Victor Morales Benitez, il peruviano dagli occhi lucidi che salvò il Messina/2

Acr MessinaAcr Messina 63-64 al Cibali

Una vecchia intervista, un ritaglio di giornale pubblicato su Facebook, ci riporta indietro nel tempo. Riviviamo l’avventura messinese di un campione che giunse nel 1962 in Italia dal Perù. Arrivò a Messina via Milan e riuscì, con la sua personalità e la sua voglia di riscatto, a cambiare la mentalità di una squadra ormai rassegnata alla retrocessione in serie B, fino a condurla ad una miracolosa salvezza. Seconda Parte.

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Il primo gol di Benitez con la maglia del Messina

Landri e compagni prendono fiducia, il Milan passa per 2-1 al “Celeste” a otto minuti dalla fine con il gol di Rivera. Dopo tre pareggi consecutivi con Lanerossi Vicenza, Spal e Atalanta, ecco la quarta affermazione in campionato sul campo del Bari. Il gol della vittoria lo firma proprio lui: Benitez. Al minuto 87 sfrutta un passaggio filtrante in area, supera in uscita il portiere Mezzi e deposita in rete: vittoria pesantissima. Il successo dell’1 marzo permette al Messina di portarsi ad un punto dalla coppia Sampdoria – Bari ferma a quota 16 e a tre dal terzultimo posto occupato dalla Lazio. “Il bello del Messina è che posso giocare in tutti i ruoli. Qui tutti mi stimano e mi vogliono bene. Prima viene Benitez e quindi tutti i posti sono buoni. A Milano era diverso, Benitez era l’ultimo. Anche a Milano giocavo dappertutto, ma in tutti i buchi, non in tutti i ruoli”. Victor, ultimo a Milano e leader a Messina, prese per mano la sua squadra e la condusse alla salvezza, grazie ad una rimonta formidabile. L’otto marzo del ’64, al “Celeste”, cade anche la Roma, il 2-1 finale non rende giustizia ai peloritani, autori di una prova eccellente. Al 6’ gol di Morbello, Benitez raddoppia di testa, ma in sospetto off side. Pareggia al 27’ Angelillo, al 42’ Fascetti segna il gol decisivo. Adesso il Messina è terzultimo, in un sol colpo ha sorpassato Bari e Samp. Il 15 marzo i giallorossi escono indenni dall’Olimpico (0-0) contro la Lazio, e fanno 0-0 anche con il Catania a Gazzi.

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Benitez in Fiorentina-Messina 0-1

“Fare gol mi è sempre piaciuto, e fare un gol a Messina ora mi piacerebbe anche di più. La prima volta che sono entrato in campo ho sentito un uragano di applausi. L’allenatore mi ha detto: “Sono per te” e io non ci volevo credere”. Il 29 marzo i peloritani agguantano il quartultimo posto grazie alla memorabile vittoria al Comunale di Firenze. Al 77’ Benitez riceve palla da Derlin, si libera di Castelletti, poi di Marchesi e con un bolide che si infila all’incrocio dei pali supera imparabilmente Albertosi: 1-0! “Come mi possono applaudire se non mi hanno ancora visto giocare? Nessuno a Messina conosce Benitez. Qui non arrivano i giornali da oltre oceano. Ma erano proprio miei e adesso devo guadagnarli. Benitez non mangia pane a tradimento. Ho fatto persino un voto – dice –  perché il Messina si salvi. A volte la buona volontà basta da sola, ma se Qualcuno ci da una mano è anche meglio”.

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Benitez con la maglia del Messina nella figurina “Panini”

E Qualcuno lassù una mano la diede a quel Messina che, grazie all’autorete di Caocci all’80’, il 19 aprile conquistò una vittoria leggendaria (1-0) sulla Juventus di Sivori. Poi al “Celeste” capitolarono con lo stesso punteggio anche il Mantova (gol di Morelli, il nono in campionato) e il Genoa (rete di Brambilla): “Sono troppo rassegnati a retrocedere. C’è da disputare tutto il girone di ritorno e già pensano a tornare in A. Ma già ci siamo in A, dico io. E loro mi guardano come se avessi detto una sciocchezza. Il campionato è lungo ed il Messina non è già morto. E se fosse morto potrebbe resuscitare. Questo dico io”. E disse bene! Nonostante le sconfitte esterne subite contro il Torino di Nereo Rocco, l’Inter euro-mondiale del “mago” Herrera e il Bologna di Bernardini, che di lì a poco avrebbe vinto lo scudetto nello spareggio dell’Olimpico contro i nerazzurri, il 31 maggio del 1964 all’ultima di campionato, con il pari (0-0) imposto sul campo del Modena, diretto concorrente per la salvezza, il piccolo miracolo sportivo tutto messinese divenne realtà. Il Messina, dato per morto a metà stagione, resuscitò regalando una immensa felicità ad una intera comunità. Il profeta fu lui, Victor Morales Benitez“, il peruviano dagli occhi lucidi come di febbre”.

Clicca qui per rileggere la prima puntata sull’esperienza messinese di Benitez.

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