Sportitalia: verso riforma campionati e B a 40. Palermo e Savoia in terza serie?

Lega di serie BIl logo della Lega di serie B

Anche il presidente della Figc Gabriele Gravina nei giorni scorsi aveva aperto alla possibilità di rivedere il format dei campionati, ma l’indiscrezione lanciata da Sportitalia sembra prefigurare una vera e propria rivoluzione. Il numero uno del calcio italiano lo scorso 29 aprile era stato chiaro: “Non è il caso di fare una riforma, intesa come modalità di sviluppo sostenibile e non solo per quanto riguarda il format playoff/playout? È questo il tema su cui dobbiamo concentrarci: siamo gli unici in Europa ad avere cento squadre professionistiche e non si possono più sostenere. Questa è la mia progettualità. Sono portato a fare i calcoli e a capire le criticità delle Leghe. Il vero imprenditore deve alzare l’asticella della qualità”.

Michele Criscitiello

Michele Criscitiello su Sportitalia ha svelato la bozza di riforma

È stata l’emittente di Michele Criscitiello a svelare il progetto di riforma “già al vaglio di dirigenti e avvocati”, che “probabilmente finirà presto al tavolo di Governo e Figc”, come riporta Pianetaserieb.it. “La prima certezza potrebbe essere lo slittamento delle prossime stagioni di C e D, l’ipotesi più percorribile ad oggi è che si parta a metà settembre. I club professionistici potrebbero passare da 100 a 60. Parliamo di un piano di esecuzione per dare sostenibilità al calcio italiano, ovviamente non possiamo parlare di cose fatte, siamo nel novero delle proposte”.

Secondo Sportitalia “l’obiettivo è di passare a 60 professionistiche per avere le agevolazioni fiscali, dato che le società che in C non riescono a sostenere i costi. Cambierebbe molto. La serie A non ha nulla a che fare con questa rivoluzione, resterà a 20. La B avrebbe molti più soldi, perché oltre alla sua mutualità avrebbe anche quella della C”.

Reggina

La Reggina vede più vicino l’approdo in serie B

Pianetaserieb.it prova a tracciare l’identikit della nuova serie cadetta, da due gironi a 20. “Il primo composto dalle società attualmente in cadetteria, mentre altri 20 posti sarebbero per le compagini che arriverebbero dalla C, come Monza, Vicenza, Reggina, ovvero le tre capolista dell’attuale serie C, e altre squadre, come le ambiziose Bari e Carpi, citate da Sportitalia.

Il terzo campionato nazionale resterebbe a tre gironi, ma perderebbe lo status di campionato professionistico: “Non ci sarebbe più la C, la terza serie sarebbe rappresentata dalla D con tre gironi da 20. Quaranta società passerebbero dalla C alla D e avrebbero il grandissimo vantaggio economico di non pagare stipendi” e i sostanziosi contributi che negli ultimi anni hanno portato a pesanti penalizzazioni, “ma rimborsi, con obbligo di controllo ogni due mesi”.

Savoia

Nella nuova terza serie un posto anche per le seconde: il Savoia sogna il grande salto

Pianetaserieb.it riporta infine gli scenari relativi ai club di D che verrebbero traghettati nella nuova terza serie, tracciati sempre su Sportitalia: “Le altre sarebbero le nove promosse, le nove seconde e poi altre due da dover decidere per arrivare a venti. La società non potrà essere a scopo di lucro, ci saranno agevolazioni fiscali molto importanti. Dalla B alla D vi saranno tre retrocessioni per girone, mentre le prime dalla D saliranno in B con i playoff, dove andrà una squadra per girone“.

In pratica, oltre al Palermo capolista verrebbe traghettato nella nuova terza serie anche il Savoia, la sua più diretta inseguitrice, mentre gli ultimi due posti sarebbero assegnati presumibilmente a formazioni che erano in zona play-off. Le perplessità non mancano, perché lo scenario ricostruito da Criscitiello sembra davvero rivoluzionario. Ma è evidente che la pandemia potrebbe dare davvero il via a una riforma immaginata a più riprese e poi regolarmente finita in un cassetto, consentendo di “tagliare” quaranta club professionistici, che otterrebbero almeno un sostanzioso abbattimento dei costi. Un “paracadute” provvidenziale, forse inevitabile considerata la crisi economica che si prefigura.

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Francesco Straface

Francesco Straface

Ideatore di MessinaSportiva nel 2005, per tredici anni - dal 2002 al 2014 - ha lavorato nelle emittenti private TeleVip e Tremedia. Vanta alcune esperienze nella carta stampata ("Il Dubbio" e il "Quotidiano di Calabria"). Dal 2016 è tutor presso la Scuola di Giornalismo della Lumsa di Roma

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