Perez: “Il playout è difficile, si vince con la testa. Fondamentale salvarsi”

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Tra i protagonisti dell’ultimo playout vinto dal Messina contro la Gelbison c’era sicuramente Leonardo Perez, punta da 500 presenze e 100 reti complessive in carriera, con ben 90 gettoni in serie B. Il 35enne ha appena vinto il campionato di D con il Casarano, tornato in C dopo oltre 25 anni. Ma il ricordo della salvezza conquistata in riva allo Stretto resta vivo.

tifosi Messina
I tifosi rincuorano il Messina dopo il ko all’andata con la Gelbison (foto Paolo Furrer)

“Il playout è una partita molto difficile e la testa gioca un ruolo importante. C’è paura di retrocedere da ambo le parti. Il Messina dovrà sfruttare la prima in casa. Ci sarà tanta gente e la spinta del pubblico può dare una grande mano. Il ritorno a Foggia sarà combattuto, su un campo ostico”. 

L’Acr adesso è chiamato a rimontare, proprio come accadde alla Gelbison: “L’ho vissuta al contrario e avere il ritorno in casa è diverso, ti aiuta anche per il vantaggio del doppio risultato. Al ritorno avevamo uno stadio che spingeva, anche se sia fuori che in casa incide soprattutto il fattore mentale. C’è tantissimo da perdere, non sono i playoff che se li perdi resti comunque in categoria”. 

Perez
Perez e il mental trainer Costa (foto Paolo Furrer)

Perez a Casarano ha firmato 7 gol tra campionato e Coppa Italia, in un organico con altri tre ex giallorossi: Helder Baldè, Versienti e Saraniti, che di reti ne ha firmate otto: “Sono molto soddisfatto per il ritorno tra i professionisti, arrivata dopo un’annata bellissima, coronata con un sogno. Qui la C mancava da 26 anni e vincere nel girone pugliese non è affatto scontato, come avevamo visto già l’anno scorso. Farcela mi ha dato una grande emozione”. 

A Messina l’ex Ascoli fu determinante con il suo apporto. In 18 presenze tre assist ma nessuna rete: “Giocavamo in modo differente e mi venivano richieste determinate caratteristiche, il gol paradossalmente non era un problema anche se per un attaccante resta importante. Abbiamo viaggiato sempre al massimo e si è raggiunto l’obiettivo ripartendo dall’ultimo posto, dopo un anno travagliato”. 

Perez
Leo in chiusura sul traversone di Perez (foto Paolo Furrer)

Il gruppo riuscì a cambiare la storia della stagione nel girone di ritorno: “Ringrazio tutta la gente, sono stato veramente bene, anche se la mia famiglia non poteva essere presente. Siamo andati subito via e non c’è stata l’occasione di sdebitarsi con i tifosi, se non con un post social. Messina la porto nel cuore e resto legato alla città”.

La salvezza arrivò grazie agli investimenti ingenti attuati sul mercato di riparazione: “La società non ci fece mancare nulla, non abbiamo perso un euro anche se non ce la siamo goduta fino in fondo per una gestione confusionaria. I soldi non sono tutto, servono prima di tutto organizzazione e magari un centro sportivo”.

Perez e Catania
L’abbraccio tra Perez e Catania (foto Paolo Furrer)

Non a caso in estate maturò l’ennesima rivoluzione, tipica di questa gestione: “Raggiunto l’obiettivo salvezza, speravo che la piazza potesse giocare campionati più importanti. Ci rimasi male perché il mister Raciti era stato inizialmente riconfermato e con lui saremmo rimasti in tanti. Era già tutto fatto, poi il presidente Sciotto cambiò idea dalla sera alla mattina”. 

Perez ha militato anche in club come Piacenza, Virtus Francavilla e Fidelis Andria, che dopo la retrocessione in D stanno toccando con mano quanto è complicata: “Risalire è difficile, mantenere la categoria è fondamentale. Messina e Foggia sono piazze blasonate, che meritano almeno la Lega Pro. Dispiace che una non ce la farà. I problemi societari c’erano e ci sono. Spero che in futuro si possano risolvere, servono progetti seri”. 

Perez
Perez in azione a Viterbo (foto Paolo Furrer)

Per l’esperta punta centrale anche 75 apparizioni e 17 reti con il Pisa, che sta vivendo un momento da sogno: “Finalmente è andato in serie A. Io con loro avevo perso la finale playoff per la B, che poi giocai al pari di tantissimi ex compagni. Lì c’è una società con progetti e programmi. Sono contento e gli faccio gli auguri, meritavano questo eccezionale traguardo”. 

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