Il ricordo di Marco Salmeri nelle parole di Bottari, Venuto e Cannistrà

Marco SalmeriIl compianto Marco Salmeri

Ad un anno dalla scomparsa di Marco Salmeri riteniamo giusto riproporre alcuni dei messaggi di cordoglio che raccogliemmo nelle ore immediatamente successive alla sua tragica scomparsa. Nel video correlato al servizio anche l’ultimo saluto tributato dai milazzesi tre giorni dopo, in occasione dei suoi funerali.

Uno striscione esposto al "Vasi" di Gliaca di Piraino in memoria di Marco Salmeri

Uno striscione esposto al “Vasi” di Gliaca di Piraino in memoria di Marco Salmeri

“Su Marco si rischia di fare retorica. Soltanto chi lo conosceva sa che era un ragazzo di un’altra pasta – esordì l’ex dirigente del Milazzo Benedetto BottariHo seguito praticamente tutta la sua carriera: siamo stati divisi soltanto per un anno, quando è rimasto a Milazzo anche dopo l’addio di Cannistrà. Era buono come il pane, generoso, pulito, trasparente, pieno di vita. Aveva un grande cuore. Un giocatore che ha avuto dal calcio meno di quanto meritava ed il destino ha pensato pure di togliergli la vita. È una sorte atroce, che non riusciamo ad accettare”.

Proprio il pallone lo aveva aiutato a crescere: “Quando l’ho conosciuto era molto timido e chiuso in sé stesso – ricordò ancora Bottari – Poi negli anni era diventato già un uomo. Ci sono tanti ricordi che mi legano a lui, perché è praticamente cresciuto con me. Non avendo ancora compiuto i 15 anni, per poterlo fare esordire ho dovuto richiedere ed ottenere dalla Lega l’autorizzazione per farlo giocare. Era tifoso dell’Inter ma soprattutto uno sfegatato sostenitore del Milazzo, anche perché con la famiglia abitava a pochi passi dallo stadio”. Quello stesso “Grotta Polifemo” che otto mesi dopo è stato intitolato a Marco.

Spazio anche alle parole di Antonio Venuto, l’allenatore con cui il centrocampista milazzese si era consacrato nell’anno della storica promozione del Milazzo tra i professionisti: “È un dramma autentico, sono sempre i migliori ad andare via. Era un ragazzo eccezionale e non sono parole figlie della retorica. Si trattava – ed è dura parlare al passato – di un atleta che sotto la mia gestione è stato protagonista di quelle annate straordinarie. Anche in Promozione con Romeo e Contestabile in panchina aveva fatto benissimo”.

Marco Salmeri

La bara di Marco Salmeri coperta da un lenzuolo bianco e dalle maglie di Milazzo e Due Torri nel giorno dei suoi funerali

Saltando appena quattro partite su trenta, da under Salmeri diede un contributo determinante nel massimo campionato dilettantistico: “È stato un milazzese profeta in patria, che ha scritto la pagina più importante della storia del calcio mamertino. Fuori dal campo un ragazzo di grande spessore umano, ricco di valori, che meritava qualcos’altro dal punto di vista professionale ma soprattutto dalla vita. Dovrebbe essere ancora qui in mezzo a noi. Io resto molto legato ai ragazzi con cui abbiamo vinto contro ogni pronostico ed avversari molto più quotati quel torneo di serie D e sono davvero costernato”.

Commosso anche il ricordo dell’ex presidente Pietro Cannistrà, che con Salmeri ha vissuto un’irripetibile scalata dalla Promozione alla Lega Pro: “Questo ragazzo è stato con me per tre anni. Ricordo ancora il suo gol nell’anno di Promozione nella trasferta di Gravina. Ho dovuto faticare moltissimo per convincerlo ad accettare un premio che si era meritato. Di chi muore solitamente si parla bene, ma di Marco non si potrebbe in nessun caso parlare male. Era un ragazzo d’oro, serio, di poche parole. È una grossa perdita, che ha scosso tutto l’ambiente”. Ed un anno dopo, il dolore è immutato.

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