Messina, manca la personalità. Il caso Chiaria tra i tanti equivoci

La delusione di Maiorano a fine gara

La delusione di Maiorano a fine gara

Grassadonia l’aveva presentata come la gara più complicata della sua gestione ed il Messina sul campo dell’Arzanese, che per mesi è stato il fanalino di coda del torneo, ha rimediato effettivamente il sesto ko di una stagione fin qui decisamente al di sotto delle aspettative iniziali. Appare lontanissima l’euforia per la promozione in Lega Pro, ottenuta dopo una ricorsa durata cinque anni, e la classifica è davvero impietosa, dopo l’aggancio subito da Aprilia e Martina al terzultimo posto. Il Sorrento rigenerato dagli innesti di mercato e vittorioso contro il Cosenza vice-capolista è peraltro un nuovo avversario nella rincorsa all’ottavo posto, che resta comunque distante cinque punti e quindi ancora a portata di mano.

Neppure il nuovo tecnico (8 punti in sei gare con il trainer salernitano, 14 in quattordici partite per il predecessore Catalano) è riuscito a dare continuità ad una squadra apparsa involuta e priva della sufficiente personalità. Per la prima volta sul banco degli imputati, oltre al mercato estivo, sonoramente bocciato dai risultati del campo (a Frattamaggiore sono scesi in campo dal 1′ ben nove undicesimi – uniche eccezioni Silvestri e Caturano – facenti parte del gruppo che nella passata stagione vinse il torneo di Serie D), finisce anche l’ex bandiera del Cagliari. Al “caso” Chiaria, che di colpo non sembra più rientrare nei piani tecnici, si aggiunge la posizione di Quintoni, escluso dalla lista dei convocati, nonostante avesse mostrato nella prima metà di stagione doti sicuramente più offensive rispetto a Caldore e Bolzan. La società dovrà chiarire se la loro esclusione è definitiva ed eventualmente rimpiazzarli già in settimana.

Corona prova a farsi largo

Corona prova a farsi largo

In Campania il Messina non è stato neppure fortunato, dal momento che ha sprecato varie palle gol prima di subire, su un calcio piazzato che ha beffato anche Lagomarsini, il gol partita di Giannusa. Poi il destino ci ha messo lo zampino, dal momento che i peloritani, dopo avere rinunciato a Corona, rimpiazzato da Buongiorno, hanno perso per infortunio anche Caturano. Con Chiaria come detto ai margini per scelta tecnica, è toccato a Franco dare manforte ad un reparto offensivo inedito e spuntato. Gli schemi su calcio piazzato testati in settimana ma rivelatisi totalmente inefficaci sono la fotografia di un gruppo che non è riuscito a risollevarsi neanche dal punto di vista psicologico. La speranza è che la scossa possa arrivare magari dalla civile contestazione dei sostenitori giallorossi, encomiabili, quasi commoventi, nel loro costante incitamento nonostante una nuova, inattesa, delusione.

Grassadonia in panchina

Grassadonia in panchina

Il tempo per recuperare paradossalmente c’è ancora. Il campionato è caratterizzato dal grande equilibrio e nonostante la penuria di vittorie – appena quattro in venti giornate – il Messina è distante sette lunghezze dal quinto posto. Contro il Castel Rigone, una delle rivelazioni di stagione piombata improvvisamente in una mini-crisi di risultati, ci sarà l’ennesima opportunità di risollevarsi, bissando la precedente affermazione casalinga con il Tuttocuoio. Grassadonia attende qualche rinforzo dal mercato, dal momento che fin qui ha potuto contare soltanto su un paio di innesti (Pepe ieri ha scontato un turno di squalifica e lo stesso era accaduto nelle due settimane precedenti con i neo-innesti Caturano e Franco), e che Ignoffo sarà appiedato dal Giudice Sportivo. Lo staff medico sta valutando invece le condizioni dello sfortunato Caturano, vittima di una distorsione alla caviglia, che lo ha costretto a lasciare anzitempo il campo. L’auspicio è che non siano interessati i legamenti, il che dilaterebbe i tempi di recupero.

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