Il pari di Caserta è un’ottima base di partenza. Catalano può consolarsi con i rientri

Sebastian Caldore si è sacrificato in marcatura (foto Paolo Furrer)
Sebastian Caldore si è sacrificato in marcatura (foto Paolo Furrer)

Sebastian Caldore si è sacrificato in marcatura (foto Paolo Furrer)

L’ottavo pareggio in tredici giornate ha un peso specifico notevole. Il Messina è riuscito infatti a centrare il sesto risultato utile consecutivo al “Pinto”, uno dei campi più ostici del girone, al cospetto di una Casertana indicata tra le migliori formazioni della categoria, di fronte a circa 2.000 spettatori ed al consueto gruppo di sostenitori al seguito. La crescita del gruppo è evidente nonostante le numerose assenze, ben sei, abbiano sicuramente pesato. A rendere ancora poco esaltante la graduatoria sono soprattutto i cinque mezzi passi falsi al San Filippo, dove Aprilia, Poggibonsi e Melfi hanno strappato un punto forse insperato alla vigilia.

Un intervento acrobatico di Alessio De Bode (foto Paolo Furrer)

Un intervento acrobatico di Alessio De Bode (foto Paolo Furrer)

I giallorossi possono consolarsi con i costanti progressi del portoghese Costa Ferreira, tra i più in palla fin dal ritiro estivo ed autore di uno splendido assist in occasione della marcatura di Guerriera, protagonista di un eccellente stagione ed al secondo centro consecutivo dopo quello di otto giorni prima. Determinante anche l’apporto di Quintoni, che in barba alla regola degli under 24 rappresenta un lusso irrinunciabile per un Messina che sta comunque facendo quadrare i conti in virtù della perdurante rinuncia a Corona, che domenica era indisponibile per squalifica. Ha risposto presente anche Caldore, scelto per ovviare all’emergenza originata dall’indisponibilità di elementi più esperti e sacrificato nella marcatura sul talentuoso Mancino.

Il centrocampista peloritano Rosario Bucolo in fase di copertura (foto Paolo Furrer)

Il centrocampista peloritano Rosario Bucolo in fase di copertura (foto Paolo Furrer)

Dopo la rete di Agodirin, viziata peraltro da un sospetto tocco di mano, una rabbiosa reazione ha fruttato l’immediato 1-1, mentre nella ripresa entrambe le squadre sono sembrate più propense a limitare i danni che ad offendere. Domenica prossima al San Filippo è in programma un altro autentico big-match con la Vigor Lamezia già sconfitta in estate in Coppa Italia ed il Messina avrà l’opportunità di ridurre da cinque a due le lunghezze di divario dall’ottavo posto che assicura un posto nella prossima serie C unica senza l’insidiosa appendice degli spareggi.

Lo striscione dedicato alle vittime dell'alluvione in Sardegna esposto a Caserta dai sostenitori del Messina (foto Paolo Furrer)

Lo striscione dedicato alle vittime dell’alluvione in Sardegna esposto a Caserta dai sostenitori del Messina (foto Paolo Furrer)

Contro i calabresi annunciati i rientri di Ignoffo e Corona, che hanno scontato il turno di stop imposto dal Giudice Sportivo. Ancora una settimana di riposo forzato invece per Simonetti, appiediato per due giornate dopo il discusso rosso rimediato con il Melfi. Sembra destinato a svolgere ancora lavoro differenziato Bolzan, mentre cresce l’ottimismo sui recuperi di Lasagna e soprattutto Maiorano, fermo ai box da oltre due mesi, dopo il grave infortunio rimediato in allenamento a Santa Margherita.

La graduatoria è comunque cortissima ed i numerosi scontri diretti in programma agevolano il compito dei peloritani, che hanno agganciato Chieti e Castel Rigone e vedono il terzo posto distante appena sette punti. Il mercato invernale dovrebbe consentire peraltro di tappare qualche falla emersa in questi primi tre mesi di campionato.

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