Igea, Paludetti: “Contento per i gol, il tecnico Furnari un valore aggiunto”

PaludettiPaludetti ha salutato l'Igea e la Sicilia qualche settimana fa

Sulle rive del Longano ha iniziato a segnare con una certa frequenza, dimostrando di non essere solo un attaccante di movimento ma anche di sostanza. Marco Paludetti sta mettendo la firma sulla stagione dell’Igea. Per l’ex Camaro sono 13 le reti messe a segno in campionato, più una in Coppa Italia, mica male per un giocatore che si è sempre dimostrato valido sotto il punto di vista tecnico e del temperamento, ma alla ricerca della regolarità sotto porta. La Promozione non è l’Eccellenza diranno i maligni, ma affrontarla con una maglia pesante come quella barcellonese non è da tutti e sin qui Paludetti l’appuntamento con la grande piazza lo sta rispettando.

Marco Paludetti

Marco Paludetti ha dedicato una sua doppietta a Milko Panebianco, figura del calcio messinese recentemente scomparso tragicamente

A guidare i giallorossi desiderosi di un pronto ritorno nella categoria superiore c’è Giuseppe Furnari che Paludetti conosce fin dai tempi del Camaro: “E’ stato un tecnico che mi ha dato tanto sotto l’aspetto tecnico ma anche comportamentale. E’ un allenatore che meriterebbe palcoscenici migliori della Promozione, ma questo per storia e blasone riguarda anche l’Igea. C’è questa voglia di arrivare in alto che accomuna il mister e la società. Credo che il curriculum di Furnari parli chiaro, ha stravinto con il Camaro un campionato di Promozione tre anni fa pur non partendo da favorito. La sua consacrazione è stata con il Città di Messina quando ha vinto il campionato di Eccellenza guidando una neopromossa contro ogni pronostico, così come la salvezza ottenuta in Serie D lo scorso anno quando in molti avrebbero scommesso sulla retrocessione. Quella salvezza vale come la vittoria di un campionato”.

In maglia giallorossa, Paludetti sta trovando più facilmente la via della rete: “Quando ho iniziato con mister Furnari giocavo attaccante esterno, ero più distante dalla porta rispetto ad ora, ma quel campionato mi è servito per crescere e apprendere molte cose. La stagione successiva la reputo un po’ quella della mia consacrazione. Ho avuto la fortuna di lavorare un altro tecnico esperto e preparato come Pasquale Ferrara e quell’anno lì mi è servito per completare un percorso di crescita. L’anno scorso, purtroppo, sono stato frenato da diversi problemi fisici, adesso mi sento bene e voglio contribuire alla vittoria del campionato”.

Domenica l’Igea se la vedrà con l’Acquedolcese: “E’ inutile nascondere che sarà una partita dura, ma vogliamo e dobbiamo vincere. Affrontiamo una squadra compatta e ben messa in campo, con molti elementi di categoria. Io e i miei compagni ormai siamo consapevoli che chiunque contro di noi farà la partita della vita, ci chiamiamo Igea e chiunque contro di noi dà più del 100%. In questo caso stiamo parlando di una squadra che sta facendo una buona stagione e che è ancora in corsa in Coppa Italia”.

Un altro capitolo dell’avvincente duello a distanza che mette in palio il primo posto tra i barcellonesi e l’Acquedolci: “Siamo come due pugili che si affrontano e aspettano un passo falso dell’avversario per colpirlo. E’ inutile negare che la promozione è l’obiettivo di questa stagione, la società ha puntato su giocatori che vengono da categorie superiori, oltre che su un tecnico che rappresenta un valore aggiunto. Loro stanno facendo un campionato straordinario, sono lassù dall’inizio ed hanno avuto sempre grande continuità nei risultati, basti pensare che la prima sconfitta è arrivata appena due settimane fa. Noi abbiamo avuto qualche difficoltà all’inizio, dispiace per il mancato feeling con mister Moschella. Dal cambio in panchina abbiamo ottenuto 13 vittorie, incappando in 2 sconfitte che ci possono stare dopo un filotto di successi”.

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