Sindoni e il lavoro da DS: “Senza un accurato scouting non vai da nessuna parte”

Betaland Capo d'OrlandoIl direttore sportivo della Betaland Capo d'Orlando Peppe Sindoni (foto Roberta Fazio)

Il manager dell’Orlandina Basket a tutto campo: “Sacchetti? Un genio. Milano? Vive una dimensione particolare e quindi difficile. Fittipaldo? Bastava vedere due gare per capire che giocatore fosse”.

Il ds dell’Orlandina Basket, Peppe Sindoni, analizza la grande stagione della sua squadra, e non solo, in un’intervista concessa alla pagina Facebook «Play me or trade me». Ecco alcuni passaggi salienti:

SULLE SCELTE DI MERCATO
«(La squadra, ndr) Nasce dal campionato scorso, dopo un buon girone di ritorno che garantì la salvezza. Ci sedemmo attorno ad un tavolo con lo staff, e tutti d’accordo individuammo quelle che erano le esigenze della squadra, commisurate alle possibilità che avevamo dal punto di vista economico».

SULLO SCOUTING
«Non so come facciano gli altri, ma per noi è l’unica via possibile, rappresenta il 70% del nostro valore. Abbiamo una concorrenza spietata, perché sono di più le realtà con poche disponibilità rispetto a quelle di alto livello economico, quindi è difficilissimo. Senza un accurato scouting, non vai da nessuna parte».

SU BRUNO FITIPALDO
«Bastava vedere due partite sue per capire che giocatore è. Ci è piaciuto subito, incarnava i principi che cercavamo. Poi magari non tutti sono disposti a prendere un play bianco di 180cm, si cercano stereotipi che paiono dare più certezze. Ma la nostra idea di basket diceva così ed il rischio, se così può essere definito, è venuto da sé».

Betaland Capo - Enel Brindisi

Di Carlo ed il Ds Sindoni a confronto – Foto Roberta Fazio

SULL’OLIMPIA MILANO
«Credo che la dimensione attuale milanese sia molto particolare e quindi difficile. Sotto le Top di Eurolega, ma smisuratamente sopra le concorrenti in campionato. Rischi di non poter realmente avere il reale valore di quello che fai bene o meno bene. Rischi magari di rimanere ostaggio di quella stessa dimensione. Dura, durissima. Mi pare che la squadra non valga le Final 4, ma nemmeno gli ultimi posti».

SU MEO SACCHETTI
«Un genio, niente altro. Psicologo come pochi, maestro nel tirare fuori il meglio dai suoi, a volte quasi borderline con l’anarchia, umanamente di un’altra categoria, capace di circondarsi di persone in cui ripone fiducia che alla fine scopri che sono solo persone vere. Adorato dai suoi, il Poz ne parla come di un Dio, Drake e Travis figurati: sa a chi lasciar fare e coinvolge come pochissimi».

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