Krapikas: “A Messina emozionato come un bambino. Ma è stato un anno caotico”

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L’epilogo è stato amaro ma Titas Krapikas resta fra i protagonisti della stagione del Messina. Per lui 39 reti incassate in 28 gare disputate, con sette “clean sheet” e tre rigori parati. Numeri rilevanti, anche perché l’Acr è stata la terza difesa più battuta dopo Latina e Giugliano.

Krapikas
La disperazione di Krapikas (foto Federico Antonellis)

“C’è tanto rammarico per la conclusione, un vero peccato – ammette il portiere 26enne -. Insieme ai compagni volevamo salvarci sul campo, indipendentemente dal caos societario. Per me è stato un buon campionato, non buonissimo. L’inizio è stato difficile: sono arrivato senza preparazione, dopo avere saltato il ritiro e questo sicuramente incide per un portiere”. 

In avvio di stagione peraltro il titolare era Curtosi: “Il mister e la società puntavano sull’under ma io mi sono sempre allenato bene e si sono visti i risultati una volta trovato il campo, anche se l’esordio di Cerignola non era stato il massimo. Quando stai fermo non ti riprendi subito, ci vuole tempo per recuperare reattività tra i pali. Poi sono sempre stato concentrato in tutte le partite”. 

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Krapikas e la difesa del Messina (foto Giuseppe Cuozzo)

Anche la Lega Pro ha celebrato Krapikas sui social, un po’ come il predecessore Fumagalli, per l’ottima percentuale di rigori neutralizzati: “Su cinque ne avevo parati tre ma quello con la Turris non vale più. È stato un campionato confusionario, con due squadre estromesse in anticipo. Non le avevo mai vissute tutte queste vicissitudini, quest’anno non si è capito davvero nulla”. 

Il futuro è da decifrare anche se Krapikas vorrebbe ripartire dall’Italia per l’11esima stagione consecutiva: “Ho cambiato i procuratori e stanno lavorando per me, spero di avere presto novità e di potere prendere parte ad un ritiro precampionato. Sono in Lituania e ci resterò un’altra settimana. Poi mi sposterò in Italia per allenarmi da solo o con una squadra”. 

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Krapikas celebrato dai compagni (foto Ciccio Saya)

Il 10 luglio scade il termine per l’iscrizione, che l’Acr non ha ancora onorato: “Sento spesso i compagni per capire cosa farà la società. Mi dispiacerebbe se il Messina scomparisse. Mi sono trovato molto bene con la città e i tifosi. Sono stati spettacolari”. 

In carriera tante piazze non banali, da Genova a La Spezia, da Terni a Cerignola, ma in Sicilia un grande calore: “Ho percepito tanto affetto, come raramente mi era capitato. La gente mi voleva bene, tante volte mi sono emozionato come un bambino, soprattutto nelle prime gare casalinghe. È un anno che comunque mi lascia qualcosa”. 

Krapikas
Krapikas fa ripartire l’azione (foto Ciccio Saya)

Il campionato è stato caratterizzato anche da due cambi in panchina, con Banchieri subentrato a Modica e Gatto promosso un po’ a sorpresa nel finale, su input di parte del gruppo. Krapikas è onesto e non scarica responsabilità: “Adesso non possiamo sapere se sarebbe cambiato qualcosa, se poteva andare meglio o peggio nei playout con Banchieri. È stata un’annata storta, in cui sono mancate tante cose. Con il direttore abbiamo fatto delle scelte ed è andata come doveva andare. In ogni squadra ognuno deve mettere un pezzo del puzzle e abbiamo sbagliato un po’ tutti”. 

Il mercato invernale è stato caratterizzato dal lungo interessamento del ds Pavone ma Krapikas ha scelto di restare a Messina, fidandosi dell’Aad Invest Group: “Si è parlato dell’interesse del Trapani ma ho sentito dentro di me che dovevo rimanere e non rendere ancora più confusionaria la mia stagione. Volevo restare dov’ero, sperando si risolvesse tutto come mi era stato prospettato”. 

Paolucci e Manganaro
L’esultanza di Paolucci e Manganaro (foto Fabio Mitidieri)

Notevole il feeling con Mauro Manganaro, il preparatore dei portieri del Messina: “Abbiamo instaurato un grandissimo rapporto, professionale e umano. Siamo amici e magari un giorno torneremo a lavorare insieme. Ci siamo trovati davvero bene, spero di incontrarlo ancora in futuro”.

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