Victor Morales Benitez, il peruviano dagli occhi lucidi che salvò il Messina

ACR MessinaL'ACR Messina edizione1963-64

Una vecchia intervista, un ritaglio di giornale pubblicato su Facebook, ci riporta indietro nel tempo. Riviviamo l’avventura messinese di un campione che giunse nel 1962 in Italia dal Perù. Arrivò a Messina via Milan e riuscì con la sua personalità e la sua voglia di riscatto a cambiare la mentalità di una squadra ormai rassegnata alla retrocessione in serie B, fino a condurla ad una miracolosa salvezza. Prima parte.

Benitez

Il Permesso di soggiorno di Benitez del 1959, pubblicato da magliarossonera.it per gentile concessione di Ivano Piermarini

Nella lunga storia del calcio messinese diversi calciatori hanno infiammato i cuori dei tifosi, ogni generazione ovviamente ha avuto i propri beniamini. Se negli ultimi anni sono rimaste impresse negli occhi degli aficionados le imprese di quei giocatori che hanno regalato i successi più alti alla città, non si possono dimenticare i campioni che con la maglia biancoscudata hanno davvero lasciato il segno. Victor Morales Benitez fu certamente uno di questi. Il tempo trascorso non gioca a suo favore e nonostante abbia collezionato soltanto 18 presenze con la maglia del Messina, il peruviano incise notevolmente sulle fortune del club ma anche sulle carriere dei compagni di squadra e perché no dell’allenatore di allora.

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Victor Benitez con la “camiseta” del Boca Juniors

Facciamo un salto indietro di cinquantaquattro anni, era la stagione 1963/64 e l’ACR Messina affrontava per la prima volta la Serie A. Terzo di dieci fratelli (sette maschi e tre femmine) Benitez, cresciuto nell’Alianza Lima con cui aveva giocato a diciassette anni in prima serie, nel 1962 vinse il campionato argentino con il Boca Juniors e a stagione iniziata fu acquistato dal Milan. Con i rossoneri giocò 12 gare nel campionato 1962/63 e vinse la Coppa dei Campioni. Fece parte dell’undici schierato dal “Paron” Nereo Rocco che sconfisse per 2-1 il Benfica di Eusebio a Wembley. Messo in naftalina dal tecnico Carniglia, Benitez giunse sulla riva siciliana dello Stretto all’alba del gennaio del 1964. Trovò la squadra allenata da Mannocci relegata in ultima posizione, con soli sei punti all’attivo, a sei lunghezze dal quartultimo posto, e ormai rassegnata al ritorno nella serie cadetta. “Mi hanno mostrato la carta geografica e mi hanno fatto vedere il puntino dove avrei giocato – raccontava il centrocampista sudamericano al settimanale “Il Calcio e il Ciclismo Illustrato”, non appena arrivato in città -. “A me non importava di che puntino si trattasse, basta che ci fosse una squadra e un campo dove poter giocare senza ammuffire. Ho solo chiesto se Messina stava in Italia. “C’è il mare di mezzo,- mi hanno risposto ma è Italia anche questa. E’ Bellissima.- E così sono venuto”. E in quel puntino il peruviano fece il suo esordio in maglia biancoscudata il 5 gennaio 1964 al “Giovanni Celeste”, nella penultima giornata del girone di andata: Messina – Bologna. I felsinei si imposero con un classico 2-0 con reti realizzate da Perani al 64’ e Pascutti all’86’. Fino a quel momento i peloritani avevano conquistato soltanto una vittoria, all’esordio casalingo contro il Lanerossi Vicenza, grazie alla doppietta di Pagani, e quattro pareggi: in casa con la Spal (0-0), con il Bari (1-1), in trasferta a Mantova (2-2) ed in casa con il Torino (1-1).

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L’intervista a Benitez pubblicata dal settimanale “Il Calcio e il Ciclismo Illustrato

Un paio di giornate soleggiate, il profumo di menta e aranci fecero innamorare subito Benitez della Sicilia e ridargli quella serenità che aveva smarrito nella nebbia della Padania. E lui, generoso, abituato a dare tutto in campo, ripagò immediatamente Messina e i suoi tifosi per il “calore” che gli avevano donato. “Il Messina ha vinto una sola partita e basta – affermava Benitez -. Non è possibile. Bisogna vincerne ancora un’altra. E poi, se siamo capaci di vincere la seconda vuol dire che saremo capaci di vincerne una terza”.El Conejo”, così detto per via dei denti sporgenti, parlò da leader in quella intervista, quel leader che mancava alla squadra. La seconda vittoria arrivò il 12 gennaio, quando il Messina superò al Celeste il Modena per 2-0 con gol di Brambilla e Morelli nella ripresa. Una iniezione di fiducia per un ambiente depresso: “La palla è rotonda, e dire che siamo spacciati significa scavarsi una fossa dicono più profonda sotto i piedi. Io dico che il Messina potrebbe salvarsi. Altrimenti sarebbe molto triste per me esser venuto a giocare un campionato inutile”. Dopo la sconfitta per 2-0 nel recupero della nona giornata al Cibali contro il Catania, il 26 gennaio arriva il terzo successo. E giunge anche il primo gol di Benitez in maglia biancoscudata. Il centrocampista peruviano firma al 7’ il raddoppio del Messina con un tiro al volo dal centro dell’area doriana che supera il portiere Battara. I giallorossi battono la Sampdoria per 4-3, gli altri gol li firma Morelli autore di una memorabile tripletta.

Continua…

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