Si ritira coach Meo Sacchetti. Portò l’Orlandina al sesto posto in serie A

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“Il basket per me è un gioco. Lo era quando giocavo. Lo è adesso che alleno. Oggi, addirittura, ci portano in giro con l’aereo, andiamo in bellissimi hotel, siamo serviti e riveriti. Ci sono le condizioni perfette per avere la mente sgombra e pensare soltanto a divertirci, giocando a questo bellissimo gioco. Il basket per me è questo, e per sempre lo sarà”. Con queste poche parole Romeo Sacchetti ha annunciato il suo ritiro dalla pallacanestro.

Orlandina Basket
Meo Sacchetti premiato da Enzo Sindoni (foto Carmen Spina)

È stato uno dei pochi capaci di scriverne la storia sia da giocatore che da allenatore. Ruolo nel quale ha saputo conquistare un imbattibile “triplete” alla guida di Sassari, nella stagione nella quale ha saputo regalare alla Dinamo, nell’ordine, la Supercoppa 2014, la Coppa Italia 2015 per poi chiudere con lo scudetto al termine della spettacolare finale terminata 4-3 sulla Pallacanestro Reggiana. Nato ad Altamura il 20 agosto del 1953, dopo i primi passi a Novara, “Meo” ha iniziato a giocare ad Asti. A seguire Auxilium Torino, Gira Bologna (vincendo la A2 nel 76/77) e Pallacanestro Varese, per otto stagioni, la sua militanza più lunga in carriera.

Da allenatore ha iniziato la carriera con l’Auxilium Torino, proseguendo poi ad Asti, Bergamo, Castelletto Ticino (portata dalla D fino in A2), Fabriano, Capo d’Orlando, club che ha affrontato da avversario quest’anno e con cui ha centrato un sorprendente sesto posto in A nella stagione 2007/08. Poi ancora Udine, la citata Sassari, Brindisi, Vanoli Cremona, Fortitudo Bologna, Cantù, Pesaro. Chiudendo il suo percorso con gli Herons Montecatini. I suoi successi lo scudetto con Sassari nel 2015, la Coppa Italia con Sassari nel 2014 e 2015 e con la Vanoli Cremona nel 2019, una Supercoppa con Sassari nel 2014. E ancora una promozione in Serie A con Sassari nel 2010 e in Serie A2 con Castelletto Ticino nel 2004.

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Uno striscione esposto in occasione del ritorno di Sacchetti in Sicilia. Per Meo una serata amara…

Per due volte è stato nominato allenatore dell’anno in Serie A con Sassari (2012) e Cremona (2019). Con la maglia Azzurra ha totalizzato 132 presenze, per 945 punti, vincendo l’argento alle Olimpiadi di Mosca 1980, l’oro agli Europei di Nantes 1983 e il bronzo a quelli di Stoccarda 1985. E, da commissario tecnico, nel 2021 vincendo il Preolimpico a Belgrado battendo la Serbia in una partita tre le più belle e storiche della storia, ha riportato l’Italia alle Olimpiadi nell’edizione di Tokio, a distanza di diciassette anni da quella di Atene. Senza dimenticare che nel 2019 la stessa impresa era riuscita con la presenza dell’Italia al Mondiale. Cui mancava dal 2006 (su wildcard) e dal 1998 (conquistata sul campo, Grecia). Dal 2016 è entrato a far parte dell’Italia Hall Of Fame.

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