Dal “Poz” al “Pec”: L’Orlandina ingaggia Andrea Pecile

L'immagine stilizzata per l'arrivo di Pecile a Capo d'Orlando

Era l’estate del 2008, Gianmarco Pozzecco aveva appena conclusa la sua stagione agonistica a Capo d’Orlando in Serie A, e confermato la decisione preannunciata di appendere gli scarpini al chiodo al termine di una stagione memorabile conclusa con il piazzamento al 7° posto per i paladini ed un diritto acquisito a giocare l’ULEB Cup.

Andrea Pecile con la maglia di Pesaro nell'ultima stagione

Andrea Pecile con la maglia di Pesaro nell’ultima stagione

Ancora erano lontane le “nubi” che in seguito si sarebbero addensate sulla società del presidente Enzo Sindoni per le presunte irregolarità che poi avrebbero portato all’esclusione dalla massima serie. Ed in quel contesto di fine stagione, con una squadra da ricostruire che avanzammo – all’allora general manager Gianmaria Vacirca – l’idea di sostituire la “mosca atomica” con un altro play triestino al tempo reduce da una seconda esperienza in Spagna al Granada. Le scelte al tempo furono altre perché poi si puntò su Edney per una squadra che poi non fu.

Dal “Poz” al “Pec“… Questo è il primo pensiero, una suggestione istantanea che accompagna la notizia dell’ingaggio di Andrea Pecile da parte dell’Orlandina Basket che si prepara a tornare a calcare i parquet della Serie A e nella nostra mente quel passaggio da Pozzecco (seppur nelle vesti di coach) a Pecile si realizza ed è come se i sei anni intercorsi nel frattempo, i dolori e le gioie sportive e non, di colpo fossero sparite.

Arriva “Sunshine“, il suo soprannome che in parte anticipa le caratteristiche del giocatore, non quelle in campo, ma quelle dentro lo spogliatoio per la contagiosa simpatia che conquistava tifosi e l’allegria con cui cementava le classiche due anime degli spogliatoi, quella degli stranieri con in testa gli americani e quella degli italiani.

Un elemento eclettico che nella propria carriera ha saputo con disinvoltura mostrare la sua creatività in campo con giocate di classe, ma che non l’ha disdegnata anche al di fuori del parquet con look particolari e la creazione di frasi presto divenute slogan efficaci di una filosofia come la celeberrima “Stai sereno… sempre“.

Pecile in azione con la maglia dell'Italia

Pecile in azione con la maglia dell’Italia

Pecile è nato a Trieste il 30 marzo del 1980, 187 centimetri per 87 kg, e vanta una lunga quanto significativa carriera ad alto livello nella pallacanestro italiana – 78 presenze in maglia azzurra con un Europeo ed un Mondiale all’attivo,  ed una medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo del 2005 , vinta grazie ad una sua decisiva tripla sulla Grecia – con due lunghe parentesi in Spagna.

Cresciuto nelle giovanili della Don Bosco Trieste, si muove presto verso Gorizia con cui è protagonista, giovanissimo, della scalata alla Serie A. L’esordio in massima serie curiosamente arriva nel settembre del 1998 e guarda il caso contro la Pallacanestro Varese di Gianmarco Pozzecco.

La stagione da esordiente non è esaltante, appena 10 presenze e 3 punti di media, soprattutto perché al termine della stagione Gorizia fallisce e il suo cartellino è rilevato dalla Scavolini Pesaro che lo manda a farsi le ossa in A2, al Ragusa.

In Sicilia, il talento del giocatore si conferma e prontamente viene richiamato nelle Marche dove rimarrà sino al 2006 quando decide di tentare l’avventura in terra iberica approdando al Granada che grazie al suo apporto conquista la promozione nel massimo torneo e la successiva permanenza.

Ritorna in Italia, è Siena a volerlo arruolare tra le sue fila, ma l’esperienza in terra toscana si conclude dopo una sola stagione in cui tra l’altro si cimenta anche con l’Eurolega. L’anno seguente approda ad Avellino, ma a metà stagione prende le valigie optando per un ritorno a Granada dove resterà per una stagione e mezza.

Pecile ai tempi di Granada

Pecile ai tempi di Granada

Nell’estate del 2008, ovvero quando ne accostammo il nome a Capo d’Orlando, lascia Granada ed approda a Siviglia ed a metà torneo si trasferirà al Breogan. Si conclude il capitolo iberico e ritorna in Italia ripartendo da Rimini in Legadue che resterà il suo torneo negli anni seguenti spesi tra Jesi e poi per un biennio nella Biancoblu Bologna con cui affronta l’Upea due stagioni or sono.

Nell’ultima ritorna a Pesaro, ritrovando la Serie A, contribuendo dalla panchina alla stagione della della Virtus Libertas concludendo con 30 presenze, anche a dispetto dei passati acciacchi, con 7 punti di media, 2 rimbalzi e 1,7 assist.

Ora per Pecile arriva l’esperienza a Capo d’Orlando voluto dal d.s. Giuseppe Sindoni: contratto annuale e canotta numero “11” con l’obiettivo di combinare l’energia e la freschezza delle giovani promesse, all’esperienza e la classe cestistica di alcuni “vecchietti terribili” che hanno dato tanto al basket nostrano, ma che ancora tanto possono dare in campo per il pubblico del “PalaFantozzi” sarà il cambio del prossimo play paladino.

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