Il calcio messinese rischia di vivere un anno zero, con un’Acr in grande difficoltà in D e altre due realtà in Eccellenza. Il direttore sportivo Marcello Pitino, che ha mancato d’un soffio la promozione in quarta serie nel playoff con il Modica, è consapevole del momento delicato: “È una situazione strana, anche se paradossalmente Messina da qualche anno si è ormai abituata a queste vicissitudini. Di certo la città non merita tutto questo”.

L’ultima esperienza con l’Acr, da gennaio 2022, con Raciti in panchina, era iniziata con una salvezza in rimonta, una delle tante della gestione Sciotto: “Il primo anno ci siamo salvati, raddrizzando la rotta grazie ad elementi importanti come Piovaccari e Rizzo. Il Messina spesso è riemerso nei momenti di difficoltà, isolandosi e facendo gruppo”.
Decisamente più amaro l’epilogo, nel dicembre 2022: “La continuità e la perseveranza sono sempre mancate in questi otto anni. Non a caso tanti ds e allenatori competenti si sono alternati ma questo non poteva essere sufficiente. È mancato anche il feeling tra Sciotto e la città, un elemento fondamentale. Una lacuna che ha condizionato il progetto”.

Il Modica è stato beffato dal Milazzo nel testa a testa in campionato e dal Real Normanna in finale dopo aver vinto l’andata per 3-2, in un’Eccellenza dalle mille insidie: “È un campionato molto combattuto, in cui devi correre, sacrificarti e lottare. Bisogna avere fame. La coesione tra società, tifosi e media è un valore aggiunto. Ti consente di conquistare punti in più che magari sono decisivi. Oltre alla qualità ci vuole soprattutto la capacità gestionale per formare un gruppo”.
I mamertini hanno saputo sorprendere formazioni sulla carta più accreditate: “Qualche squadra che non partiva per vincere come il Milazzo ha fatto molto bene, sfruttando la sinergia con l’ambiente. Hanno ottenuto risultati importanti, dando continuità al progetto dell’anno prima, con pochi innesti al gruppo precedente. Si sono esaltati e hanno superato le difficoltà in modo brillante”.

Il Modica ha pagato i due ko negli scontri diretti: “Sono stati determinanti, anche perché abbiamo chiuso a -2 dalla vetta. Bastava non perderne uno per festeggiare la promozione”. In Eccellenza saranno al via la Messana e il Messina 1947, di cui tutt’oggi si sa ancora poco. E le tre principali rivali potrebbero essere ancora ragusane: “C’è un risveglio della provincia: Modica, Vittoria e Avola si stanno attrezzando per essere protagoniste. Il Licata dovrebbe essere nell’altro girone, come era accaduto con il Gela”.
La Messana, con l’ingresso in società di Massimiliano Bertolino, sogna in grande: “Potrebbe pian piano risvegliare la città. Ci vogliono proprietà del territorio, che interagiscano con la gente. Devono esserci i presupposti economici perché Messina è una città importante, che ha qualcosa in più delle altre ed è costretta a vincere. Chiaramente i tifosi restano legati all’Acr, ma gli scenari potrebbero cambiare in seguito”.

Il Messina 1947, nato da una costola del Sant’Agata, non ha ancora svelato le sue prossime mosse. Pitino è cauto sul tema: “Le squadre che cambiano territorio spesso non fanno breccia. Per radicarsi ci vuole tempo e peraltro la competizione con la Messana nella stessa categoria complicherà la situazione. Magari hanno le potenzialità per fare bene, me lo auguro per loro. Ma entrare in città ed essere accolti non è semplice. La parte emozionale è importante, ti può dare qualcosa in più. Chi si prende l’onere di guidarla dovrebbe tenerne conto”.
Tra le outsider l’ex ds del Modica indica anche una messinese e una catanese guidata da un suo ex allenatore: “La Nebros è da anni nella categoria ed è una mina vagante. Anche il Mazzarrone con Raciti può fare cose egregie. Possono essere entrambe protagoniste”.





