Torma: “Una pugnalata vanifica un miracolo sportivo. Biagioni? Scontro evitabile”

Gianluca TormaL'ormai ex direttore sportivo del Messina Gianluca Torma

Dopo Biagioni, saluta anche Gianluca Torma. L’addio dell’ormai ex direttore sportivo del Messina è una conseguenza dello scontro verbale tra il tecnico Oberdan Biagioni e il presidente Paolo Sciotto, al quale peraltro non ha assistito essendo fuori sede: “Martedì purtroppo non ero presente. Dopo un’assenza di tre settimane ero rientrato a casa in Puglia. Ho un grande cruccio: il mister ha un carattere forte ma, se fossi stato presente, avrei provato a mediare e con un po’ di diplomazia avremmo magari evitato tutto questo”.

Ai microfoni di Radio Amore, il dirigente napoletano non ha nascosto di avere meditato l’addio già prima della scelta operata dalla società: “Essendo arrivato qui con Biagioni, stavo già valutando il mio passo indietro. Avevo voglia di lasciare, ma poi stava prevalendo anche il senso di responsabilità. Negli ultimi giorni mi hanno chiamato tutti i calciatori: avrei voluto completare il lavoro avviato e vivere la finale di Coppa Italia, in cui credevo tanto. Mi hanno spezzato un sogno: così è una pugnalata”. 

Biagioni e Torma

Il tecnico Oberdan Biagioni e il direttore sportivo Gianluca Torma

Nel loro ultimo colloquio, Sciotto avrebbe manifestato la sua insofferenza per la sfiducia diffusa da parte della piazza nei confronti della sua famiglia: “Il presidente si sente solo e abbandonato perché non viene difeso da nessuno. Il nostro addio non è dovuto a motivazioni tecniche o risultati. In questi mesi abbiamo fatto cose straordinarie, nonostante mille difficoltà, e dimostrato il nostro valore. Ad ogni modo a fine anno non sarei comunque rimasto. La società avrebbe dovuto iniziare a riconfermare chi ha fatto meglio: adesso probabilmente cambierà il progetto tecnico con il mio successore”.

Il dirigente ha ricostruito poi le difficoltà vissute nel corso del mercato di riparazione: “A dicembre nessuno voleva venire qui, perché la società non aveva una bella fama. Abbiamo abbassato il budget e fatto delle rinunce, ingaggiando calciatori come Catalano, andati via da società più piccole, che qui hanno lottato e onorato la maglia. Si è allestita una squadra importante, perdendo a gennaio Genevier e Baldè: con loro avremmo potuto centrare i playoff. La salvezza era l’obiettivo minimo. Se fossi partito dall’inizio, avremmo visto un altro campionato”. 

ACR Messina

Faranda, Manfredi e il ds Torma

Torma ha snocciolato, con grande franchezza, anche le cifre che hanno caratterizzato la sua gestione: “I tredici nuovi acquisti avevano appena 98mila euro d’ingaggi per cinque mesi. Con la stessa cifra l’anno scorso ho preso un solo giocatore a Cerignola, dove hanno investito un milione e mezzo. Staff tecnico e calciatori hanno compiuto un autentico miracolo, con un budget così ridotto. Per vincere bisogna spendere tanto, con questa disponibilità non si poteva fare di più”. 

A fare discutere anche il flop del ricorso con il Città di Messina: “Abbiamo perso due punti, che avremmo ottenuto per l’irregolarità della posizione di Lorefice. Alle 18 del lunedì avevo preparato le carte e consegnato tutto al presidente. Cosa è accaduto dopo non lo so: aveva sei ore di tempo per inviare un fax o una pec”.

Maiorano

Stefano Maiorano a Cerignola con il ds Gianluca Torma

L’ennesima rivoluzione tecnica arriva a quattro giornate dal termine: “Messina è una piazza storica, con tifosi sparsi per l’Italia. I cambiamenti repentini possono allontanare la gente, mentre servono programmazione e certezze. Domenica arriva la Nocerina, un’ottima squadra che non ha nulla da perdere. Basta vincere per gestire poi con tranquillità il finale di stagione. Sono fiducioso, lascio un gruppo di uomini, che con il Giulianova in Coppa, in una serata magnifica, ha dimostrato il suo carattere”. 

A Radio Amore, Torma ha ripercorso anche le tappe della sua carriera, ricca di sfide: In carriera ho sempre lavorato con società di B e C ed ero sceso in D solo per i playoff con il Cerignola. La mia vita è stata molto dura. Ho smesso di giocare dopo un duro scontro con un portiere e sconfitto una malattia. Saluto i meravigliosi tifosi del Messina. Spero di accasarmi altrove, dopo avere dato tutto qui. Metto sempre passione in quello che faccio. Mi rialzerò con dignità, mi gratificano gli attestati di stima della gente”. 

Commenta su Facebook

commenti