Messina, un tonfo inatteso. Il derby con il Catania sa di crocevia

Milinkovic cerca lo spunto sulla corsia (foto Giovanni Chillemi)

L’effetto Catanzaro è già svanito. Il Messina ha compiuto un inatteso passo indietro, crollando sotto i colpi di una Paganese tutt’altro che irresistibile. Doveva essere la gara della definitiva svolta, invece a far festa sono stati i tanti ex, su tutti il tecnico Gianluca Grassadonia, affiancato in panchina dal vice Luca Fusco. Dare continuità al successo di sette giorni prima avrebbe consentito di compiere un bel balzo in classifica e consegnato nuova linfa ad un gruppo che aveva mostrato segnali di crescita. I tre punti sono invece finiti nelle tasche degli azzurrostellati che prima del blitz in riva allo Stretto avevano vinto soltanto al “Ceravolo”.

Marruocco tra i pali (foto Giovanni Chillemi)

Marruocco tra i pali (foto Giovanni Chillemi)

La Paganese ha saputo imbrigliare Pozzebon e Milinkovic, mai realmente pericolosi dalle parti di Marruocco se non sui titoli di coda, facendo leva sugli elementi più esperti, da Pestrin a Reginaldo, per gestire la partita a proprio piacimento. Il gol di Deli ha spaccato il match, complice un’altra grave disattenzione della difesa che, orfana di Rea e Palumbo, ha mostrato una volta ancora tutte le sue lacune. I rientri di De Vito e Musacci non sono evidentemente bastati a restituire certezze, mentre Mancini ha sofferto maledettamente raddoppi e chiusure. Arduo, dopo 90 minuti così, trovare qualcuno meritevole della sufficienza. A preoccupare è stata soprattutto la mancanza di reazione, perché anche al cospetto della capolista Foggia, pur non evitando la sconfitta, il Messina era stato in grado di riequilibrare momentaneamente il risultato, giocando con grande personalità. Né i padroni di casa sono riusciti ad approfittare del prevedibile calo fisico della Paganese, partita in ritardo e per questo con vari elementi (tra questi l’ex Maiorano) che nella ripresa sono apparsi in debito d’ossigeno. La trazione anteriore non ha giovato, nemmeno Madonia e Ferri hanno trovato infatti il colpo risolutore.

Gianluca Musacci e Sasà Marra

Gianluca Musacci e Sasà Marra (foto Giovanni Chillemi)

Lo 0-2 di Longo ha anzi fatto anticipatamente calare il sipario sulla sfida, dando il là alla contestazione da parte della tifoseria. La coperta è corta, ma il Messina sconfitto dalla Paganese è apparso troppo brutto per essere vero. Nel post-partita non si è presentato in sala stampa nessun calciatore. E’ toccato a Sasà Marra metterci la faccia, dopo una prestazione tutta da dimenticare. Il tecnico non ha cercato alibi, con l’onestà che lo contraddistingue, annunciando l’immediata ripresa degli allenamenti già al lunedì. Il confronto negli spogliatoi tra società e squadra è avvenuto a caldo e la fiducia nei confronti dello staff tecnico sembra essere stata rinnovata, almeno a tempo, in vista della gara di domenica a Catania che precederà l’altra trasferta in programma a Monopoli. I sette punti in classifica (con il rischio di una penalizzazione) in altrettante giornate non possono lasciare tranquilli. L’esito dei due impegni lontano da casa, a cominciare da un derby che vale doppio, rischia già di dare un’identità ben precisa al campionato del Messina.

The following two tabs change content below.

RESTA SEMPRE AGGIORNATO

MessinaSportiva