Sciotto: “I continui stop ci danneggiano. Vogliamo essere promossi sul campo”

Pietro SciottoIl presidente dell'Acr Messina Pietro Sciotto (foto Fabrizio Pernice)

Il presidente dell’Acr Messina Pietro Sciotto è intervenuto su Antenna dello Stretto per raccontare lo stato d’animo di chi vede il traguardo molto vicino ma non può ancora alzare le braccia al cielo per festeggiare l’agognato salto di categoria: “Siamo delusi a causa dei continui rinvii del campionato. Siamo stanchi noi dirigenti, figuriamoci i giocatori. La nostra squadra ha bisogno di carburare per entrare pienamente in forma e questo non ci aiuta. I ragazzi ne risentono perché quella che stiamo vivendo non è una situazione normale.

Zeman e Sciotto

Il presidente dell’Acr Pietro Sciotto a colloquio con Zdenek Zeman all’Olimpico

La preoccupazione della società è legata al mantenimento della migliore condizione fisica possibile, non facile quando ormai si è arrivati in piena estate: “Gli stop al torneo ci danneggiano per via della struttura della nostra squadra, che ha bisogno di continuità nel gioco. Anche ad aprile e maggio i due pareggi di fila erano causati dallo stop: questo è un nostro piccolo difetto perché necessitiamo di due gare per prendere ritmo ma quando lo facciamo poi non ci fermiamo più”.

Sciotto è comunque ottimista su un imminente ritorno in campo: “Loro hanno un cuore e un fisico da preservare ma ad ogni modo credo che mercoledì giocheremo per poi concludere la stagione sabato prossimo. Parlando con il presidente di Lega infatti è emersa l’impossibilità di sforare la data del 30 giugno. Qualora emergano altri positivi e i tempi si dilungassero allora si dovrà garantire alla prima classificata la vittoria del campionato, anche se spero che le ultime due partite si possano disputare regolarmente sul campo, che decreterebbe la nostra promozione”.

tifosi Messina

I sostenitori del Messina a Licata (foto Paolo Furrer)

A chi gli chiede se la programmazione in vista della C sia già partita, il massimo dirigente risponde con estrema franchezza: “Sono uno che fa le cose soltanto a risultato conseguito. Stiamo abbozzando qualche dettaglio sul futuro ma questo è contro la mia natura. Ancora non c’è certezza, prima dobbiamo conseguire il risultato e poi ci tufferemo a capofitto sul futuro perché oggi non è ancora possibile farlo”.  

Con il gruppo è stato amore a prima vista, un feeling mai provato nel recente passato: “Un gruppo così educato e serio non l’ho mai avuto in questi quattro anni. Mi vedono come un padre di famiglia e sono orgoglioso di averli al mio fianco. A novembre percepivo che la squadra non riusciva definitivamente ad esplodere, ho capito che occorreva una mia presenza assidua e ogni mercoledì e sabato li ho avvicinati al campo di allenamento per caricarli. Ho toccato le corde giuste un po’ come quando facevo politica. Ho chiesto attenzione e serenità e i ragazzi mi hanno sempre ascoltato. Da allora li incontro almeno due volte a settimana”. 

Sciotto, Del Regno e Bove

Sciotto, Del Regno e Bove al “Franco Scoglio” (foto Fabrizio Pernice)

All’imprenditore attivo nel settore dell’automotive non è andata giù la direzione arbitrale dell’ultima gara di campionato: “A Licata è successo qualcosa di scandaloso, che mai avrei pensato di vedere. Due gol annullati senza alcun motivo dal guardalinee, una multa comminata a fine gara. Io credo che abbia voluto farci pagare questo, altrimenti devo pensare che non fosse in condizione psicofisica ideale per assistere l’arbitro. Nel dopo gara l’ho visto privo della necessaria lucidità. In occasione del gol di Manfrellotti non capisco la condotta dell’arbitro: aveva visto tutto forte di un’ottima posizione, poteva benissimo prendere lui la decisione finale ma non l’ha fatto. Una leggerezza che ci può costare caro, a fine gara lo vedevo sereno e sorridente. Noi abbiamo mandato i fermo immagine in Lega per farci sentire da chi di dovere”. 

Sul fronte societario, con l’annunciato aumento delle quote da parte della componente campana, il massimo dirigente ha tenuto a sottolineare un aspetto: “Ribadisco che Bove non è mai stato un socio dell’Acr Messina. Del Regno è l’unico imprenditore presente nella compagine oltre a me. Con lui c’è grande armonia e una stima reciproca totale. Vogliamo concludere al meglio il campionato, poi discuteremo su tanti aspetto. Sono aperto a ogni soluzione, non ho alcuna preclusione”. 

Acr Messina

L’Acr Messina fa festa dopo il 4-1 al Rende (foto Fabrizio Pernice)

I primi tre anni di gestione non hanno sortito particolari successi sportivi. Il presidente non cerca alibi ma chiarisce alcuni aspetti: “Ho speso tanto in questi anni, se le cose non vanno bene sono io il responsabile. Non voglio giustificarmi ma devo ricordare che il primo anno il placet della Lega arrivò il 15 agosto e appena una settimana dopo cominciammo il campionato. Senza esperienza e con persone accanto dimostratesi poco qualificate andai in difficoltà. Ad ogni modo per provare a raggiungere i playoff abbiamo preso Modica e Karel Zeman. Negli anni ci siamo trovati di fronte il Bari e il Palermo, due squadre con incassi importanti da almeno cinque milioni al botteghino. A differenza loro, noi quest’anno non abbiamo potuto contare su nulla alla voce incassi. Non ho avuto vita facile contro due piazze così forti. Di certo però si poteva fare meglio all’inizio, non lo nego”. 

Infine spazio alla querelle stadio. In vista della Lega Pro il progetto dovrà necessariamente svilupparsi su strutture pienamente funzionali per un team obbligato anche a prendere parte a diversi tornei giovanili: “Abbiamo scritto in questi giorni al Comune per avere notizie in merito al campo. Io voglio portare la squadra in C ma in merito alle strutture ad oggi noi cosa abbiamo? In C è obbligatorio prendere parte a tre categorie giovanili: under 15, under 12 e Berretti. Vogliamo inoltre partecipare ai campionati femminili. Abbiamo bisogno di strutture che in questo momento non ci sono. La città vuole ritornare nel calcio importante, ma tutti dobbiamo responsabilizzarci. L’assessore Gallo è una persona molto disponibile, con cui dialogo: spero che chi di dovere mi possa mettere nella condizioni di lavorare bene”.

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