Ravidà: “L’avversario che temo di più per la promozione? L’Igea…”

Marco RavidàMarco Ravidà con la maglia della sua ex squadra Igea Virtus

L’obiettivo non è mai stato così vicino, ma Marco Ravidà parla con la voce ferma e calma di chi è consapevole che le insidie sono sempre dietro l’angolo. Con il successo di Modica l’Igea Virtus ha aumentato il proprio vantaggio sulla seconda piazza, ma è proprio questo il momento in cui non bisogna farsi prendere dall’entusiasmo, guardando con tranquillità e grinta sempre alla partita che verrà.

La gioia dei giocatori igeani

La gioia dei giocatori igeani

Modica è uno dei campi più difficili di questa categoria ed anche domenica si è visto – ha commentato Ravidà – però ce l’abbiamo fatta anche questa volta con il sacrificio, grazie al nostro modo di essere squadra e saper soffrire anche quando il vento della partita non sembra essere particolarmente a nostro favore. Adesso però non dobbiamo pensare che il più sia fatto, mancano tante partite e ci sono tanti punti a disposizione nostra e delle nostre inseguitrici. Non dobbiamo sederci sugli allori, perchè questa promozione ce la giocheremo fino alla fine con ottime compagini che ci renderanno la vita difficile fino all’ultimo”.

L'undici titolare dell'Igea Virtus

L’undici titolare dell’Igea Virtus

Su quale sia l’avversaria più pericolosa nella lotta verso la Serie D Ravidà non ha molti dubbi: “Io temo l’Igea Virtus – ha dichiarato il capitano barcellonese – essendo davanti a tutti il destino è nelle nostre mani, dovremo cercare di sbagliare il meno possibile. Abbiamo dimostrato nell’arco di questo campionato di non essere lì sopra per caso e possiamo contare sull’apporto dei tifosi che ci seguono ovunque anche lontano dal D’Alcontres. Inoltre abbiamo un tecnico di grande esperienza, che sa bene come tenere alta la tensione e la concentrazione del gruppo”.

Uno scatto dentro lo scatto, per immortalare la curva dell'Igea Virtus

Uno scatto dentro lo scatto, per immortalare la curva dell’Igea Virtus

Per l’Igea un campionato sempre a ridosso del primo posto, agguantato al momento giusto e rinsaldato nelle ultime settimane: “Abbiamo dimostrato di essere un gruppo maturo, non abbiamo sofferto e non soffriamo di vertigini a stare lassù e dobbiamo continuare a vivere esattamente come abbiamo fatto sin qui, ovvero domenica dopo domenica senza viaggiare troppo con la fastasia. I rientri degli infortunati sono stati importanti, ad inizio campionato abbiamo dovuto fare i conti con numerose defezioni, ma anche domenica è successo. Nonostante tutto i risultati non sono mancati. Mister Raffaele? Con lui stiamo crescendo continuamente, quando è arrivato eravamo a ridosso della zona playout e poi abbiamo fatto un girone di ritorno fantastico che ci ha permesso di arrivare al terzo posto, mentre quest’anno ci siamo consolidati ulteriormente”.

 

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