L’epilogo è stato amaro ma Titas Krapikas resta fra i protagonisti della stagione del Messina. Per lui 39 reti incassate in 28 gare disputate, con sette “clean sheet” e tre rigori parati. Numeri rilevanti, anche perché l’Acr è stata la terza difesa più battuta dopo Latina e Giugliano.

“C’è tanto rammarico per la conclusione, un vero peccato – ammette il portiere 26enne -. Insieme ai compagni volevamo salvarci sul campo, indipendentemente dal caos societario. Per me è stato un buon campionato, non buonissimo. L’inizio è stato difficile: sono arrivato senza preparazione, dopo avere saltato il ritiro e questo sicuramente incide per un portiere”.
In avvio di stagione peraltro il titolare era Curtosi: “Il mister e la società puntavano sull’under ma io mi sono sempre allenato bene e si sono visti i risultati una volta trovato il campo, anche se l’esordio di Cerignola non era stato il massimo. Quando stai fermo non ti riprendi subito, ci vuole tempo per recuperare reattività tra i pali. Poi sono sempre stato concentrato in tutte le partite”.

Anche la Lega Pro ha celebrato Krapikas sui social, un po’ come il predecessore Fumagalli, per l’ottima percentuale di rigori neutralizzati: “Su cinque ne avevo parati tre ma quello con la Turris non vale più. È stato un campionato confusionario, con due squadre estromesse in anticipo. Non le avevo mai vissute tutte queste vicissitudini, quest’anno non si è capito davvero nulla”.
Il futuro è da decifrare anche se Krapikas vorrebbe ripartire dall’Italia per l’11esima stagione consecutiva: “Ho cambiato i procuratori e stanno lavorando per me, spero di avere presto novità e di potere prendere parte ad un ritiro precampionato. Sono in Lituania e ci resterò un’altra settimana. Poi mi sposterò in Italia per allenarmi da solo o con una squadra”.

Il 10 luglio scade il termine per l’iscrizione, che l’Acr non ha ancora onorato: “Sento spesso i compagni per capire cosa farà la società. Mi dispiacerebbe se il Messina scomparisse. Mi sono trovato molto bene con la città e i tifosi. Sono stati spettacolari”.
In carriera tante piazze non banali, da Genova a La Spezia, da Terni a Cerignola, ma in Sicilia un grande calore: “Ho percepito tanto affetto, come raramente mi era capitato. La gente mi voleva bene, tante volte mi sono emozionato come un bambino, soprattutto nelle prime gare casalinghe. È un anno che comunque mi lascia qualcosa”.

Il campionato è stato caratterizzato anche da due cambi in panchina, con Banchieri subentrato a Modica e Gatto promosso un po’ a sorpresa nel finale, su input di parte del gruppo. Krapikas è onesto e non scarica responsabilità: “Adesso non possiamo sapere se sarebbe cambiato qualcosa, se poteva andare meglio o peggio nei playout con Banchieri. È stata un’annata storta, in cui sono mancate tante cose. Con il direttore abbiamo fatto delle scelte ed è andata come doveva andare. In ogni squadra ognuno deve mettere un pezzo del puzzle e abbiamo sbagliato un po’ tutti”.
Il mercato invernale è stato caratterizzato dal lungo interessamento del ds Pavone ma Krapikas ha scelto di restare a Messina, fidandosi dell’Aad Invest Group: “Si è parlato dell’interesse del Trapani ma ho sentito dentro di me che dovevo rimanere e non rendere ancora più confusionaria la mia stagione. Volevo restare dov’ero, sperando si risolvesse tutto come mi era stato prospettato”.

Notevole il feeling con Mauro Manganaro, il preparatore dei portieri del Messina: “Abbiamo instaurato un grandissimo rapporto, professionale e umano. Siamo amici e magari un giorno torneremo a lavorare insieme. Ci siamo trovati davvero bene, spero di incontrarlo ancora in futuro”.





