Il Messina non può sfruttare le Noif per l’Eccellenza. La Lnd esclude una deroga

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L’iscrizione in serie D è in bilico, tra debiti pregressi, un’istanza di fallimento che si discuterà il 10 giugno e una proprietà fin qui non pervenuta come i potenziali acquirenti. Ma anche lo scenario alternativo è tutt’altro che agevole. Regolamenti alla mano, abbiamo consultato la Lnd Sicilia per provare a delineare un quadro del futuro, che resta enigmatico e nebuloso.

Figc
Il logo della Figc (foto Tiziana Fabi Getty Images)

Ma andiamo per ordine. Il Messina è retrocesso dalla C alla D e quindi non potrà usufruire dei benefici dell’articolo 52 delle Noif (le norme organizzative interne della Federcalcio), che si rivolge esclusivamente ai club professionistici. Per evitare fallimenti “di comodo” e ripartenze dalla categoria inferiore (ma senza debiti) è stato infatti imposto un doppio salto all’indietro. In pratica chi non si iscrive in B può ripartire dalla D (un po’ come accadde ai tempi del Fc Messina nel 2008/09, che non sfruttò il Lodo Petrucci per scelta della famiglia Franza) mentre chi va a sbattere in C ha la ciambella di salvataggio dell’Eccellenza.

Ma cosa dice l’articolo 52? “In caso di non ammissione al campionato di Serie A, Serie B e Serie C, il Presidente Federale, d’intesa con il Presidente della Lnd, previo parere della Commissione istituita, potrà consentire alla città della società non ammessa di partecipare con una propria società ad un Campionato della Lnd, di almeno due categorie inferiori rispetto a quello professionistico di origine, anche in soprannumero, purché la stessa società: 

Acr Messina
Il Messina si carica in gruppo (foto Ciccio Saya)

a) adempia alle prescrizioni previste dal singolo Comitato per l’iscrizione al Campionato; b) non abbia soci e/o amministratori che abbiano ricoperto, negli ultimi 5 anni, il ruolo di socio, di amministratore e/o di dirigente con poteri di rappresentanza nell’ambito federale, in società destinatarie di provvedimenti di esclusione dal campionato di competenza o di revoca dell’affiliazione dalla Figc. Qualora fosse consentita la partecipazione al Campionato Interregionale o al Campionato Regionale di Eccellenza, la società dovrà versare un contributo alla Figc nel primo caso non inferiore ad euro 300.000 e nel secondo caso non inferiore ad euro 100.000“.

Ma perdendo la C sul campo la possibilità di avvalersi della norma è svanita. Se l’Acr non dovesse iscriversi neppure in serie D per un fallimento non avrebbe più alcun diritto e il titolo scomparirebbe, con l’obbligo di ripartire dal fondo, addirittura dalla terza categoria.

Igea Virtus
L’Igea Virtus ha già escluso la cessione del suo titolo sportivo (foto Salvo Miano)

Il Comune non potrà quindi sfruttare il beneficio consentito dalle Noif né indire un bando per chiedere l’ammissione in soprannumero in Eccellenza, ipotesi alternativa consentita soltanto alle città senza calcio mentre nella categoria è stata appena promossa la Messana. Un “piano B” che proverà a percorrere Agrigento dopo avere rinunciato alla D. La Lnd Sicilia però al momento esclude deroghe, perché creerebbe un precedente che potrebbe poi essere sfruttato da tante altre città.

Come “piano C” al Messina restano soltanto l’acquisto di un titolo o la fusione con un club che si trova all’interno della stessa provincia. A livello ipotetico citiamo l’Igea Virtus (che ha già escluso ogni eventuale cessione, rilanciando il suo progetto e ponendo fine a tante speculazioni) o il Milazzo neopromosso in D, il Sant’Agata, la Nebros, il Gioiosa, la Rosmarino o il San Fratello Acquedolcese in Eccellenza.

Ss Milazzo
L’Ss Milazzo è ufficialmente in vendita dopo la promozione (foto Nino La Rosa)

Operazioni “spiacevoli” perché sparirebbe una realtà, senza contare il legame che ogni territorio ha con la sua squadra oltre alle legittime rivalità fra tifoserie. I trasferimenti da una sede limitrofa, territorialmente confinante, o vicina (per cui si piò chiedere una deroga) sono possibili – lo ripetiamo – soltanto all’interno della stessa provincia. Non a caso l’Akragas ha sondato soluzioni alternative rappresentate dai titoli del Sant’Agata e della Leonfortese, che si sono rivelate non praticabili. Allo stesso modo Acireale ed Enna, che in D vivono una grave crisi societaria, non possono trasferirsi a Messina, in un’altra provincia.

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