Sant’Agata, ritorno in panchina per Pasquale Ferrara: “C’è un progetto importante”

Ferrara e Ortoleva

Pasquale Ferrara sarà l’allenatore del Città di S. Agata per il campionato di Eccellenza 2019/2020. La società guidata dal presidente Antonio Ortoleva ed il tecnico barcellonese hanno definito gli ultimi dettagli per giungere all’ufficializzazione dell’accordo per la prossima stagione sportiva.  Il ritorno a Sant’Agata di Ferrara è stato accolto con grande entusiasmo da entrambe le parti che, senza ulteriori indugi, hanno già avviato un fitto lavoro finalizzato alla costruzione della rosa, secondo le indicazioni tecniche dell’allenatore stesso.

La stretta di mano tra Ferrara e Ortoleva

“Un gradito ritorno sulla panchina bianco azzurra per un tecnico che ha saputo farsi amare ed apprezzare in tutto l’ambiente sportivo santagatese tanto per la qualità del gioco espresso dalla sua squadra sul terreno di gioco quanto per la schiettezza dei rapporti fuori dal campo che, non a caso, dopo tre anni di lontananza, hanno fatto sì che fosse la nostra prima ed unica scelta e che potesse concretizzarsi il suo ritorno”, ha commentato il presidente Antonio Ortoleva.

Subito carico e desideroso di iniziare la nuova avventura a Sant’Agata anche Pasquale Ferrara. “Ho bellissimi ricordi a Sant’Agata, tanto con i giocatori quanto con la società e l’ambiente tutto – ha detto Ferrara –. Tutti insieme abbiamo fatto un grande campionato e quando si fa bene si ritorna con piacere. Qui c’è ancora un progetto importante, una società ambiziosa che si è rimodellata ed ha aggiunto ulteriore unità di intenti. In loro ho trovato grande voglia e spirito di investire, ma con i giusti equilibri. Con la società – prosegue Ferrara – siamo d’accordo che si debba ripartire dal senso di appartenenza. È importante partire da ragazzi che mettano in gioco fame, voglia e competizione. Il mio credo è sempre quello di dimostrare di avere voglia di arrivare sulla palla prima dell’avversario. So che qui ci sono giocatori importanti e già ho dato indicazioni precise su quali a mio avviso sarebbero i giocatori dai quali ripartite – conclude Ferrara – ma deve essere chiaro che verrà a Sant’Agata solo chi avrà davvero fame e voglia di mettersi in gioco e non gente figlia del proprio tempo, che vive di amarcord”.

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