Nuova Pallacanestro Messina: coach Miguel Ferreyra entra nello staff tecnico

Miguel FerreyraMiguel Ferreyra

La Nuova Pallacanestro Messina ha comunicato l’ingresso nello staff tecnico del coach argentino Miguel Ferreyra. L’allenatore sudamericano, classe 1966, si è formato nel suo paese natio con esperienze anche negli Stati Uniti ed è in Italia per stare vicino ai figli Kiana e Joaquin, la prima nella file dell’Alma Patti, il secondo nelle file della Pallacanestro Messina.

“Ho seguito il corso di allenatore in Argentina nel 1980 – spiega Ferreyra – avendo come compagno la medaglia d’oro olimpica Rubén Magnano (qualche anno fa a Varese), in seguito sono stato convocato nell’U17 argentina che ho lasciato per uno scambio di studio con gli Stati Uniti, lì ho avuto la fortuna di avere come compagno di squadra il figlio dell’allenatore NBA Lenny Wilkens, fatto che mi ha consentito di vivere la stagione 83/84 dei Seattle Supersonics. Al mio ritorno in Argentina ho allenato nel minibasket e nel maschile e nel femminile, circa 7 anni fa il mio carissimo amico Jorge Laguzzi – prosegue Ferreyra – mi chiede di allenare una formazione femminile della mia città (Bolivar), con loro abbiamo vinto tutto: U13, U14, U17, U19 conquistando per tre volte consecutive il titolo provinciale di prima divisione. Ho anche vinto il titolo provinciale nelle selezioni U15 e U17 senza perdere una sola partita, negli ultimi tre anni in tre categorie abbiamo perso solo tre partite.”

Come ha vissuto il passaggio dall’Argentina all’Italia?
“La cordialità e l’affetto che mi circonda mi fa sentire bene, non nego che mi manchino i miei affetti, sono in fase di adattamento e sono molto felice per il trattamento ricevuto da tutti i componenti della squadra, coach Pizzuto, il dirigente Gaetano Migliorato, il presidente Carmelo Caruso e le persone che incontro giorno dopo giorno”.

NPM

Palla a due Nuova Pallacanestro Messina

Qual è la sua filosofia da allenatore?
Domanda difficile, forse posso riassumerla dicendo che voglio che si difenda con molta personalità, sono uno di quelli che credono che in attacco si possa avere una brutta giornata ma se difendo con intensità ho sempre la possibilità di vincere. Mi piace vincere ma quando perdiamo la prendo come una una lezione da imparare per migliorare”.

Che peso ha a suo avviso l’allenatore nell’economia della squadra?
“Penso che l’allenatore col passare del tempo debba essere il “capo” del team ma senza interferire nelle relazioni dei componenti, l’allenatore dovrebbe avere la fermezza mentale, l’integrità e la pazienza che ad altri potrebbero mancare e guidare i propri figli come padre.”

Si occuperà oltre che della prima squadra anche del settore giovanile, che tipo di lavoro svolgerà?
“Sono convinto che i giovani dovrebbero giocare in maniera libera ma con concetti e fondamentali da insegnare allenamento dopo allenamento, non prometto di trasmettere tutto in un mese, ma alla fine del processo di formazione non ho dubbi sul fatto che capiranno come è fatto questo gioco”.

Quali sono i suoi obiettivi stagionali?
I miei obiettivi sono cercare di dare e imparare il molto o il poco che possiamo trasmetterci l’un l’altro, e se questo nell’ambito dello sforzo comune sarà coronato da una promozione sarò molto molto felice”.

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