Lo Chef Pasquale Caliri inventa l’arancino che non fa “invecchiare”

Pasquale CaliriLo Chef Pasquale Caliri

Lo chef messinese Pasquale Caliri al Congresso Regionale dei Cuochi Siciliani, tenutosi nella Villa Diodoro di Taormina, ha presentato “l’arancino anti-aging”, l’arancino che non fa invecchiare.

Pasquale Caliri

L’arancino anti-aging

Lo chef del “Marina del Nettuno Yachting” ha proposto un concentrato di vitamine, antiossidanti e nutrienti. Non più riso bianco, ragout di carne e frittura come nel tradizionale arancino siciliano, ma riso nero e rosso fermentato, semi di sesamo e di zucca, un ragout di verdure depurative ed una panatura di pistacchio prima di essere cotto al forno. Ai partecipanti è stato offerto un assaggio dell’arancino (al maschile come si dice nel Messinese), mentre la nutrizionista Lidia Lo Prinzi, che ha condotto l’intervento insieme allo chef, ne spiegava il valore sotto il profilo nutrizionale. Lo chef Pasquale Caliri ha spaziato dalle tematiche della comunicazione (si è presentato sul palco con una locandina pubblicitaria degli anni 40 che invitava i bambini a mangiare burro perché fa bene e pulisce le arterie) a considerazioni di macroeconomia del food. “Ci sono forme di alimentazione – ha detto Caliri – come quella vegetariana o vegana che al di là del valore etico non vanno congedate superficialmente ma considerate anche alla luce delle risorse disponibili sul pianeta. Queste risorse – ha continuato – si stanno esaurendo sia a causa di politiche scellerate sia per questioni di disponibilità di fabbisogni da soddisfare. Anche la cucina degli insetti – per quanto a molti ripugnante – è figlia di questa esigenza”. “Gusto e Benessere” è stato il tema di questo congresso dell’ Unione Regionale Cuochi Siciliani che è stato curato, in questa edizione, dall’Associazione Provinciale Cuochi Messinese. Ospite d’eccezione l’epidemiologo Franco Berrino che ha tracciato le sue linee guida per una cucina che riesca a contrastare tutte le patologie che affliggono il nostro tempo causate appunto da errate considerazioni sull’alimentazione.

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