Le scadenze sono ormai alle porte e presto non ci sarà più tempo per correre ai ripari. Entro giovedì 10 luglio l’Acr Messina dovrà formalizzare l’iscrizione in serie D, presentando la domanda, corredata da tassa e fideiussione, e regolarizzando il pregresso, in particolare le quattro mensilità di stipendi arretrati, maturate tra febbraio a maggio 2025.

L’Aad Invest Group e il socio di minoranza Pietro Sciotto, dopo la retrocessione dei mesi scorsi, vorrebbero evitare la liquidazione giudiziale della società e le eventuali conseguenze giudiziarie. I versamenti dovranno però rispettare gli obblighi imposti dalla procedura fallimentare. L’utilizzo dei fondi in cassa già disponibili è infatti possibile soltanto dopo l’autorizzazione del commissionario giudiziale Maria Di Renzo. Per mettersi in regola occorre quindi denaro fresco.
Si proverà a completare la pratica iscrizione con fondi propri o un eventuale aiuto esterno, anche se non è semplice attrarre investitori per il -14 di penalizzazione che rende la stagione decisamente in salita. La composizione negoziale della crisi, richiesta dagli avvocati Gianpiero Picciolo e Giuseppe Cicciari, potrebbe coincidere con la richiesta di un concordato preventivo, utile per abbattere i debiti residui.

Se ne saprà di più nell’udienza del prossimo 10 settembre in Tribunale. Se la squadra non sarà regolarmente ai nastri di partenza della serie D resterà soltanto l’extrema ratio rappresentata dalla terza categoria, come fece il Milazzo nella stagione 2013/14 dopo la retrocessione dal professionismo.
Spettatore interessato è anche il neonato Messina 1947, che ha appena trasferito in città il titolo del Città di Sant’Agata. Il club ha ottenuto le liberatorie di tutti gli ex tesserati, grazie al saldo degli stipendi del passato torneo ed è pronto a ripartire di slancio. Per formalizzare l’iscrizione al prossimo torneo di Eccellenza c’è ancora qualche settimana mentre lunedì 7 luglio scade il termine per la domanda di riammissione in serie D.

Un tentativo che verrà effettuato e potrebbe avere maggiori chances nel caso in cui l’Acr non dovesse farcela. La società presieduta dall’argentino Maximiliano Sosa attende però il nulla osta dello stadio “Franco Scoglio” dal Comune, che sembra propenso a concederlo a tutti i tre club messinesi che hanno presentato domanda. Oltre ad Acr e Messina 1947 è in corsa infatti anche l’ambiziosa Messana.





