Il Messina non si ferma: tratta con il Chievo per Baldassin e Brunelli

Luca BaldassinLuca Baldassin in azione con la maglia del Padova

Non soltanto Milinkovic (il cui arrivo a Fiuggi è slittato a lunedì), Pozzebon e Ashong. Dopo avere raggiunto l’accordo con il Genoa per il prestito del centrocampista franco-serbo, che scenderà per la prima volta in carriera in Lega Pro, il direttore sportivo Vittorio Tosto è ad un passo dall’accordo con la Lucchese per l’acquisizione, questa volta a titolo definitivo, dell’attaccante romano e del terzino sinistro ghanese, in uscita dal club toscano. Determinanti i buoni rapporti con la società rossonera e l’ex centrocampista del Messina Antonio Obbedio, attuale direttore sportivo.

Matteo Brunelli

Matteo Brunelli in posa con la divisa del Pisa

Per compensare la partenza di Tavares, fresco di firma con il Catanzaro, la società presieduta da Natale Stracuzzi spera inoltre di assicurarsi l’attaccante Giuliano Regolanti, classe 1994, l’anno scorso tra Matera e Prato senza grandi fortune. Molto più incisivo invece nel precedente biennio, caratterizzato dalle 18 reti realizzate con le maglie di Fondi e Gubbio.

Ma Tosto non si ferma e nelle ultime ore ha raggiunto un accordo di massima per il trasferimento in riva allo Stretto di almeno un altro giovane di prospettiva: il centrocampista Luca Baldassin (nella foto grande in alto), l’anno scorso a Padova al fianco dell’ex giallorosso Saro Bucolo. Piace anche  il portiere Matteo Brunelli. Vincolati al Chievo Verona, sono entrambi classe 1994. Il primo è un prodotto del vivaio dell’Udinese, lo stesso club dal quale è arrivato l’attaccante croato Marko Matic, attualmente in prova. In Lega Pro già un centinaio di presenze, con le positive esperienze nel Poggibonsi e a Lumezzane.

Leonardo e Tosto

Il responsabile dell’area tecnica Leonardo e il ds Tosto in panchina

Il secondo è un estremo difensore che ha collezionato una quarantina di apparizioni tra i professionisti con le divise del Prato, la squadra della sua città natale, e Pisa. Tra gli estremi difensori under non mancano comunque le alternative. Insomma, l’ACR sembra destinato a cambiare volto dopo la prima settimana di ritiro, utile per effettuare una scrematura dell’organico allestito inizialmente con tanti vuoti, che vengono colmati progressivamente.

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