Il Messina tra scadenze ed eventuali alternative. Spunta l’opzione Sant’Agata

Lettura: 4 minuti

I primi due gong, probabilmente questa volta davvero decisivi, sono ormai alle porte. Entro venerdì 6 giugno l’Acr Messina deve versare tre stipendi (da febbraio ad aprile) e ben sei mensilità di contributi fiscali e previdenziali (è scoperto anche il trimestre novembre 2024-gennaio 2025). Un pagamento parziale potrebbe scongiurare la radiazione, al netto di ulteriori penalizzazioni in aggiunta al già noto, pesantissimo, -14.

Basile e Sciotto
Il sindaco Federico Basile e l’ex presidente del Messina Pietro Sciotto (foto Paolo Furrer)

Ma potrebbe non bastare per evitare una liquidazione giudiziale, se è vero che nel 2008 neppure un aumento di capitale sociale in extremis salvò il Fc Messina dei Franza dal fallimento. Altri tempi e altra massa debitoria ma è chiaro il 10 giugno il Tribunale potrebbe scrivere la parola fine su un club che sul campo ha già esaurito il suo percorso.

La pronuncia imminente sembra avere allontanato anche gli imprenditori Francesco Barbera, che stanziò un premio salvezza poi svanito con la retrocessione, e Giuseppe Peditto, ex di Milazzo e Leonzio, che ha proposto un versamento in crediti d’imposta in un’estate in cui questa pratica è costata cara a Brescia e Trapani e potrebbe coinvolgere altri club, secondo un’inchiesta del settimanale “L’Espresso”.

Curva Sud
Sparute presenze in Curva Sud nel 2009 dopo il fallimento. Una scena che si ripeterà?

Persa la C e probabilmente anche la D, vanno sondate le opzioni alternative, che peraltro andrebbero sottoposte al gradimento della tifoseria organizzata, l’unica che non ha abbandonato il Messina in casa e fuori a differenza di un’imprenditoria assente o dormiente, anche al di là della storica incapacità di dialogo mostrata dalla famiglia Sciotto in otto anni di gestione.

L’opzione più gradita alla Curva Sud è quella di un “nuovo” Messina, da fondare da zero, in Eccellenza, per la quinta ripartenza in poco più di trent’anni. Il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina è stato chiaro con il sindaco Federico Basile. La presenza della neopromossa Messana rende questo percorso possibile soltanto con una forzatura, che Figc e Lnd valuteranno soltanto in presenza di investitori qualificati e solidi.

Franco Proto
L’ex presidente del Messina Franco Proto (foto Alessandro Denaro)

I vertici del calcio hanno ricordato al primo cittadino che la città dello Stretto è andata a sbattere per tre volte in poco più di tre lustri e quindi il credito è ormai esaurito. Gravina d’altronde si espose per “caldeggiare” Franco Proto e anche quell’operazione si rivelò poi una cocente delusione. Per cui nessuno è disposto a rischiare a cuor leggero, a maggior ragione nell’anno in cui il girone C ha visto retrocedere tre squadre condannate dal caos societario.

In serie D l’Igea Virtus farà il suo percorso, anche se il presidente Massimo Italiano non ha nascosto l’amarezza per la timida risposta della città di Barcellona Pozzo di Gotto. A Milazzo si sono rivelate delle “boutade” le indiscrezioni su un ritorno di fiamma di Pietro Lo Monaco, che è invece consulente dell’Enna. I dialoghi con altri soggetti proseguono anche se la frattura con l’esigente tifo organizzato e le dimissioni del presidente Mauro Versaci erano impronosticabili dopo un campionato trionfale.

Pietro Lo Monaco
Smentito un ritorno di fiamma di Pietro Lo Monaco a Milazzo

Da monitorare resta la posizione del Sant’Agata. Il presidente argentino Maximiliano Sosa negli ultimi giorni ha contattato tutti i tesserati per avere un quadro definitivo delle passività ancora da onorare. L’obiettivo è saldare i debiti pregressi. Gli ex messinesi Emanuele Ferraro e Giovambattista Catalano attendono con rinnovata fiducia dopo mesi di promesse disattese.

Un’annata tormentata ha rispedito in Eccellenza il club, che per tre stagioni era stato tra le rivelazioni del torneo, stabilmente in zona playoff. I biancazzurri dovrebbero quindi essere in una buona posizione nella graduatoria per i ripescaggi in D, attesa a fine luglio, al pari dell’altra formazione che ha perso i playout, il Licata, che dovrà però giocare tre gare a porte chiuse per i disordini nello spareggio con il Castrum Favara.

Sant'Agata
Il presidente del Sant’Agata Maximiliano Sosa (foto Gabriele Ferruccio)

Perché affianchiamo il destino del Sant’Agata a Messina? Perché Sosa e la proprietà argentina sono stati contattati da potenziali partner, che nel corso dell’estate hanno già sondato eventuali investimenti a Milazzo o ad Acireale, altro club di D in bilico dopo la salvezza conquistata nei playout. Il saldo dei debiti pregressi sarebbe propedeutico alla domanda di ripescaggio e all’ipotesi di un trasferimento nel capoluogo. Scenari, ipotesi e prospettive tutte da soppesare. Come accade d’altronde ormai da vent’anni, d’estate, sotto gli ombrelloni messinesi…

BREVI

Risultati e Classifica Serie D

Risultati e Classifica Eccellenza

POTRESTI ESSERTI PERSO