Morgia: “Non definiteci una corazzata”. Cavallaro: “Vittoria per società e tifosi”

MorgiaIl tecnico della Nocerina Morgia

Massimo Morgia era stato a Messina da avversario in ben altre occasioni, l’ultima delle quali nel 2001 quando guidava il Savoia. Oggi lo stadio deserto, invece, ha fatto da cornice alla prima sfida in campionato della sua Nocerina: “Il calcio si gioca per la gente. Tutte le leggi fatte per allontanare i tifosi dallo stadio non trovano mai la mia approvazione. Mi dispiace per il Messina, ma anche per i nostri tifosi. Essere in uno stadio così bello ma deserto è proprio deprimente. Spero vengano risolti i problemi, le partite sono belle se c’è una grande cornice di pubblico”. 

“Era una partita che temevamo – aggiunge il tecnico rossonero, passando agli aspetti tecnici – perché il Messina, pur sconfitto alla prima gara, aveva già giocato, mentre noi eravamo all’esordio ed avevo paura dell’impatto. Per fortuna abbiamo fatto gol subito ed abbiamo avuto anche l’opportunità di chiudere la partita. Dobbiamo crescere e migliorare tanto, ma i ragazzi hanno fatto una buona prestazione. Gli anziani hanno fatto giocare i giovani con tranquillità ed abbiamo finito la gara con tantissimi ragazzini. Oggi è iniziato il nostro campionato, le risposte dovremo trovarle domenica dopo domenica”.

Cavallaro

La rete di Cavallaro che ha sbloccato il match

Morgia, però, non vuole sentir parlare della Nocerina come una corazzata. “Non so chi siano le favorite, oggi ho letto che ci definivano come una corazzata. Noi abbiamo detto che vogliamo lottare per vincere il campionato, ma il termine “corazzata” non va a pennello. Siamo tra quelle piazze importanti, come il Messina, dove la gente non consente dei campionati anonimi”. 

Protagonista di giornata l’ex foggiano Giovanni Cavallaro, autore del vantaggio: “Non si può dire che abbiamo vinto facilmente. In questo campionato dovremo avere l’atteggiamento giusto, tenendo bene palla e cercando di imporre il nostro gioco, sia dentro che fuori. Ogni tanto ci concediamo qualche rischio, però fa parte del dna del mister che vuole una squadra di personalità, che tenga il pallino sempre in mano. Andiamo, dunque, per questa strada. Lo stadio vuoto? Qui ho giocato 5 o 6 volte, è molto bello quando viene la gente. Penso anche ai nostri tifosi che sarebbero accorsi in massa. Era importante conquistare questa vittoria, per regalare una grande soddisfazione sia alla società che alla gente che ci ha seguito da Nocera”. 

 

 

 

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