Roma: “Il Messina abbandonato. Anticipare i controlli sulle nuove proprietà”

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A “Pianeta Dilettanti”, trasmissione condotta da Nino Neri, è tornato a parlare il direttore sportivo Domenico Roma, soffermandosi anche sulla sua esperienza a Messina. Tutti gli sforzi profusi sul campo per tentare di salvare la categoria sono stati vanificati dalle vicissitudini societarie. La cessione “farsa” da Sciotto a Aad Invest Group, gli stipendi non pagati e la penalizzazione, fino all’amaro epilogo: “Sono arrivato a gennaio, vivendo sei mesi un po’ tribolati e particolari. Ci siamo ritrovati senza una proprietà, in quanto avevano fatto un passaggio di quote che in realtà non è mai stato completato, con una squadra che ormai avevo allestito. Ci hanno abbandonato e hanno disilluso le aspettative”.

Luciani e Petrucci
Luciani e Petrucci in copertura (foto Federico Antonellis)

Ripensando al percorso, il ds loda lo spirito di gruppo che ha consentito di raggiungere almeno i playout in una situazione complicatissima: “La cosa che mi rende orgoglioso del Messina di quest’anno sono stati i ragazzi che ne facevano parte, una squadra di uomini che non hanno mai abbandonato la retta via – aggiunge Roma –. Se fossimo stati meno sfortunati nella doppia sfida playout contro il Foggia, basti pensare al rigore fallito da Luciani, che non ne aveva mai sbagliato fino a quel momento, può darsi si potesse sovvertire quel pronostico”.

Gli handicap in classifica hanno propiziato l’ultimo posto: “Ci hanno tolto tutti i 9 punti degli scontri diretti con Taranto e Turris, inoltre abbiamo avuto una penalizzazione di quattro. In tutto ciò arrivare ai playout era inimmaginabile. Nelle due partite dei playout tante cose vanno ad incidere, un po’ di sfortuna, un po’ ci siamo arrivati lunghi, oltre ad essere abbandonati. Bravi soprattutto i ragazzi che ci hanno creduto, come i magazzinieri, i dottori e tutti quelli che ci sono stati accanto, soprattutto i tifosi che hanno dimostrato grande passione, spronandoci durante tutto il percorso”.

Ramondino e Roma
Francesco Ramondino e Domenico Roma a Milano per il mercato

Sull’esigenza della riforma della Serie C, tra penalizzazioni continue e club sull’orlo del fallimento, ecco la sua ricetta: “C’è un problema fondamentale, faccio l’esempio del passaggio di quote del Messina di quest’anno. Il controllo deve essere a monte, non postumo. Se una società è solvibile e stabile lo puoi verificare a inizio campionato. Adesso hanno raddoppiato la fideiussione ma questo non basta, ci sono tante problematiche che vanno affrontate durante l’anno. La riforma deve essere giusta, ridurre il numero delle squadre non è essenziale, magari ci sono società più piccole con progettualità elevate e ben vengano. Ma devono essere sostenibili”. 

Le difficoltà in terza serie sono sempre più generalizzate: “Nel girone C hanno avuto problemi Taranto, Turris, Messina e pure il Foggia, andando oltre anche Triestina, Lucchese, Ascoli e Pro Patria. Non è dunque solo un problema del Sud e del girone C ma generalizzato. I controlli devono essere più accurati e stringenti. Va ricordato che dietro una società professionistica ci sono tante persone che lavorano e famiglie che mangiano, non è un puro gioco. Calciatori, allenatori, magazzinieri e collaboratori vivono di questo. Il controllo va fatto per tutelare questa gente che merita rispetto e comprensione, oltre che per i tifosi, che come a Messina quest’anno sono stati accanto alla squadra”.

Domenico Roma
Il ds Domenico Roma contesta un fischio

Il futuro di Domenico Roma è adesso da scrivere: “Il -14 e se il Messina si iscriverà al prossimo campionato di Serie D? Sul Messina no ho mai proferito parola per rispetto dei tifosi e in attesa di capire cosa succederà da qui a breve. Il mio silenzio è dettato da questo. Sono un tesserato giallorosso fino al 30 giugno, in realtà avevo un contratto biennale che andrà ad esaurirsi. Vedremo cosa mi aspetta, spero ci sia qualcuno che voglia le mie prestazioni”. 

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