Lo Monaco: “Ceduti solo tre titolari. Consapevoli di dovere soffrire”

Pietro Lo MonacoArgurio: "Stimo il direttore Lo Monaco"

La sala stampa dello stadio San Filippo ospita la conferenza del presidente del Messina Pietro Lo Monaco, che ha esordito subito con una battuta sugli elevati costi di gestione dell’impianto, punzecchiando il sindaco Renato Accorinti e la sua Amministrazione: 3.000 € di affitto a partita non li pagano neppure a San Siro. E’ una barzelletta apprendere che vengono richieste tariffe inferiori agli incassi. La situazione delle strutture è davvero paradossale. Noi li sfruttiamo grazie ad un comodato d’uso che non è mai stato firmato”.

Lo Monaco nella sala stampa del San Filippo

Lo Monaco nella sala stampa del San Filippo

Subito dopo un’ampia analisi del mercato: “Anche domenica scorsa avevamo gli uomini contati, ma ci siamo ben disimpegnati comunque. E’ normale che vi siano dei momenti in questo mese di calciomercato in cui vi sia una rosa più ristretta. Abbiamo dovuto procedere ad uno smaltimento dei ranghi. Abbiamo dato via soprattutto gente che non ha mai giocato o ha giocato poco e non ha potuto quindi dare il suo apporto. E’ il caso di Stampa, Paez, Gaeta, De Bode e Lagomarsini. Dei giocatori cosiddetti titolari abbiamo dato via soltanto Bjelanovic, che ha potuto peraltro incidere poco, Vincenzo Pepe, che ha giocato tantissimo ma non ha mostrato mai fino in fondo le sue qualità dopo avere vinto il campionato con la Pro Vercelli, e Bucolo: una partenza imprevista, voluta dal calciatore. E’ stato subito tesserato da un’altra società. Non credo contino gli aspetti tecnici nè una panchina può giustificare questa. Evidentemente ha avuto un’offerta più vantaggiosa che ha preferito. E poi contano poco i saluti sui social network, sui quali si parla di attaccamento alla maglia e quant’altro, ma la realtà che in molti pensano soltanto al loro tornaconto. Abbiamo acquistato un secondo portiere e due elementi di grande qualità come Ciciretti e Mancini. Opereremo altri acquisti, finalizzati al mantenimento della categoria”.

Il patron dell'ACR Lo Monaco nel corso della presentazione estiva della squadra al Monte di Pietà

Il patron dell’ACR Lo Monaco nel corso della presentazione estiva della squadra al Monte di Pietà

Ovvio poi un riferimento al derby dello Stretto: “Dovremo soffrire, perché tante dirette concorrenti si sono rinforzate a dovere. Anche la Reggina non vuole recitare il ruolo di vittima sacrificale. Per la gente è la partita dell’anno, ma in realtà la permanenza dovremo poi ottenerla anche nelle gare successive. Loro vengono da tre risultati utili consecutivi e venderanno cara la pelle. Il derby sfugge a qualsiasi logica e quindi conterà tantissimo il piglio e la voglia delle due squadre. Paradossalmente dal punto di vista psicologico loro stanno forse anche meglio. Per noi comunque i tre punti sono importantissimi, perché poi affronteremo quattro-cinque gare proibitive. La classifica tra un mese potrebbe essere poco esaltante ma i conti si fanno alla fine, quando i cavalli raggiungeranno il traguardo. D’altronde stiamo rispettando le attese, non avevamo fatto alcun proclama. Sicuramente ci saremmo aspettati qualche punto in più, anche perché ne abbiamo persi almeno sei nei minuti conclusivi”. 

Il patron del Messina sugli spalti del San Filippo

Il patron del Messina sugli spalti del San Filippo

Come tradizione, un riferimento alle difficoltà legate al mantenimento della società in Lega Pro: “Sembra quasi che lottiamo per tenere a dispetto della città la squadra tra i professionisti. Ma mantenere una struttura che tra prima squadra, dipendenti, settore giovanile conta quasi 300 dipendenti non è affatto semplice. Proveremo ad uscire fuori dalla zona play-out, consapevoli che si dovrà soffrire. Abbiamo continuato nonostante il dimezzamento degli abbonamenti in Seconda Divisione rispetto all’annata in D. Tornando indietro non lo riacquisterei il Messina. Siamo parimenti consapevoli che la città è alla canna del gas. E a mio avviso è colpa della classe politica che l’ha governata, ma anche della sua gente, che non la difende a dovere. Se l’ambiente non è in grado di mantenere questo patrimonio alla fine il gioco è destinato a concludersi. Una sola persona non può farcela da sola”.

Il patron dell'ACR Messina Pietro Lo Monaco

Il patron dell’ACR Messina Pietro Lo Monaco

I dati della prevendita, decisamente lusinghieri (3.613 i tagliandi acquistati dai messinesi, ai quali vanno aggiunti i 533 andati ai sostenitori reggini), non esaltano Lo Monaco, tutt’altro: “Non capisco perché in questa partita si potrebbero raggiungere le 5.000 unità sugli spalti mentre nel resto dell’anno non abbiamo potuto contare sullo stesso seguito. L’ultimo incasso, pari a 2.400 €, è inaccettabile, così come non digerisco i dati consistenti di ascolto su Sportube, mentre lo stadio resta semi-vuoto. Quest’anno non saranno peraltro garantiti introiti alle società da queste dirette sul web ed anche i contributi attesi dalla Lega quest’anno sono destinati a ridursi. Apprezzamento lo rivolgiamo soltanto nei confronti di chi c’è sempre stato”. 

Il massimo dirigente ha poi difeso la qualità dell’organico allestito in estate: “Questa squadra non è scarsa, è scarso chi lo dice. E’ stata costruita di concerto con il direttore sportivo e con l’avallo dell’allenatore, che ad esempio ha sponsorizzato i nomi di Nigro, Vincenzo Pepe, Bjelanovic ed Altobello. Crediamo comunque in Grassadonia“.

Una battuta anche sul Catania, squadra alla quale il nome di Lo Monaco viene regolarmente affiancato: “Con quell’organico non credo che retrocederanno e quindi le nostre strade non si incroceranno, neppure da avversari, neanche nella prossima stagione”.

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