Giovanni Malagò in visita alla Cittadella Sportiva: “Qui impianti all’avanguardia”

giovanni malagò

Impianti all’avanguardia, “figli” di quelle Universiadi del 1997 che sono state la grande occasione sfruttata dal Cus Messina. Tutto questo non è passato inosservato agli occhi del presidente nazionale del CONI, Giovanni Malagò, ospite d’onore della cerimonia di consegna del diplomi post-laurea dell’Università di Messina.

Il presidente nazionale del Coni, Giovanni Malagò, oggi a Messina

La manifestazione si è svolta all’interno della Cittadella Sportiva Universitaria. Malagò ha tagliato il nastro del maneggio, ciliegina mancante su una torta ricca e appetitosa. Il presidente del CONI è arrivato nel Padiglione F della Cittadella Sportiva dell’Annunziata: il primo passo era la firma della convenzione tra l’Unime e la Federazione Italiana Baseball e Softball, rappresentata dal presidente nazionale Andre Marcon. A fare gli onori di casa ci ha pensato il Rettore, Pietro Navarra: “Vogliamo essere un punto di riferimento non solo per il Meridione, ma per tutta l’Italia. Vogliamo che si faccia sport, ma prima di tutto formazione e preparazione, questi fattori devono sempre camminare di pari passo”.

Al centro, ovviamente, la gestione del PalaNebiolo, che molto presto ospiterà un evento importante: “A febbraio contiamo di far disputare la partita amichevole tra la nostra nazionale di baseball e la Germania proprio qui a Messina – ha annunciato Roncon –. Anche la nazionale tedesca Under 23 ha dato la propria disponibilità, essendo rimasta favorevolmente colpita dalla maestosità di questi impianti”.

Il discorso di Giovanni Malagò

Malagò ha poi consegnato un premio intitolato alla compianta Annarita Sidoti, assegnato dal Panathlon di Messina ad uno studente. Malagò riserva un caloroso applauso all’Università di Messina e al Cus, per la qualità degli impianti messi a disposizione dei giovani sportivi messinesi e non: “Sono rimasto favorevolmente sorpreso da quello che ho visto. Qui c’è un impianto  di altissimo livello, di prima categoria. C’è la voglia di ampliarlo, l’importante che ci sia una polifunzionalità sia nell’impiantistica che con tutto il sistema delle associazioni locali. Sono molto orgoglioso. Qui è partito un segnale forte verso una città e una terra complessa, ma soprattutto per chi viene qui a studiare e per l’intera collettività. Tutto è partito con le Universiadi del 1997, all’epoca furono assegnate a tutta la Sicilia e fu un evento unico. Le gare si svolsero a Catania, Palermo e Messina. Così sarà pure per Napoli, riguarderanno in realtà tutto il panorama regionale”.

Giovanni Malagò

Il presidente del Coni Giovanni Malagò

Un modello esportabile anche per le Olimpiadi del 2032, questa la proposta avanzata dal Rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, in occasione dell’ultima campagna elettorale che lo ha visto protagonista. Ma per Malagò, al momento, si tratta di pura utopia: “Al momento parlare di Olimpiadi siciliane è un’utopia. La parte delle Olimpiadi estive non è più in discussione, sono state assegnate le edizioni del 2024 e del 2028. Vedremo per il 2032 ma non è un problema che riguarda la mia agenda e quella degli altri comitati organizzativi. La Sicilia può e deve fare altro. Si possono promuovere altre iniziative sportive. Questa mattina ero a Catania, si parlava dei Giochi delle Isole o di riportare il trofeo CONI. Dopo 20 anni torna la nazionale di rugby con Italia-Fiji, penso che ci si deve muovere in questa direzione”.

Con l’addio alla candidatura per Roma 2024 è mancata pure la volontà politica, fattore da non sottovalutare: “Il problema è la volontà politica e l’impiantistica. La prima è indispensabile per chiudere il cerchio, la seconda è necessaria per rispettare i parametri che servono per sostenere una certa candidatura a tutti gli effetti. Se Messina volesse ospitare la finale di Champions League servirebbe uno stadio all’altezza, ma ciò non vuol dire che non si possano fare altre manifestazioni”.

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