Martello: “Messina umile e operaio. La salvezza adesso non è più una chimera”

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Il suo passo indietro ha monopolizzato il post-gara e la società non ha respinto le dimissioni, annunciando semplicemente che i passi conseguenti saranno adottati nei prossimi giorni. Il direttore sportivo Giovanni Martello, che lascia il Messina dopo tre mesi in cui è stata portata a compimento una miracolosa rimonta sul campo, ha ovviamente analizzato anche l’ultima vittoria con la Vigor Lamezia, la terza casalinga, che vale il sorpasso sul Paternò.

Giovanni Martello
Il ds del Messina Giovanni Martello (foto Paolo Furrer)

“L’importante era vincere. Da quando abbiamo iniziato in realtà non abbiamo mai avuto alternative e quindi non ci interessa come arrivano i tre punti, se siamo stati belli o brutti e sporchi. Il successo è l’unica cosa che conta e abbiamo visto il solito Messina, operaio, umile, che si sacrifica. L’atteggiamento che ci siamo imposti dall’inizio e che dovrà restare immutato fino alla fine”.

C’è l’orgoglio per avere cancellato il -14 e perfino la permanenza diretta adesso è a portata di mano, con tantissime squadre coinvolte nella bagarre. “Soltanto così si può riuscire in questa impresa che a oggi non è più una chimera. C’è ancora una montagna molto alta da scalare ma il Messina è in piena corsa per ottenere la salvezza e mantenere la categoria. Lo meritano la città, il pubblico, la società e quindi sono certo che continuando così l’obiettivo potrà essere raggiunto”.

Curva Sud
Uno striscione di auguri in Curva Sud (foto Paolo Furrer)

Un’impresa che sembrava impossibile in estate, quando prevalevano scetticismo e rabbia per la gestione Sciotto: “Fa effetto, ricordo il 30 agosto quando mi hanno chiamato per venire qui a Messina che colleghi e amici prendevano per pazzi me e il mister. Noi invece abbiamo sempre avuto la consapevolezza e la lucida follia di potercela fare. Con sacrificio, umiltà e grande abnegazione abbiamo costruito uno spogliatoio con un’alchimia che è difficile trovare”.

Martello sembra già tracciare la strada al suo successore: “Questa penso è la base per potere lavorare, pensare sempre di potercela fare e noi dal primo giorno non abbiamo mai avuto alcun tentennamento, non abbiamo mai smesso di crederci. Abbiamo lavorato per gradi, abbiamo tolto la penalizzazione, abbiamo iniziato a fare punti, lasciato l’ultimo posto. Siamo a sei punti dal potere uscire dalla zona play-out e sul campo 24 punti sono tanta roba, saremmo a ridosso dei play-off”. 

Roseti
Il Messina celebra la rete (foto Paolo Furrer)

Per la terza volta Roseti ha realizzato una rete da tre punti ma Martello tiene a evidenziare il rendimento di tutto il gruppo, numericamente ristretto, che è andato al di là dei propri limiti: “È un gruppo omogeneo e coeso. Roseti e Touré hanno garantito reti importanti ma a noi interessa poco chi segna, non è questo il problema. Forse non vi siete accorti che il Messina ha giocato con quattro under in campo e questo la dice lunga sulla bontà del lavoro fatto, sul gruppo che abbiamo messo su, in cui tutti si sentono partecipi e orgogliosi di fare parte di questa grande famiglia”.

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