Messina, c’è un’offerta e anche la cauzione. Ora l’avviso pubblico nazionale

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La prima offerta è arrivata e contestualmente i potenziali acquirenti avrebbero già versato una cauzione, come anticipo della somma proposta per l’acquisizione del ramo d’azienda dell’Acr Messina e l’aggiudicazione del titolo sportivo del club che sta disputato la serie D. Un aspetto chiave, che – se confermato – consentirà la prosecuzione dell’esercizio provvisorio, inizialmente accordato per quattro gare, quelle già disputate con Gela e Acireale, e quelle ormai alle porte con Paternò ed Enna.

Munaò e Di Renzo
Il direttore organizzativo Giuseppe Munaò e la curatrice fallimentare Maria Di Renzo (foto Simone Milioti)

La curatrice fallimentare Maria Di Renzo potrà così richiedere un’estensione della gestione provvisoria al giudice delegato Daniele Carlo Madia, giustificata proprio dalla presenza in cassa di nuovi fondi. Se in precedenza a finanziare l’attività corrente erano stati gli sponsor Caffè Barbera e Acqua Fontalba e i soci della Cooperativa, adesso sarà la cauzione a garantire la prosecuzione dell’attività.

La proposta già arrivata sarà pubblicizzata, ufficialmente in forma anonima, in un avviso pubblico nazionale. Non è chiaro ancora per quanto tempo, presumibilmente circa due settimane, considerato che la cauzione garantirà – come detto – la copertura economica. Il 12 ottobre è previsto peraltro l’atteso derby con la Reggina, che potrebbe coincidere con il migliore incasso stagionale e per il quale era già stata ottenuta la concessione di pubblico spettacolo.

Zucco
Zucco difende un possesso (foto Paolo Furrer)

L’offerta formalizzata nelle scorse ore rappresenterà la base di partenza della futura asta fallimentare. Chiunque vorrà partecipare dovrà chiaramente offrire di più. Altrimenti coloro che hanno già formalizzato la loro offerta dovranno integrare la cauzione già versata con la somma residua, per aggiudicarsi formalmente il titolo.

Ferme restando le garanzie che saranno richieste per la copertura del debito sportivo ereditato dal “vecchio” Acr, pari a circa 650mila euro ma destinato a ridursi in virtù della presenza della fideiussione versata dalla precedente proprietà. Il “nuovo” Messina dovrebbe vedere presto la luce, ancora una volta il club è destinato a risorgere dalle sue ceneri quando tutto sembrava ormai compromesso.

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