo anche fisicamente”.
Prima vittoria stagionale del Messina dopo due sconfitte di fila. Gara combattuta e dal risultato mai scontato con i giallorossi apparsi in crescita nonostante qualche errore di troppo. Una doppietta di Arcidiacono e la rete di Cocimano salvano la panchina di Pietro Infantino.
Pietro Infantino incita i suoi dalla panchina
Il pre-partita. Non ha alternative alla vittoria l’ACR Messina che ospita al Franco Scoglio la matricola Marsala. I giallorossi sono chiamati ad un pronto riscatto dopo un inizio da horror che ha fruttato due sconfitte in altrettante balbettanti esibizioni e l’ultimo malinconico posto in classifica. Sulla graticola il tecnico Pietro Infantino, sotto accusa dalla tifoseria per un modulo tattico che finora non ha dato i risultati sperati, che comunque ad inizio settimana ha incassato la fiducia (a tempo) del presidente Pietro Sciotto. Il tecnico di Cammarata, costretto a fare a meno degli infortunati Ba e Sarcone, cambia decisamente copione e tira fuori dal suo breviario un inedito 4-3-3. Difesa particolarmente assortita con Dascoli e Russo sulle corsie esterne e la coppia Cossentino-Porcaro in mezzo, zona nevralgica del campo affidata a Bossa, Genevier e Biondi, tridente offensivo costituito da Arcidiacono, Gambino e Cocimano. Il Marsala del tecnico Chianetta, appiedato dal Giudice Sportivo per un turno (in panchina c’è il suo collaboratore tecnico Vincenzo Giannusa, ndc) si presenta in riva allo Stretto con l’entusiamo a mille dopo la prima vittoria casalinga stagionale conseguita a spese del Roccella con il più classico dei risultati. Nelle file dei lilibetani sono assenti il giovane D’Anna, infortunato, e l’esperto difensore Maraucci, fermo ai box per squalifica. In avanti, occhio alla punta centrale Pietro Balistreri autore proprio al Franco Scoglio, con la maglia della Reggina, della rete che il 30 maggio 2015 regalò la vittoria agli amaranto condannando i giallorossi alla retrocessione in serie D, poi revocata dalle decisioni della giustizia sportiva. Poco più di un migliaio gli spettatori sugli spalti, tra cui una sparuta rappresentanza di tifosi ospiti.
La rete del vantaggio lilibetano messa a segno da Sekkoum
La cronaca. Apre le danze al 4’ il Marsala con una ciabattata sporca di Candiano che termina la sua corsa sul fondo. Otto minuti più tardi i lilibetani si ritrovano inaspettatamente in vantaggio. Cossentino sbaglia clamorosamente un facile disimpegno, la sfera finisce sui piedi di Sekkoum che, dal limite, lascia partire un destro velenoso che si insacca alle spalle di Meo, non del tutto esente da colpe. La rete scuote il Messina che prontamente reagisce. Corre il 16’ quando Bossa innesca sulla destra Arcidiacono che si beve il diretto marcatore Galfano e, da posizione decentrata, beffa Giappone con un pregevole tocco di destro. Galvanizzato dal pari, il Messina insiste. Al 22’ una bella incornata di Cossentino, su calcio piazzato dalla destra di Genevier, finisce di poco alta sopra la traversa. Gli ospiti si rendono ancora pericolosi al 29’ con Prezzabile che approfitta di una disattenzione della retroguardia giallorossa per presentarsi tutto solo davanti a Meo, bravo stavolta a chiudergli lo specchio della porta. Pericolo scampato per il Messina che, al 33’ raddoppia. Gambino si invola sulla sinistra e, appena dentro l’area di rigore, prova a centrare lo specchio della porta; Giappone si oppone come può, ma sulla respinta irrompe Cocimano che con un gran destro deposita la sfera in fondo al sacco. Esplode il San Filippo, che pregusta finalmente l’uscita da un incubo. Ma non finisce qui. Tre minuti più tardi i giallorossi calano il punto del tris ancora con lo scatenato Arcidicono, che si incunea facilmente per vie centrali e, tutto solo davanti a Giappone, prova ad infilarlo con un rasoterra; la respinta dell’estremo difensore del Marsala si infrange ancora sull’attaccante di casa che, in corsa, riesce a sospingerla quel tanto che basta ad oltrepassare la linea di porta. In chiusura di tempo, Messina ancora vicino alla marcatura con una incornata di Gambino che, però, non inquadra lo specchio della porta. La prima frazione di gara si conclude sul 3-1.
L’esultanza di Pietro Arcidiacono, autore di una doppietta
In apertura di ripresa, al 3’, il Marsala si vede annullare la rete del 3-2 per posizione irregolare dell’ex Barraco, nel frattempo subentrato a Tripoli. E’ il preludio alla seconda marcatura degli ospiti che, all’8’, riaprono il match con Candiano che, da centro area, ribadisce in fondo al sacco una respinta incerta dell’estremo difensore di casa Meo. Al 19′ mister Infantino è costretto al primo cambio del match: fuori l’acciaccato Bossa, al suo posto Cimino. Tatticamente cambia ben poco. Al 27′ il Marsala vicinissimo alla rete del pari con un missile terra-aria di Sekkoum che Federisco Meo riesce a smanacciare in corner. Pietro Infantino nel tentativo di arginare il pressing degli ospiti, sempre più incessante con il trascorrere dei minuti, getta nella mischia Traditi e Carini al posto di Cocimano e Biondi. Al 32′ ci prova ancora Sekkoum ma Meo non si lascia sorprendere e respinge la sua conclusione da centro area. Al 37′ il match viene sospeso per diversi minuti a causa di un lieve infortunio all’assistente Castioni che, comunque, riprende regolarmente il suo posto dopo le cure del caso. Arrembanti gli ultimi scampoli del match con il Marsala proteso in avanti nel tentativo di cogliere un insperato pari ed il Messina che si difende tutto sommato senza correre grossi rischi se si eccettua un bolide di Balistreri, in pieno recupero, sul quale Meo si oppone da gran campione. Il triplice fischio del sig. Centi di Viterbo, giunto dopo dodici interminabili minuti di recupero, regala il primo sorriso della stagione al Messina e salva la panchina di Pietro Infantino. Ma la sensazione è che ci sia ancora molto da lavorare.
Cocimano scocca la conclusione del 3-2 (foto Nino La Macchia)
Il tabellino. Acr Messina-Marsala 3-2 Marcatori: al 12’ pt Sekkoum (Ma), al 16’ e al 36’ pt Arcidiacono (Me), al 33’ pt Cocimano, all’8’ st Candiano. Acr Messina: Meo, Dascoli, Russo, Genevier, Cossentino, Porcaro, Arcidiacono, Bossa (al 19′ st Cimino), Gambino, Cocimano (al 28′ st Traditi), Biondi (al 28′ st Carini). In panchina: Ragone, Rabbeni, Biancola, Pizzo, Barbera, Petrilli. Allenatore: Pietro Infantino. Marsala: Giappone, Galfano, Sekkoum, Fragapane, Balistreri, Tripoli (al 43’ Barraco), Giuffrida, Candiano (53′ st Corsino), Prezzabile (al 54′ Ciancimino), Lo Nigro (al 1’ st Manfrè), Giardina. A disposizione: Jaber Keba, Benivenga, Parisi, Giannusa, Neri. Allenatore: Vincenzo Giannusa.
Arbitro: Matteo Centi di Viterbo.
Assistenti: Sergiu Petrica Filip di Torino e Leandro Castioni di Novara.
Note – Ammoniti: Sekkoum (Ma), Giardina (Ma), Barraco (Ma), Russo (Me), Arcidiacono (Me). Angoli: 2-4. Recupero: 4′ pt e 12′ st.
Troppo pesante il passivo per la Jonica, sconfitta 4-0 da un esperto Atletico Catania. Sanfilippo e compagni giocano un primo tempo a viso aperto senza nessun timore reverenziale sfiorando persino il vantaggio. Nella ripresa, il crollo dei giovani santateresini che fanno harakiri e subiscono dopo pochi minuti raddoppio degli etnei. La doppietta del giovane Giannaula archivia definitivamente il match.
Ciccio Ferraro (Jonica)
Assente capitan Herasymenko al suo posto mister Moschella schiera il rientrante juniores Giuseppe Savoca. Tra i pali c’è Luca Potenza. Per il resto, solito 4-3-3 con Loria a destra, Lombardo a sinistra, Savoca e Sanfilippo centrali. A centracampo Ciccio Ferraro agisce da interno sinistro con Mirko Smiroldo dall’altra parte e Monaco a fare da metronomo. In avanti spazio a Galletta, Alessio Savoca ed Arigo’. Pronti via e palla gol per Alessio Savoca che a tu per tu con il portiere non riesce a centrare la porta. Al 10′ i padroni di casa colpiscono un palo con il centravanti Giannaula. Al 20′ ci prova la Jonica con il giovane centrale Peppe Savoca ma la sfera si perde di poco a lato. Mister Moschella inverte Arigo’ e Alessio Savoca sulle fasce di competenza. Poi è lo stesso Arigo’ a tentare l’azione personale dopo un calcio di punizione dai connotati di un corner corto. Si va negli spogliatoi sul risultato ad occhiali. Nella ripresa, al 6′ doppio campo tra i padroni di casa. Escono Finocchiaro e Di Venuto, entrano Vitale e Platania. Ed è proprio quest’ultimo che, dopo appena sessanta secondi porta in vantaggio l’Atletico Catania con un preciso fendente dopo un rimpallo in area ospite. Moschella mescola le carte avvicendando Smiroldo con Alessandro Saglimbeni. Si passa al 4-2-4 con il nuovo entrato schierato a destra ed Arigo’ dalla parte opposta. All’17’ l’episodio che condizionerà il proseguo della gara. Il direttore di gara concede un penalty all’Atletico Catania dopo una strattonamento (apparso dubbio) di Federico Lombardo su Marziale. Dalla lunetta lo stesso Marziale spiazza Potenza e sigla il raddoppio. La Jonica si disunisce e diventa la brutta copia della squadra che aveva giocato a viso aperto nel primo parziale. Nel finale c’è spazio per la doppietta di Giannaula, centravanti apppena ventenne, vera spina nel fianco nella difesa della Jonica. Nel finale girandola di sostituzioni da ambo le parti che non cambiano l’inerzia della gara. Nel prossimo i giallorossi osserveranno un turno di riposo, quanto mani propizio, che consentirà alla Jonica di ricaricare le pile nel tentativo di calarsi prima possibile nelle dinamiche di un campionato difficile come quello dell’eccellenza dove non e’ concesso alcun errore.