Rizzo: “Risolto il contratto con Di Napoli, definita una transazione con Chiacchio”

Massimo RizzoIl responsabile dell'area legale del Messina Massimo Rizzo negli studi di Rtp

Che la priorità in casa Messina non sia soltanto la salvezza sul campo è cosa nota. Da vincere c’è anche il torneo dei conti, come hanno ripetuto spesso i presidenti che si sono susseguiti. A giudicare dalla mole di debiti accumulati, fin qui non si è fatto abbastanza.

Arturo Di Napoli

Arturo Di Napoli sconsolato davanti alla sua panchina

Il nuovo responsabile dell’area legale dell’ACR, l’avvocato Massimo Rizzo, stila per noi un primo bilancio: “Sotto il profilo finanziario la situazione è disastrosa. Un terzo del monte debitorio complessivo della società, che si attesta circa sui due milioni di euro, è rappresentato proprio dal contenzioso. Consentitemi di dire che tutto questo è eccessivo per una società di calcio di terza serie”. 

Sarà necessario impegnarsi nelle aule di tribunale per scongiurare altri salassi: “Non punto certo il dito contro i colleghi che mi hanno preceduto, svolgendo peraltro sempre il loro compito. Tante situazioni andavano però definite in fase pre-giudiziale. Le controversie dovrebbero rappresentare l’extrema ratio, anche se per le transazioni ovviamente bisogna essere in due”.

Morgante, Giuffrida e Rizzo

Il consulente amministrativo Antonio Morgante e gli avvocati Simona Giuffrida e Massimo Rizzo nelle riprese di Rtp

Rizzo illustra le linee guida condivise dalla nuova proprietà: “Il presidente Franco Proto ci ha chiesto di affidare le singole questioni, a seconda delle rispettive competenze, ad avvocati specializzati in diritto del lavoro piuttosto che in ambito civilistico. Stiamo stabilendo un ordine di priorità. Ci sono scadenze imminenti e udienze già fissate. Ringrazio il collega Alessio Robberto, che mi ha preceduto in questo ruolo negli anni scorsi, per la disponibilità dimostrata”.

La prima pronuncia sollecitata dalla nuova area legale è arrivata venerdì 7 aprile a Firenze: “Il Collegio arbitrale della Lega Pro ha accolto il ricorso presentato dalla precedente società per ottenere la rescissione del contratto di Arturo Di Napoli, dopo la conferma della squalifica da parte della Corte Federale d’Appello, arrivata il 22 aprile 2016. La revoca non è mai automatica e in virtù di tre o quattro rinvii richiesti dall’interessato, era rimasto sotto contratto. In virtù della pronuncia favorevole, ci sarà ovviamente un risparmio per le casse societarie, dal momento che era stato siglato con l’ACR un triennale che sarebbe scaduto soltanto a giugno 2018”.

Eduardo Chiacchio

L’avvocato Eduardo Chiacchio ha accettato la transazione proposta dall’ACR

Definita anche la posizione dell’avvocato Eduardo Chiacchio, esperto di diritto sportivo che, con la sua difesa, aveva consentito al Messina di evitare un punto di penalizzazione per la querelle legata alla presentazione della fideiussione all’atto dell’iscrizione all’ultimo torneo. Il legale era stato soddisfatto soltanto parzialmente: “Una transazione ci ha consentito di chiudere anche il capitolo relativo ad uno dei professionisti che ha assistito il club nei mesi scorsi – rimarca Rizzo -. Lo ringraziamo, perché ci è venuto incontro. Ora puntiamo a definire altre situazioni, soprattutto con i fornitori”.

Guerriera e Piovi

L’argentino Piovi in azione al San Filippo (foto Luca Maricchiolo)

Ha avuto invece esito interlocutorio l’incontro con Mattia Grassani, altro esperto di diritto sportivo, che vanta un credito importante con l’ACR, che risale a due estati fa, quando il club venne riammesso in Lega Pro al posto della Vigor Lamezia, coinvolta nello scandalo “Dirty Soccer”. Il Messina dovrà fare i conti con questo decreto ingiuntivo e anche con la pronuncia che riguarda gli argentini Ezequiel Piovi ed Elias Scoponi, tesserati nel 2013 nel corso della gestione di Pietro Lo Monaco: “Il relativo arbitrato Uefa non è ancora del tutto definito e non è comunque nella lista delle priorità. Sulla carta la somma dovuta è consistente ma paradossalmente non è tra i nostri maggiori grattacapi”, conclude Rizzo.

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