D’Eboli: “Spero che qualcuno salvi il Messina. Non sarebbe una D impossibile”

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Tra gli artefici dell’ultima promozione del Messina, datata 2020/21, c’è sicuramente il direttore sportivo Cocchino D’Eboli, fresco di rinnovo con la Nocerina. A quattro anni di distanza l’Acr risprofonda tra i Dilettanti e l’iscrizione appare peraltro in bilico: “Dopo tanto sudore buttato sono dispiaciuto per la retrocessione, ho sofferto a distanza. Spero nell’intervento di qualche imprenditore locale. A Messina ci sono le potenzialità per fare bene, bisogna cercare di salvare il titolo. Ripartire dall’Eccellenza sarebbe una vergogna. Non esprimo giudizi perché non ho seguito da vicino il passaggio di mano tra il presidente Pietro Sciotto e chi è subentrato”. 

Sabatino e Arcidiacono
Sabatino e Arcidiacono celebrano una rete (foto Giovanni Chillemi)

Dopo quel salto di categoria, i soci minoritari Carmine Del Regno ed Enzo Bove si fecero da parte, peraltro non onorando le somme attese da Sciotto. Fu il preludio ad una delle tante rivoluzioni estive di questi otto anni di gestione: “C’erano ragazzi innamorati del posto, che hanno dato tutto per conquistare la serie C. Abbiamo dato tanto, c’è ancora chi mi fa i complimenti. A Messina sono rimasto legato come a poche piazze. Dispiace non essere rimasto, non certo per volontà mia, dopo che i soci campani si fecero da parte per problemi con le loro aziende. Si fermarono in tempo ma questo passo indietro poi cambiò tutto e appresi della firma con Lo Monaco”. 

Tra Sciotto e D’Eboli uno dei rari binomi che ha funzionato: “Riuscivo a gestire il rapporto con il presidente mostrandomi credibile e portando i risultati. C’era il derby stracittadino con il Fc Messina. È stato un anno stupendo, ringrazio di cuore la tifoseria che mi ha sempre supportato e l’amico Luigi”.

D'Eboli e Manfrellotti
Cocchino D’Eboli celebra la promozione del Messina nel luglio 2021 (foto Nino La Macchia)

Eppure gli ostacoli non mancarono: “L’abbiamo spuntata come gruppo, con lo staff tecnico, intervenendo ogni qualvolta fosse necessario. Dopo la doppia rimonta subita a Marina di Ragusa prendemmo subito Caruso in porta. Si fece male Addessi e ingaggiai Cunzi. Grazie all’eccellente staff medico siamo stati anche bravi a limitare le conseguenze del Covid e dei contagi, che condizionarono altre squadre”.

Cinque anni dopo cosa cambierà in serie D? “Nell’anno della promozione c’era ancora l’obbligo dei quattro under e noi avevamo giovani di qualità, che fecero la differenza. Dopo la pandemia sono stati ridotti a tre. L’anno prossimo bisognerà schierare titolari un 2005, un 2006 e un 2007. Non a caso ho già bloccato alcuni elementi. Avevo altre richieste ma resterò a Nocera, dove ripartirò sempre dai giovani più pronti, che hanno già giocato in D e poi potrebbero avere mercato”.

Sciotto, Del Regno e Bove
Sciotto, Del Regno e Bove. I due soci campani non onorarono gli impegni economici (foto Fabrizio Pernice)

L’Acr partirebbe con l’handicap ma per D’Eboli non sarebbe un ostacolo insormontabile a fronte di un’adeguata pianificazione, di cui oggi non si vede traccia: “Il Messina dovrebbe avere 5 o 6 punti di penalizzazione secondo quanto si è letto. Nel girone non ci sarà più il Siracusa mentre la Nissa è quella che si sta muovendo meglio. Potrebbe essere un girone più abbordabile rispetto all’H, il più difficile dei nove per pressioni ambientali e investimenti, e al G, in cui due anni fa ho perso una finale promozione a venti minuti dalla fine con la Paganese”.

La Nocerina di D’Eboli ha vinto i playoff dopo che il sogno promozione è svanito nel finale: “Eravamo la quarta forza economica dietro Casarano, Virtus Francavilla e Fidelis Andria. Paghiamo i troppi pareggi in casa e un periodo nero. Abbiamo vinto i playoff e ci siamo anche attivati per un eventuale ripescaggio”. 

Cocchino D'Eboli
L’ex responsabile dell’area tecnica del Messina Cocchino D’Eboli (foto Paolo Furrer)

Il Consiglio Federale ha delineato gli scenari relativi alle seconde squadre: “Saremo la terza formazione di D in graduatoria dopo Ravenna e Reggina, che per la verità potremmo anche precedere perché in Calabria adesso hanno una matricola nuova. La squadra di D arriverà dopo l’Inter Under 23 e prima di una retrocessa. Dipenderà molto dalla forza economica di chi si propone”.

Il dirigente campano condivide la proposta di riforma di Luigi Barbiero, che vorrebbe ridurre i gironi e mettere in palio l’ultima promozione fra le otto vincenti dei playoff nei singoli gironi per evitare casi come quello della Reggina, non promossa per un punto nonostante tredici vittorie consecutive: “È un’idea giusta. Noi quest’anno li abbiamo vinti ed eravamo arrivati secondi anche l’anno scorso. Nocera è una piazza importante”. 

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