Rando: “Il Messina farà un grande ritorno. Gli ex Città di Messina protagonisti in D”

Pasquale Rando

Pasquale Rando ai nostri microfoni

Tra i tecnici inspiegabilmente ancora a casa a fare da spettatori interessati c’è anche Pasquale Rando che un anno fa alla guida del Città di Messina in serie D ha offerto un ottimo calcio, ottenendo unanimi consensi. L’allenatore messinese ha visionato anche numerose partite del torneo di Seconda Divisione e giudica così il cammino della formazione di Lo Monaco: “È un torneo interessante perché non si può individuare con precisione una sola squadra materasso. Perfino l’Arzanese di Sasà Marra merita rispetto e va presa in seria considerazione nonostante lo scarno bottino in classifica. Non ci sono partite scontate e ritengo che sarà così combattuto fino alla fine della stagione”.

La battuta d’arresto di Martina Franca ha intaccato almeno in parte il clima di grande fiducia che circondava il Messina del nuovo corso targato Grassadonia: “Sinceramente l’ultima sconfitta mi ha lasciato un po’ perplesso. Sono convinto comunque che la squadra verrà rinforzata in sere di mercato e disputerà un girone di ritorno da assoluta protagonista”.17-Rando-dà-indicazioni-ai-suoi-calciatori

Rando ritiene che l’attuale vice-capolista rappresenti la principale rivelazione: “Un Cosenza a questi livelli sinceramente non me lo aspettavo. L’anno scorso sono stati condizionati da svariate vicissitudini societarie. Quest’anno hanno trovato evidentemente l’allenatore giusto (l’ex tecnico del Teramo Cappellacci, ndc), mostrando subito grande equilibrio nonostante la rivoluzione estiva (con la conferma del solo Mosciaro rispetto al gruppo che aveva chiuso al secondo posto l’ultimo torneo di serie D, proprio alle spalle del Messina)”.

Inevitabile un pensiero per Catalano, che aveva condotto l’ACR tra i professionisti dopo un’attesa durata cinque anni: “Ho incontrato Gaetano e mi dispiace tantissimo per il brusco epilogo della sua esperienza. Ha pagato una serie di risultati negativi, alcuni davvero molto sfortunati. Ci sono state partite in cui è stato raggiunto alla fine e cito a titolo esemplificativo quella con l’Aprilia. Meritava di raccogliere sicuramente qualcosa in più”.

Ovvio un riferimento anche alla tormentata ed altalenante stagione della sua vecchia squadra: “Ritengo che il Città di Messina abbia tutte le possibilità di raggiungere la salvezza. Contro Cavese e Savoia si è vista una reazione che fa ben sperare. Ci siamo sentiti con Panarello (il suo ex vice) e gli ho fatto l’in bocca al lupo. Sta dimostrando di poter essere un buon allenatore”.1414699_428248207303993_2095550502_n

Sfortunata invece l’avventura sulla panchina giallorossa del suo successore: “La rosa rivoluzionata non ha aiutato Di Maria e sinceramente mi aspettavo un campionato simile dopo le scelte adottate dalla società in estate. Un collettivo così giovane necessita di tempo: meccanismi ed intese non si trovano in poche settimane”.

Per l’accesso alla prossima C unica è lotta a due: “Savoia ed Akragas si contendono la promozione, anche se Cavese e Gioiese stanno facendo davvero bene. A Torre Annunziata ed Agrigento possono contare su due organici di assoluto valore, con ottimi rincalzi, che in tutte le altre formazioni sarebbero titolari inamovibili. Lo scontro diretto in avvio di girone di ritorno potrebbe essere determinante”.

Con le maglie di Savoia ed Akragas si stanno mettendo in luce tanti ex, che Rando ha risentito spesso: “Ho ancora ottimi rapporti con dirigenti e calciatori e mi fa enormemente piacere la grande annata vissuta da Citro (già in doppia cifra in termini di reti realizzate a Marcianise) ed Assenzio, che forse stanno facendo ancora più rispetto a Tiscione e Saraniti, altri due big”.photo.php

Una gratificazione anche per la società di De Leo e Conti Nibali: “È la dimostrazione che si è lavorato benissimo: stanno dimostrando di potersi esprimere al massimo in realtà di vertice. È un premio per tutti”.

Rando ha tenuto infine a ribadire un concetto espresso a più riprese nel passato torneo, in cui la tifoseria organizzata ha spesso punzecchiato i “cugini”: “Due squadre a questi livelli non sono un’utopia a Messina. È giusto che una, l’ACR, punti a tornei di prima fascia, mentre l’altra può fare bene in categorie inferiori, puntando a valorizzare i ragazzi. La Lazio è vicina alla Salernitana, il Parma ha girato svariati giovani al Fondi fino a quando i laziali hanno mantenuto il professionismo ed il Catania ha avuto rapporti di collaborazione con il Milazzo ed ora è vicino all’Akragas”.

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