Protti nel 2015: “Che ricordi la salvezza col Monza e il derby vinto a Reggio”

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Era il 1990, c’era in palio la permanenza in serie B, in uno spareggio da disputare in gara unica. Avversario il Monza, all’Adriatico di Pescara. Il Messina di Igor Protti riuscì nell’impresa di mantenere la categoria, grazie ad un successo per 1-0. Una delle pagine più importanti dell’avventura in riva allo Stretto dell’ex bomber riminese, scomparso nella notte, che rievocò per la nostra testata nel maggio 2015.

Igor Protti
Igor Protti con la maglia del Livorno

“Il ricordo più bello è legato al finale di partita, quando potemmo festeggiare una sofferta salvezza, fu una liberazione. Per fortuna si giocò subito, il mercoledì, dopo che avevamo concluso il campionato tre giorni prima, la domenica. C’erano i Mondiali alle porte e non erano consentiti ulteriori rinvii. Con così poco tempo non vi era la possibilità che la tensione si facesse sentire ulteriormente, ma ovviamente la retrocessione volevamo evitarla tutti ed il peso si sentiva”.

Risolse Doni, non un habitué del gol, segnando con uno stacco di testa sugli sviluppi di una palla inattiva. “Paolo non era sicuramente un bomber, però ci permise di rimanere in B con quella rete di testa. Credo sinceramente che si tratti del gol più importante della sua carriera. Non erano ancora contemplati i playout e giocammo lo spareggio semplicemente perché avevamo chiuso il torneo a pari punti”. 

Protti
Il gol di Protti alla Reggina al “Celeste”

L’esodo dei sostenitori giallorossi a Pescara, tifoseria con la quale è nato un sentitissimo gemellaggio, è un’altra immagine indimenticabile di quel giorno. “Ricordo che era come se giocassimo in casa. I tifosi del Monza erano pochissimi, mentre noi eravamo sostenuti da chi era salito dalla Sicilia e da chi viveva in giro per l’Italia. Alcuni del Pescara, poi, si aggiunsero ai nostri. La differenza di calore era notevole e queste cose sono importanti in partite così”.

Igor da bomber di razza nel corso della sua carriera ha spesso fatto male alla Reggina nei sentitissimi derby dello Stretto: “Ne ho giocati quattro, vincendone due e segnando sia a Reggio che al “Celeste”. Il ricordo più incredibile è relativo al successo ottenuto in Calabria nel 1990, perché quanto tornammo con la Caronte e arrivammo a Messina c’era una marea di gente ad accoglierci e a festeggiarci, in quanto non tutti erano potuti venire allo stadio. Fu quasi come se avessimo vinto il campionato: un’emozione straordinaria. Nella stagione seguente, invece, Cambiaghi aprì le marcature e poi feci io il gol del raddoppio, in tuffo di testa, su cross di Traini, proprio sotto la Sud. Ma era tutto lo stadio a trascinarci all’epoca, non soltanto la Curva. Un ambiente davvero fantastico”.

Igor Protti con la maglia del Bari
Igor Protti ai tempi del Bari

Nel 2005 Protti ha appeso le scarpe al chiodo, dopo aver realizzato 250 gol in carriera ed entusiasmato tante piazze. Insieme a Dario Hübner è l’unico giocatore capace di essere stato capocannoniere in A, B e C. Un record del quale va ovviamente orgoglioso. “Ho avuto una carriera molto lunga, con tantissime gioie ed emozioni. Sorrido se penso che a livello di giovanili ho giocato da centrocampista e che poi ho vinto quattro volte la classifica marcatori, due volte in C1. Sono fiero del mio record: unico capocannoniere nella storia della massima serie la cui squadra, il Bari, è poi retrocessa. È successo una volta sola in cento anni ma devo dire grazie anche ai miei compagni che mi fecero segnare tanto. Dopo tanti anni mantengo tanti rapporti nelle città in cui ho giocato: è tra le soddisfazioni più grandi. I tifosi hanno capito che ho indossato le loro maglie con tutto me stesso ed alcune, ancora oggi, me le sento cucite addosso”.

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