Roselli: “Sciotto l’ho sentito spesso. Scenderei in D per piazze importanti”

Giorgio RoselliGiorgio Roselli sulla panchina del Cosenza

Definite le pratiche per l’iscrizione alla prossima serie D, in casa Messina impazza il toto-allenatore. Il suo nome non sembra rappresentare la pista più calda, almeno a sentire il diretto interessato, ma il tecnico Giorgio Roselli non nasconde precedenti contatti con l’ACR: “Il presidente Pietro Sciotto l’ho sentito spesso, anche l’anno scorso. Abbiamo avuto modo di conoscerci. Al momento so che si stanno strutturando dal punto di vista dirigenziale e tecnico, ma recentemente non ho avuto contatti diretti, neppure con il direttore sportivo Carmelo Rappoccio. Sapevo che lì sarebbe arrivato Ciccio Cozza ad allenare…”.

Giorgio Roselli

Giorgio Roselli è stato tecnico del Cosenza

Il tecnico umbro è paradossalmente fermo da un anno e mezzo, dopo la separazione con il Cosenza, maturata a Natale 2016: “Recentemente ho avuto contatti con il Matera. L’anno scorso avevo i biglietti già pagati e le valigie pronte, ma poi sono saltate all’ultimo momento due trattative praticamente definite. Non ci sono state retrocessioni dirette nei tre gironi di C e questo sicuramente condiziona e riduce le opportunità in corso d’opera”.

In carriera, oltre alla Coppa Italia di C vinta con la sua ultima squadra, il Cosenza, anche la conquista di un torneo di serie C2 con il Varese, nel lontano 1998, e le due promozioni consecutive con la Cremonese, portata dalla C2 alla B tra 2003 e 2005. “Sinceramente più che i campionati vinti ricordo con maggiore piacere alcune salvezze miracolose”, sottolinea Roselli, che non scarta affatto l’ipotesi di scendere in D.

Roselli

Il tecnico Giorgio Roselli con De Angelis a Cosenza

“In Lega Pro ormai ci sono cinque o sei squadre ottime e poi non c’è grande differenza con le formazioni di D di un certo livello. Pur avendo 25 anni di militanza tra i professionisti, ritengo che si può compiere un salto di qualità anche scendendo in D, da dove d’altronde sono ripartite piazze come Parma, Venezia e Modena. Ma è chiaro che tutto passa da società solide e proprietà lungimiranti”.

Il Messina, Roselli, lo ha incrociato a più riprese da avversario: “L’ho affrontato in B al “Celeste”, anche perché per undici anni da giocatore ho militato tra i cadetti. È una piazza importante, con un grande passato, che vive però un momento delicato, senza grande entusiasmo. Bisogna fare le cose bene per tornare su, senza voli pindarici”. Le prossime ore diranno se le strade dell’ACR si incroceranno con quelle dell’allenatore originario di Montone, piccolo centro della provincia di Perugia.

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