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Zappalà: “L’ho cercato tanto, questo gol è dedicato a moglie e figlia”

Ci ha pensato Giuseppe Zappalà a sbloccare la sfida contro la Palmese. E il Messina è adesso più vicino alla salvezza. Per il difensore la prima rete con la maglia giallorossa ha avuto un sapore davvero dolce: “E’ stata una partita difficile, la Palmese si difendeva bene e i numeri dicono infatti che sono tra le migliori difese dal campionato. Sapevamo che avremmo trovato una squadra chiusa, però siamo stati bravi a sbloccarla”.

Proprio in quella porta Zappalà aveva segnato con la casacca della Sancataldese, adesso è arrivato anche il primo gol col Messina. “L’ho cercato e ricercato, mi sono allenato tanto e finalmente è arrivato il mio primo gol con la maglia del Messina. E’ un grande motivo di orgoglio. Questa rete la voglio dedicare a mia moglie e a mia figlia, nata da un mese e mezzo”.

Selvaggio
Un bel controllo acrobatico di Selvaggio (foto Nino La Macchia)

Una marcatura che ha dimostrato la pericolosità del Messina di Biagioni sulle palle inattive: “Lavoriamo tanto su questi aspetti, impiegando molto tempo, così la domenica c’è più possibilità di far gol”.

Cocimano ha commosso tutti, andando ad abbracciare la madre in tribuna dopo il gol. “Una delle emozioni più forti mai provate da quando gioco. Salvo è un ragazzo d’oro e come lui la sua famiglia. L’unione fa sì che si possa venir fuori dalle difficoltà. La dedica è stata puro istinto, un bel gesto che andrebbe premiato”.

Mercoledì la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Real Giulianova. In palio il pass per la finale di Firenze. “Ora possiamo iniziare a pensarci, prima eravamo concentrati solo sulla Palmese. Adesso dobbiamo preparare al meglio una gara di fondamentale importanza”.

Biagioni: “I ragazzi sono stati straordinari. Cocimano ha emozionato tutti”

Dopo una gara non bellissima l’Acr Messina stende 2-0 la Palmese e compie un passo decisivo verso la salvezza. Più che soddisfatto l’allenatore giallorosso Oberdan Biagioni: “Le partite si sbloccano solo così, è un momento in cui tutti si accontentano del punto e cercano di usare le proprie armi. Se c’era una squadra che meritava di vincere era la nostra e alla fine ci siamo riusciti. Quello che stanno facendo i ragazzi è qualcosa di straordinario, ripensando che a dicembre avevamo 8 punti e oggi ci ritroviamo a quota 36. Non sono pochi dopo tre mesi di duro lavoro da parte di questo gruppo che ha fatto qualcosa di bellissimo”.

A cinque giornate al termine il Messina può adesso guardare con maggiore tranquillità al finale di stagione. “Bisogna stare sempre attenti e concentrati, sarebbe un peccato mollare ora la presa. Questo gruppo deve giocare per fare più punti possibili, lo merita per l’attenzione e la professionalità che ha messo”.

Cocimano
Il commovente abbraccio tra Cocimano e la madre in tribuna (foto Nino La Macchia)

Qualche anno fa Florenzi abbracciò la nonna dopo un gol, oggi la scena si è ripetuta con Cocimano che è andato dalla madre, seppur in un contesto più tragico. “Solo i grandi uomini fanno certi gesti, è stato emozionante per tutti. I ragazzi hanno ricevuto anche i complimenti della squadra avversaria. Il rendimento di Cocimano, inoltre, cresce di domenica in domenica”.

Mercoledì la semifinale di ritorno di Coppa Italia, un appuntamento con la storia. “Inutile nasconderlo che farebbe piacere a tutti disputare una finale. Ci aspetta una partita storica, contro il Real Giulianova che è una squadra molto interessante. Ci penseremo da lunedì a prepararla”.

Messina, missione compiuta. Zappalà e Cocimano affondano la Palmese (2-0)

Gara dai due volti al “Franco Scoglio”. Dopo un primo tempo opaco, nella ripresa il Messina mette sotto la Palmese grazie alle reti di Zappalà e Cocimano. Vantaggio sui play-out incrementato adesso a 5 punti.

Selvaggio
Selvaggio in azione contro la Palmese (foto Nino La Macchia)

Il pre-partita. Una vittoria per ipotecare la salvezza. Il Messina di Oberdan Biagioni, a caccia del settimo risultato utile consecutivo, mette nel mirino i tre punti nel match casalingo del “Franco Scoglio” contro la Palmese. I reggini, reduci dall’esaltante pareggio casalingo con la capolista Bari, veleggiano in una tranquilla posizione di centro classifica, obiettivo insperato per una società in amministrazione giudiziaria dall’inizio della stagione. Biagioni deve fare a meno del difensore centrale Ferrante, alle prese con noie muscolari. Al suo posto c’è Ba, che fa coppia con Zappalà nella consueta difesa a quattro che registra il rientro di Barbera sul fronte di sinistra ed il ritorno tra i pali di Jairo Lourencon. Nella zona nevralgica del campo, fiducia a Bossa e Selvaggio, mentre la vera novità di giornata è il ritorno al 4-2-3-1 con i tre moschettieri Catalano, Cocimano ed Arcidicono a supporto dell’unica vera punta Marzullo.

Marzullo
Marzullo prova a farsi spazio (foto Nino La Macchia)

La cronaca. Il primo squillo è del Messina. Corre il 5’ quando Catalano approfitta di un errore difensivo di Gambi per servire in profondità Arcidiacono la cui conclusione, piuttosto debole, è tutta da dimenticare. Al 9’, una ciabattata dalla distanza di Cocimano si perde piuttosto distante dai pali di Barbieri. Il Messina insiste. Al 17’ Catalano batte un calcio piazzato dal vertice sinistro dell’area di rigore ospite ma la sfera sorvola di poco la traversa. La prima frazione di gara è caratterizzata da ritmi assai lenti con il Messina in avanti a testa bassa e la Palmese più preoccupata a difendersi che ad offendere. Al 29’ il solito Catalano prova a sorprendere Barbieri con un insidioso pallonetto dalla trequarti, ma l’estremo difensore ospite è bravo a recuperare la posizione e bloccare la sfera. L’ultimo sussulto della prima frazione di gara al minuto 41, con una conclusione volante di Arcidiacono da posizione favorevole che, però, non inquadra lo specchio della porta. Il primo tempo si conclude a reti inviolate.

Catalano
Un intervento duro su Catalano (foto Nino La Macchia)

La ripresa si apre a schieramenti invariati. Al 6’, il primo timido tentativo dei padroni di casa porta la firma di Selvaggio, ma la mira è imprecisa e la sfera si perde sul fondo. Al 12’ Catalano pennella un calcio piazzato per la testa di Ba, ben piazzato a centro area, ma la posizione del colored giallorosso viene giudicata irregolare dal direttore di gara. Al 16’ la Palmese va vicinissima al vantaggio: sul traversone di Occhiuto l’incocciata perfetta di Piras costringe Lourencon all’intervento più difficile del match. Biagioni intuisce che è giunto il momento di cambiare musica ed avvicenda Bossa e Marzullo con Traditi e Tedesco. Al 21’ il Messina passa in vantaggio: ennesima palla inattiva di Catalano per Zappalà che, di testa, insacca alle spalle di Barbieri. Ma la festa è appena inziata anche perché, al 32’, il Messina raddoppia. Cocimano approfitta di un erroraccio di Bruno per presentarsi a tu per tu con Barbieri ed infilarlo con un sinistro velenoso. Poi, la corsa sui gradoni della “tribuna A” per abbracciare la mamma, presente sugli spalti. Succede poco o nulla nei restanti minuti di gara, con il Messina che amministra il vantaggio senza grossi patemi fino al triplice fischio del sig. Di Giovanni che regala ai giallorossi una vittoria importantissima in chiave salvezza in attesa del responso della giustizia sportiva sul “caso Lorefice” che potrebbe aprire decisamente nuovi scenari.

Biondi
La progressione di Biondi (foto Nino La Macchia)

Il tabellino. Messina-Palmese 2-0
Marcatori: al 21’ st Zappalà (M), al 32’ st Cocimano (M).
Messina: Lourencon, Biondi, Barbera, Selvaggio (al 42’ st Janse), Zappalà, Ba, Arcidiacono, Bossa (al 18’ st Tedesco), Marzullo (al 18’ st Traditi), Cocimano (al 38’ st Pirrone), Catalano (al 35’ st Sambinha). In panchina: Meo, Aldovrandi, Amadio, Carini. Allenatore: Oberdan Biagioni.
Palmese: Barbieri, Piras (al 20’ st Guglielmi), Gambi (al 43’ st Spanò), Cinquegrana, Bruno, Brunetti, Pascarella (al 17’ st Leonardi), Lucchese, Ouattara (al 51′ st Basile), Colica, Occhiuto (al 30’ st Saba). In panchina: D’Angelo, Macagnone, Mistretta, Bonadio. Allenatore: Ivan Franceschini.
Arbitro: Nicola Di Giovanni di Caserta. Assistenti: Daniele Cordella di Pesaro e Alessio Carraretto di Treviso.
Note – Giornata primaverile, terreno in discrete condizioni. Spettatori un migliaio circa. Ammoniti: al 13’ pt Gambi (P), al 39’ pt Ba (M), al 29’ st Tedesco (M), al 34’ st Cocimano (M), al 41’ st Zappalà (M). Espulso al 37’ st Tedesco (M) per doppia ammonizione. Angoli: 5-4. Recupero: 1’ pt e 6′ st.

La scuderia Nebrosport torna in gara nella terza edizione dello Slalom di Salice

Archiviata la pausa invernale, la scuderia Nebrosport torna in gara nel primo appuntamento stagionale del 2019. Il team santangiolese sarà infatti presente alla terza edizione dello Slalom di Salice. L’evento, organizzato dal Top Competition e  dall’ Associazione Ufficiali di Gara ‘Zancle’ in collaborazione con l’Automobile Club Messina, inaugurerà il Campionato Siciliano della specialità.

Nebrosport
Un equipaggio della Scuderia Nebrosport in azione

A rappresentare i colori della scuderia nebroidea, sono quattro i driver in gara. Il primo ai nastri di partenza è Francesco Di Stefano che, dopo l’ultima uscita dello scorso ottobre allo Slalom dell’Etna in cui aveva dominato e vinto la classe di appartenenza, si presenta a sfidare le postazioni di Salice con la stessa determinazione, a bordo di Peugeot 106 Rally RS-1.6. A seguire, il driver Simone Anterini su Citroën Saxo di classe N-1600, che torna in scena dopo l’ultima apparizione risalente allo Slalom Valle d’Agrò del lontano 2014 dove strappò un secondo posto di classe. Nel rientro a Salice vorrà dimostrare tutta la propria tenacia al volante. Dopo quasi tre anni di assenza, la Nebrosport riabbraccia Benito Costa che sarà della gara al volante dell’immancabile 112 Abarth di classe S2. Anche per lui, che l’ultima volta aveva gareggiato allo Slalom di Novara del 2016, le motivazioni per far bene di certo non mancheranno. A chiudere il cerchio delle partenze, c’è un altro rientrante. Si tratta di Rosario Cassisi, nuovamente in competizione con la sua splendida Fiat X19 in E2 SH 2000, dopo il primo posto di classe nel Novara di Sicilia del 2017.

 

Numeri da record per il Campionato Regionale di Ginnastica Artistica femminile

Ben 370 ginnaste in rappresentanza di 23 società provenienti da tutta la Sicilia e due Impianti Sportivi impegnati dalle gare. Questi i numeri del Campionato Regionale Individuale Silver di Ginnastica Artistica femminile LA3/LB3 e LB Zona Tecnica A che si svolgerà domenica 31 marzo presso la Cittadella Sportiva Universitaria.

CUS Unime Ginnastica Artistica

Nello specifico saranno interessate dalle gare le categorie A1 (anni 2010/2011), A2 (2009), A3 (2008), A4 (2007), J1 (2005), J3 (2004), S1 (2003/2002) e S2 (2001 e precedenti) provenienti da Palermo, Catania, Marsala, Trapani e da Messina. Un grande afflusso di atlete che saranno accolte all’interno del complesso universitario per una lunghissima giornata di gare che impegnerà due Impianti Sportivi distinti: le ginnaste del livello LA3 gareggeranno nel Palazzetto Polivalente mentre il Campionato LB3 ed LB si svolgerà interamente presso il PalaGym, la nuovissima struttura realizzata all’interno della Cittadella Sportiva Universitaria ed interamente dedicata alla ginnastica artistica, uno dei pochi Impianti destinato a questo utilizzo in tutta la Sicilia. Un successo in numeri al quale il Cus Unime ha potuto far fronte grazie alla disponibilità di Impianti Sportivi polifunzionali e di spazi ricettivi in grado di accogliere in maniera ottimale manifestazioni di vario genere e con enormi flussi di atleti ed accompagnatori al seguito. Le giovani ginnaste del Cus Unime saranno impegnate sia nella giornata di domenica che in quella di sabato, chiamate a confermarsi sugli ottimi standard che le hanno portate a conquistare il 1° e 3° posto nel Campionato Regionale a squadre Serie D per la categoria Allieve nel Livello LB3 ed LA3 ed il 3° posto per la categoria junior e senior nel Livello LB3. 
Gareggeranno sabato, impegnate nel campionato LC3, le ginnaste della categoria Allieve Flavia Bongiorno (A2 – 2009), Giulia De Giorgio (A3 – 2008), Roberta Arrigo (A4 – 2007). Sempre sabato, invece, per il campionato di Eccellenza (LE3) riservato alle categorie Junior e Senior scenderà in pedana Morgana Cavallaro (J2 – 2005). Nella giornata di domenica saranno ben 17 le atlete cussine impegnate. Nel campionato LB gareggerà Ludovica Venanzi. Nel campionato LB3 scenderanno in pedana Emma Vittoria Maria Cancellieri, Carlo Dattilo, Elvira Genovese, Nausicaa Marta Gheza, Janani Kawya Kodithuwakku Arachchige, Micaela Mancuso, Giulia Rinaldi e Martina Santapaola. Per il Campionato LA3 toccherà ad Irene Arruzzoli, Isabel Bonfiglio, Francesca Maria Dattilo, Giorgia Di Stefano, Lavinia Rita Favazzi, Giulia Raffa, Federica Scaramozzino e Sofia Urbani.

Anna Fendi a Messina: “Dedico il Premio Madama al mio grande maestro Karl Lagerfeld”

Gli abiti in passerella, le storie e le emozioni dei grandi nomi della moda italiana, i premi, la solidarietà e il desiderio di rendere Messina una città all’altezza delle sue potenzialità: con il Premio nazionale Madama il Palacultura si è trasformato in un tempio dell’alta moda per celebrare un’icona di stile come Anna Fendi, accolta da una standing ovation del teatro gremito di gente, e apprezzare le collezioni di stilisti di fama internazionale come Chiara Boni e Gianni Sapone.

Cavaleri, Sapone, Giulivo, Miracula e Micalizzi

Un’edizione che ha segnato un salto di qualità grazie ai grandi protagonisti di ieri e di oggi e una scommessa vinta per gli organizzatori, i giornalisti Patrizia Casale e Massimiliano Cavaleri, che ha condotto la serata con Marika Micalizzi: due ore di alta moda in riva allo Stretto per consegnare all’ospite d’onore Anna Fendi il riconoscimento per la categoria “Eccellenza”. Maestra del made in Italy ed esempio virtuoso di creatività e umanità, si è raccontata parlando di quel marchio che racchiude una vita di lavoro, passioni, successi, vissuti con le quattro sorelle che Anna ha voluto ricordare in tutti i passaggi dell’intervista sul palco: “Il nostro nome è sempre stato l’unico protagonista e oggi che è stato acquisito dal gruppo francese Louis Vuitton continua ad essere portato avanti con orgoglio e rispetto. Noi sorelle eravamo come le dita di una mano: una diversa dall’altra ma indispensabili, complementari”. Un ricordo commosso e speciale per Karl Lagerfeld: genio, ispiratore, amico, che insieme alle sorelle Fendi ha dato eternità ad una maison lavorando al loro fianco per 54 anni: “Dedico al mio grande amico e maestro Karl questo Premio”.

Il Palacultura gremito di gente

La Fendi ha parlato delle sue nuove attività imprenditoriali: non è “una stilista in pensione”, ma dedita a vini, interior design, cura della tavola e alberghi; ha parlato di figlie, nipoti e pronipoti, che sono dodici. E ancora della celebre mostra di abiti alla Galleria d’Arte Moderna di Roma che destò scalpore nel mondo dei critici e dell’arte nel 1988; il cinema, il teatro dove la moda si trasforma in costume cinematografico o “lirico”. Una panoramica a 360 gradi, in cui ha sottolineato l’emozione e la gioia per essere in Sicilia: “Una terra che amo infinitamente, dove sono stata accolta come a casa; siete un esempio di bellezza straordinaria, quando posso scappo qui a respirare quest’aria che solo voi avete”. A consegnarle la statuetta dorata Alessandro Faranda, amministratore di Fontalba e amico della famiglia Fendi fin da piccolo, grazie allo splendido rapporto tra la mamma Marisa e Anna. Premio Madama 2019 cosegnato dal depitato regionale Giuseppe Lupo alla signora Boni, che ha segnato gli ultimi 40 anni della moda “chic europea” seguendo un imperativo: rinnovarsi rimanendo riconoscibili. La sua femminilità, la sua innovazione hanno grande successo in America e negli Emirati Arabi: “Tutte le donne hanno il diritto di essere belle e ogni volta che faccio un abito, non pensando solo alla taglia 40.

Micalizzi, Boni, Lupo e Cavaleri

I miei sono semplici, precisi, puliti, senza bottoni e zip. La mia continua ricerca mi ha portato a scegliere di utilizzare un unico tessuto per l’intera collezione, credo di essere l’unica al mondo”. A sfilare alcune bellissime modelle che hanno indossato la collezione presentata tra New York e Milano “La Petit Robe”. E ancora il couturier Gianni Sapone, premiato dall’imprenditore Filippo Miracula e Alessandra Giulivo presidente della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer, che ha aperto la serata con le sue “opere d’arte”: cresciuto nell’atelier di Fausto Sarli, stilista di Mina e Cher, che Sapone ha avuto l’onore di conoscere e vestire, ha fatto una lunga gavetta e oggi è un punto di riferimento per dive e principesse con il brand a Roma: “La mia moda ha un sapore fiabesco, proietta in un mondo di sogni e colori, e mi ispiro fortemente alla Calabria e alla Sicilia. Il made in Italy ancora oggi colpisce per l’estrema eleganza”. Infine il premio Giovani emergenti ad Asciari, brand nato nel 2016 come stile minimalista e di alta sartorialità, consegnato alla milazzese Federica Mazzettini.

Micalizzi, Fendi e Cavaleri

Durante la serata, il cui fashion set è stato curato dalla dj Helen Brown, un ringraziamento speciale alla stampa che ha dato ampio risalto all’iniziativa e a Fabio Longo della RAI; sul palco anche gli studenti del Liceo artistico Basile con la presentazione degli abiti disegnati da loro e una targa ricordo consegnata dal deputato regionale Franco De Domenico; un ricordo speciale e commovente alla compianta imprenditrice messinese Mariagrazia Messina, per gli amici Marulla, che ha dedicato il suo lavoro alla moda e alla bellezza; l’annuncio della date dell’ottava edizione di MareFestival Salina Premio Troisi (11/14 luglio) con Nadia La Malfa; un omaggio al mare con il SISO project, ideato da Carmelo Isgrò e illustrato da Pierpaolo Ruello, per far nascere un piccolo Museo del Mare a Milazzo. Ad arricchire la cornice della serata una mostra di vespe d’epoca curata dal presidente del Vespa Club Taormina Francesco Cappello e le auto Kia Proceed e Kia Sportagee di Europa Auto Macrì. In passerella le acconciature sono state firmate dall’hair stylist Damiano Gentile di Gentile Group Compagnia della Bellezza, il make up da Gabriella Mustica de Il sole e la luna; le premiazioni personalizzate con creazioni di 4 Piazza Fulci Carla G e Gioielli Costa. Inoltre Ristorante Sacha e Hotel Royal le due location privilegiate dal Premio Madama per dare agli ospiti la massima accoglienza.

La “Fiera del Tempo Libero” al Centro Commerciale Tremestieri. Ospite Totò Schillaci

Dal 29 al 31 marzo al Centro Commerciale Tremestieri torna “La Fiera del Tempo Libero”, giunta alla 4^ Edizione. Le Gallerie dei tre piani del Centro si trasformeranno in un grande salone espositivo animato da numerose aziende siciliane e del territorio. Sarà possibile trovare ed acquistare prodotti locali, italiani  ed anche internazionali.

Il logo del Centro Commerciale Tremestieri

Nei pomeriggi di sabato 29 E domenica 30 grazie alla collaborazione dell’MSP e del Coni si terranno performances ed esibizioni di moltissime discipline sportive e di ballo. Previsti eventi dedicati ai bambini con scambio di figurine dell’album dei Calciatori ed esibizioni di piloti con Moto da Trial. Sarà, inoltre, organizzato nell’area adibita a parcheggio, un Corso di  Hobby Sport per dare la possibilità ai ragazzi  tra i 7 e 14 Anni di provare in  sicurezza le Minicross sotto l’occhio vigile dei Tecnici Federali FMI. Testimonial dell’evento, patrocinato dal Comune di Messina, saranno l’assessore allo sport e e spettacolo Pippo Scattareggia  e l’assessore al commercio ed all’ambiente Dafne Musolino. Attesissima, domenica 31 marzo, la presenza di Totò Schillaci, indimenticata bandiera del Messina e delle notti magiche della nazionale di Italia ’90, che insieme a Carmelo Mancuso, altro calciatore storico dell’Acr, si racconteranno al microfono del giornalista di RTP Salvatore De Maria.

Viola: “Buon pari contro un avversario molto forte”. Tensione in sala stampa

Post-partita movimentato al “Franco Scoglio”, con il violento scontro verbale tra il direttore sportivo dell’Acr Messina Gianluca Torma e il presidente del Città di Messina Maurizio Lo Re. Sono volate parole grosse, dopo che la dirigenza del club ospite ha lamentato presunti insulti razzisti nei confronti di Fofana, tra i protagonisti sul rettangolo di gioco, e lo ha fatto notare a gran voce in sala stampa. Un teatrino disdicevole, andato in scena peraltro di fronte ai giornalisti, nel quale hanno perso tutti.

In questo contesto sono passate in secondo piano anche le interviste, interrotte a più riprese proprio per la tensione palpabile. Soddisfatto per il primo risultato utile della sua gestione il tecnico del Città di Messina Franco Viola: “Il pareggio alla fine è quello che volevamo. In cuor nostro sognavamo anche la vittoria, perché la situazione di classifica è un po’ precaria. Ma ci siamo resi conto in fretta della forza dell’avversario, quindi va bene così. Volevamo fare un altro tipo di partita, ma in campo c’erano anche loro”. 

Arcidiacono
Fofana prova a contenere Arcidiacono (foto Nino La Macchia)

Il Città di Messina è apparso comunque troppo rinunciatario: “L’Acr è una squadra forte, che gioca bene a calcio e lavora bene con il proprio allenatore: ci siamo adeguati. Noi venivamo peraltro da un momento delicato, quindi va bene fare risultato e mantenere l’avversario alla stessa forbice di punti della vigilia. Abbiamo fatto questo tipo di ragionamento, sapevamo che era importante non distaccarci troppo, saremmo usciti definitivamente dalla lotta per la salvezza diretta”.

Dopo la netta sconfitta con il Bari, Viola ha peraltro rinunciato al 4-3-3, optando per un più conservativo 3-5-2. “Mi hanno insegnato che chi non sa cambiare idea sbaglia. Ho visto i ragazzi più sicuri con questo modulo e mi sono adeguato. Abbiamo fatto una partita di sacrificio, con i ragazzi bravi e capaci di contenere l’avversario. Ora bisogna cercare di vincere qualche gara. Il Rotonda? Non mi piace guardare in casa d’altri, con tutto rispetto per loro, che hanno vinto ancora e stanno risalendo. Diventa ancora più difficile così, pensiamo a fare le nostre partite”. 

Tra Acr Messina e Città di Messina vince la noia. Al “Franco Scoglio” finisce 0-0

Finisce senza vinti né vincitori la stracittadina tra l’Acr Messina ed il Città di Messina. Un pareggio che non accontenta entrambe le formazioni giunto al termine di novanta minuti caratterizzati da pochissime emozioni.

Il pre-partita. Derby salvezza al “Franco Scoglio”, dove Acr Messina e Città di Messina tornano ad affrontarsi in un match di capitale importanza per entrambe le compagini. Gli uomini di Biagioni, col morale a mille dopo la vittoria esterna contro il Gela, che ha consentito di incrementare ulteriormente in classifica il margine di sicurezza dalla zona play-out, vogliono continuare a macinare punti per blindare una permanenza divenuta obiettivo unico dell’ennesima stagione da dimenticare al più presto.

Catalano
Raddoppio di marcatura su Catalano (foto Nino La Macchia)

Il Città di Messina, in chiara flessione di rendimento da diverse giornate si ritrova, invece, in piena bagarre. Inevitabile il cambio della guida tecnica, con Franco Viola chiamato a dare soprattutto morale ad un gruppo che, seppur senza grandi firme, finora non ha certo sfigurato. In casa Acr l’unico assente è il difensore Barbera. Al suo posto, sulla corsia sinistra, c’è Aldovrandi. Tra i pali si registra il ritorno di Federico Meo, mentre in avanti si ricompone il tridente con Catalano, Marzullo e Arcidiacono. Nelle file del Città di Messina si registra il ritorno dell’estremo difensore Parterniti, mentre rimangono fermi ai box per problemi fisici Nicosia, Silvestri, Codagnone ed il lungodegente Cangemi. Al riento anche Giuseppe Costa, che ha scontato i tre turni di squalifica imposti dal Giudice sportivo.

Tribuna B
Per l’occasione riaperta la Tribuna B (foto Nino Famà)

La cronaca. Il primo squillo del match è dell’Acr Messina. Dopo appena un giro e mezzo di lancetta, un lancio filtrante dalla trequarti di Cocimano mette Arcidiacono nelle condizioni di battere a rete ma l’attaccante si decentra e la sua conclusione, sporca, è facile preda di Paterniti. Al 10’ ancora l’Acr propositivo con un calcio piazzato di Catalano per la testa di Traditi che, però, non inquadra lo specchio della porta. La scena si ripete al minuto 15, quando Catalano, su palla inattiva, pesca ancora una volta Traditi che, di testa, non riesce ad approfittare di un’uscita difettosa di Paterniti. La gara è tutt’altro che avvincente, con l’Acr Messina che fatica a trovare utili varchi nella retroguardia di un Città di Messina più preoccupato a difendersi che ad offendere. Gli ospiti battono un colpo per la prima volta al 30’ quando Costa, direttamente su calcio piazzato e da posizione piuttosto decentrata, lambisce il montante della porta difesa da Meo, fino a quel momento completamente inoperoso. Ancora un’occasione da rete per l’Acr al 35’, quando Ferrante conclude debolmente sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto dal solito Catalano; para facile Paterniti. La prima frazione di gara si conclude, senza ulteriori sussulti, sul risultato ad occhiali.

Città di Messina
Acr e Città di Messina scortate in campo dalle giovanili (foto Nino Famà)

La ripresa si apre a ritmi ancora più lenti, quasi all’insegna del non gioco. Le occasioni degne di nota latitano fino al 17’, quando Catalano taglia per la testa di Arcidiacono che, però, sbaglia completamente la mira da posizione favorevole. Sessanta secondi più tardi, un missile terra-aria di Marzullo, in diagonale, scalda i guantoni a Paterniti, determinante nel deviare la sfera destinata ad insaccarsi sotto la traversa.  Al 22’ mister Viola dà ufficialmente il via alla girandola delle sostituzioni avvicendando Lorefice con Ferraù. Poi, a cavallo tra il 24’ ed il 29’ si cambia per ben tre volte in casa Acr con Biondi, Bossa e Marzullo che lasciano il posto a Dascoli, Selvaggio e Tedesco. Tatticamente cambia ben poco. I minuti restanti scorrono all’insegna della noia più assoluta, secondo un canovaccio interrotto soltanto dal triplice fischio finale del sig. Di Marco di Ciampino. Il Città di Messina interrompe la striscia negativa di due sconfitte con un punticino che, però, non muove la classifica. Per l’Acr, che mantiene un discreto vantaggio dalla zona della classifica che scotta, una decisa frenata dopo la marcia trionfale che ha proiettato i giallorossi fuori dalla zona play-off.

Cocimano
Cocimano prova a eludere la marcatura di Fragapane (foto Nino La Macchia)

Il tabellino. Acr Messina-Città di Messina 0-0
Messina: Meo, Ferrante, Aldovrandi, Traditi, Zappalà, Biondi (al 24’ st Dascoli), Arcidiacono, Bossa (al 30’ st Selvaggio), Marzullo (al 29’ st Tedesco), Cocimano, Catalano. A disposizione: Lourencon, Mancuso, Amadio, Sambinha, Pirrone, Janse. Allenatore: Oberdan Biagioni.
Città di Messina: Paterniti, Fofana, Fragapane, Bellopede, Bombara, Berra, Costa, Calcagno, Galesio, Lorefice (a 22’ st Ferraù), Di Vincenzo (al 38’ st Santoro). A disposizione: Landi, De Lucia, Quintoni, Bonamonte, Princi, Cannino, Mannino. Allenatore: Francesco Viola.
Arbitro: Davide Di Marco di Ciampino.
Assistenti: Paolo Fele di Nuoro e Francesco Collu di Oristano.
Note – Terreno in discrete condizioni, spettatori duemila circa. Prima dell’inizio della gara è stato osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Pippo Sciotto, deceduto nel corso della settimana. Ammoniti: Fofana (CdM), Bossa (Acr), Costa (CdM), Ferrante (Acr), Bombara (CdM). Espulso al 41’ pt il tecnico dell’Acr Messina Biagioni per proteste. Angoli: 5-0. Recupero: 3′ pt e 5′ st.

Il pianista messinese Melo Mafali in concerto alla Filarmonica Laudamo

Continua la 98ª stagione concertistica della Filarmonica Laudamo. Giovedì 14 marzo, alle ore 19, nella Sala Sinopoli per la rassegna “Accordiacorde”, realizzata in collaborazione con E.A.R. Teatro di Messina, appuntamento con Melo Mafali, pianista di fama internazionale che si esibirà in “Emersoniana. Keith Emerson compositore”.

Melo Mafali al pianoforte

Nato a Messina nel 1958, fratello maggiore del compianto compositore/contrabbassista Pippo Mafali, a nove anni inizia lo studio del pianoforte al Conservatorio «A.Corelli» di Messina, con Carmela Leone. Nel 1980 partecipa al Messina Jazz Meeting e si trasferisce in Germania, prima a Wuppertal, poi a Colonia sul Reno, dove continua gli studi di pianoforte, composizione e musica corale. Inizia contemporaneamente a interessarsi di musica elettronica. Nel 1983 inizia a far parte dell’équipe di un importante studio di registrazione a Colonia, lavorando assiduamente come arrangiatore e compositore per nomi nuovi della musica soul americana prodotti in Germania dalla EMI. Nel 1990 fonda lo studio di registrazione “Peak Top” a Colonia, insieme al grande manager belga Freddie Cousaert, meta di alcune leggende della soul music americana, tra cui Isaac Hayes, Rufus Thomas, Gloria Gaynor. In questo studio Mafali ha realizzato la sua opera prima da solista, “Babylons Acumen” (1992, Aton), in cui sonorità elettroniche si mescolano a strumenti classici e orchestrali, piano, archi, violino. Nel 1994 esce per la EFA il primo album per piano solo “El Libro De La Luna”. Realizza anche una serie di musiche per corti e spot pubblicitari (Warsteiner, Opel Corsa, il corto Luxuria trasmesso da RTL e ZDF). Negli anni ‘90 Mafali si dedica principalmente alla composizione di musica classico-contemporanea “Le Variazioni su Mutazione per Quartetto d’Archi”, “Concerto per Pianoforte e Orchestra in si minore”. Negli anni novanta collabora con il pianista Renè Pretschner, noto sotto il nome di “The Pianoduo”. Questo sodalizio musicale produrrà tre album, di cui uno doppio e uno dal vivo. Le particolari caratteristiche di Mafali e la sua multipla visione della musica, lo hanno portato a scrivere anche gli arrangiamenti orchestrali per la leggendaria band Accept per l’album “Blood Of The Nation” (2010), nonchè quelli per il Concerto di Wacken 2017, nel quale la band tedesca suona dal vivo con la CSNO (Orchestra Nazionale della Repubblica Ceca). Al momento si dedica agli arrangiamenti orchestrali per il nuovo tour internazionale di Wolf Hoffmann, come pure la pubblicazione di un nuovo album di improvvisazioni pianistiche in diversi stili.