Dopo il silenzio in sala stampa al termine della gara persa contro la Gelbison (a parlare a nome del gruppo furono domenica Trasciani e Roseti), ennesimo passo falso di un Messina che non sa più vincere, la società è tornata a far sentire in tv la propria voce, analizzando il delicatissimo momento che si sta vivendo in casa giallorossa. Tra l’orizzonte dei playout e l’incubo retrocessione immediata, con la salvezza diretta diventata ormai un miraggio.

Il vice presidente Morris Pagniello, ospite di “Antenna Giallorossa” su Rtp, è deluso dai risultati ma conserva un certo ottimismo per il finale di stagione: “Sia io che Justin Davis, il quale non dorme durante la notte in Australia, abbiamo fatto tutto il possibile per salvare la società e mantenere la categoria. Il campionato non è ancora finito. Capisco la rabbia, ce l’abbiamo anche noi che non possiamo entrare in campo. Queste ultime cinque partite non saranno normali, ma guerre da combattere. Mi è piaciuta l’evoluzione della squadra da quando è arrivato Feola, c’è un gioco e abbiamo piena fiducia nel mister, chi va in campo sono i ragazzi. C’è frustrazione, ma secondo me ci salveremo giocando come nel primo tempo contro la Gelbison o a Vibo“.
Dalla straordinaria risalita in classifica partendo da -14 al crollo verticale dopo il cambio di proprietà, con appena 10 punti collezionati nel girone di ritorno. “Abbiamo dato tanta fiducia ai ragazzi per il mezzo miracolo che hanno fatto nella prima parte di stagione. Forse c’era da cambiare tutto, ma sul mercato abbiamo preso sette giocatori di quel livello, non certamente inferiori, alcuni dei quali non si sono adattati o non hanno avuto modo di mettersi in mostra. Penso a Giardino, Oliviero, Tedesco e lo stesso Zerbo che lo scorso anno aveva segnato una decina di gol. Kaprof, che viene dalla Serie A, e Werner non hanno avuto l’opportunità di inserirsi bene in questo gruppo. Di gruppi ce ne sono due, tra nuovi e vecchi, non è facile per il mister mixare il tutto. Oggi c’è visione di gioco, prima non c’era niente”.

Sulla bontà del progetto del Racing City Group il vicepresidente dell’Acr non ha dubbi e chiede adesso alla squadra un maggiore sforzo: “Non c’è stato abbastanza tempo, ma parallelamente al lavoro sul campo la società è una delle più stabili in Italia per la Serie D, dato il progetto a lungo termine che stiamo creando. I risultati non sono in linea con la società che paga tutti puntualmente e organizza le trasferte, i giocatori hanno tutto per fare bene. Mi assumo la piena responsabilità per il mercato, non la attribuisco né al mister né al direttore. Magari ci manca qualcosa e avremmo dovuto fare di più, come prendere un centrocampista, ma non volevamo sconvolgere tutta la squadra che aveva fatto bene all’andata, dopo le partenze di mister e direttore. Il calo fisico ce lo aspettavamo, il girone di ritorno è un altro campionato. Il gruppo è abbastanza unito, però deve uscire un po’ di più il carattere dei grandi in queste cinque partite finali per dare tranquillità a tutti”.
Vincenzo Feola non è in discussione per la società, sebbene i numeri sotto la guida del tecnico campano siano impietosi: appena tre punti in sei giornate, nessuna vittoria conquistata. “Abbiamo scommesso su di lui, eravamo tutti d’accordo quando lo abbiamo scelto. In questo momento sarebbe da pazzi mandare via un allenatore che sta lavorando benissimo. Vedo con i miei occhi la mentalità e l’intensità che trasmette ai ragazzi. Non ci dormiamo la notte pensando ai soli tre punti in sei partite ma la squadra ha un gioco rispetto a dicembre. Ci sono amnesie in difesa e a centrocampo, adesso è soltanto un fattore mentale dei calciatori. Stare bene e avere tutto, probabilmente, non dà quella fame necessaria. Io sono presente, vengo qui ogni dieci giorni, altrimenti c’è Justin, in ogni caso abbiamo riunioni tutte le sere con il mister e c’è anche il direttore sportivo”.

A qualche mese di distanza Pagniello ha commentato l’addio di Giovanni Martello, che in estate aveva costruito in poco tempo, con un budget risicato e senza preparazione estiva, una squadra capace di azzerare in fretta la pesante penalizzazione: “Non ci aspettavamo che andasse via Martello. Non volevamo distruggere il gruppo che c’era ma volevamo mettere una nostra persona, esterna e professionale, come Corda, che portasse qualcosa ma che non avesse conflitti con Martello né con il mister, che rispettasse lo spazio di Giovanni e potesse confrontarsi con lui. Ninni ha avuto poi l’opzione Olbia. Da quando è andato via Martello c’è stato però un effetto domino. Il mister Pippo Romano, una grandissima persona e un amico, non era più lo stesso senza di lui, è cambiato tutto l’ambiente. Siamo ripartiti con Parisi, ma poi non se la è sentita e ha fatto un passo indietro. Alessandro resta un uomo della società e sta lavorando con noi. Feola sembrava la persona giusta per questa sfida, è stata una scelta condivisa e non cambierò idea”.





