La Cooperativa Calcio Messina ha ufficializzato in una nota stampa i dialoghi e lo scambio di documenti contabili in corso tra la proprietà dell’Acr Messina e un gruppo imprenditoriale non messinese coinvolto proprio dalla società costituita dal presidente Antonino Indaimo, dal vicepresidente Ezio Sindoni e dal consigliere Luigi Tinuzzo.

Nelle ultime ore è emerso però che vi sono anche altre interlocuzioni in atto. La Doadi Srls, il cui legale rappresentante è Giuseppe Peditto, ha avanzato una proposta d’acquisto indirizzata al Commissario Giudiziale Maria Di Renzo, che l’ha trasmessa all’Acr Messina. La società gestita da Aad Invest Group e Pietro Sciotto ha quindi risposto al potenziale acquirente, chiedendo lumi sulla proposta di gestione del ramo sportivo, l’unica al momento perseguibile – con l’avallo del Tribunale – fino al 10 settembre prossimo, in considerazione della procedura fallimentare in corso.
In una missiva il presidente Stefano Alaimo ha richiesto indicazioni sui programmi sportivi, il budget previsionale dei costi curato da un revisore abilitato, una fideiussione a garanzia e la proposta d’acquisto del 100% delle quote, nel caso in cui il piano di rientro che sarà presentato al Tribunale il prossimo 10 agosto dovesse essere omologato.

Il gruppo Peditto avrebbe già trasmesso quanto richiesto, unitamente alla pre-delibera di due fideiussioni, una da 560mila euro, a copertura dei costi previsti per la stagione 2025/26, e una da 80mila euro, a garanzia del canone di affitto del ramo d’azienda del club. La Doadi ha chiesto una risposta entro tre giorni considerata l’urgenza di costruire da zero una squadra valida, in grado di recuperare sul campo il -14 di penalizzazione. Mentre le altre squadre sono già in ritiro, a Messina si continua infatti a parlare soltanto di trattative societarie, sempre più intricate e che corrono peraltro su binari paralleli.





