Messina, 650mila euro di debiti sportivi. La fideiussione ne coprirà una parte

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Ottenuto l’esercizio provvisorio, la curatela del Messina ha finalmente le idee chiare sul debito sportivo, che ammonta a circa 650mila euro. Una somma che dovrà essere garantita dagli eventuali acquirenti, ma potrà ridursi ulteriormente, con l’escussione della fideiussione, presentata l’estate scorsa dall’ex presidente Pietro Sciotto all’atto dell’iscrizione in serie C e valida fino alla fine del prossimo ottobre.

Pietro Sciotto
L’ex presidente del Messina Pietro Sciotto (foto WeSport Antonio Caroè)

La possibilità di ridurre i debiti ereditati dalla precedente proprietà, attingendo alla garanzia economica prestata dalla società uscente, è stata richiesta proprio dalla curatrice fallimentare Maria Di Renzo. Si conosce quindi la porzione del passivo che verrà ereditato dal “nuovo” Messina, destinato a nascere da una costola della società in liquidazione, proprio come accadde all’Acr Messina edizione 2009 dopo l’asta fallimentare del Fc dei Franza.

I 650mila euro sono originati dagli stipendi dello scorso giugno non ancora versati (circa 165mila euro) ma soprattutto dai contributi Inps e dalle ritenute Irpef, che fanno riferimento anche a mensilità precedenti, evidentemente mai onorate, neppure lo scorso 10 luglio, al momento dell’iscrizione in serie D, e che dovrebbero portare a un nuovo deferimento, che potrebbe aggravare l’attuale -14 di penalizzazione.

Acr Messina
Una formazione titolare del Messina 2024/25 (foto Federico Antonellis)

Dalle varie voci sono stati esclusi invece i debiti assicurativi con l’Inail, quasi 200.000 euro, che potevano fare lievitare ulteriormente il passivo, come temeva la curatela nelle sue stime iniziali. Il debito dovrà essere garantito dai potenziali interessati per l’intera cifra ma come detto si potrà attingere a parte della fideiussione da 350mila euro. Che comunque dovrebbe coprire soltanto gli stipendi e non la contribuzione pregressa.

Di fatto il “nuovo” Messina erediterà quasi tutti i debiti privilegiati mentre resteranno a carico della vecchia società i chirografari. È il caso delle anticipazioni di cassa effettuate dai soci (800mila euro), versati in gran parte dalla famiglia Sciotto e in quota minore (110mila euro) da Aad Invest Group, e dell’esposizione con i fornitori, che avanzano circa 400mila euro. Il “vecchio” Acr conserverà invece i crediti, per non depauperare eccessivamente il patrimonio del club liquidato. È il caso del “paracadute” riconosciuto ai club retrocessi dal professionismo ai Dilettanti, la cosiddetta “mutualità di sistema”, che secondo le proiezioni riferite alle stagioni precedenti quest’anno dovrebbe essere pari a circa 120mila euro.

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