L’Acr Messina è impegnato nella redazione del piano di ristrutturazione della crisi ed è finito al centro di una querelle legale con la Società Cooperativa Calcio Messina, che ha richiesto la registrazione del suo marchio. Nelle prossime ore si attende una replica alla diffida inviata dai legali del club peloritano, Giuseppe Cicciari e Gianpiero Picciolo.

Nel frattempo si avvicina la scadenza del 10 luglio e non è chiaro se stipendi e contributi arretrati dei mesi compresi tra novembre 2024 e maggio 2025 verranno versati in tempo. La somma necessaria è ingente e per evitare la liquidazione giudiziale Aad Invest Group, o più probabilmente il socio di minoranza Pietro Sciotto, dovranno attivarsi nell’arco delle prossime due settimane. Non si hanno più riscontri su un possibile aiuto esterno, che sarebbe legato all’intervento di uno dei potenziali acquirenti affacciatisi nei mesi scorsi al capezzale del club.
Il Sant’Agata, destinato a cambiare sede e denominazione in “1947 Messina Asd”, prosegue le riunioni operative finalizzate alla composizione del nuovo organigramma, entrate nel vivo dopo il rientro in Italia di Sosa. Priorità alla scelta di direttore generale e direttore sportivo, che individuerà anche il nuovo tecnico. Già scelta la sede del ritiro, che sarà Zafferana Etnea, proprio dove aveva preparato l’ultimo torneo di Lega Pro l’Acr.

Gli ex tesserati hanno ricevuto parte degli stipendi maturati nel corso dell’ultima stagione. Al netto delle perplessità sull’operazione, è una pratica abbastanza comune in serie D, dove perfino i club di vertice non hanno ancora saldato tutti gli arretrati. Il Paternò dovrebbe sanare in tempo le ultime pendenze mentre è sotto osservazione il futuro del Ragusa, anche nell’ottica di una complicata riammissione in D del fu Sant’Agata. Il presidente Maximiliano Sosa e il socio Ariel Oyeda dovrebbero presto presentare i loro obiettivi alla città e alle Istituzioni.
Palazzo Zanca ha avuto intanto delle interlocuzioni con la proprietà dell’Usd Messana 1966, che ha anche incontrato i rappresentanti della Cooperativa. Il club peloritano, alla seconda promozione in tre stagioni, si è detto pronto a mettersi a disposizione della città. La priorità dopo il ritorno in Eccellenza era quella di allestire una rosa in grado di lottare per la medio-alta classifica, dopo la salvezza sfuggita poco più di un anno fa nello sfortunato playout con la Leonzio dopo un girone di andata deludente e la lunga rincorsa nel ritorno.

Dopo un’esaltante cavalcata che ha portato alla doppietta campionato-Coppa Italia, per “alzare l’asticella”, riutilizzando una frase contestata all’ex tecnico Acr Giacomo Modica, si valutano varie strade, al centro di riunioni operative negli ultimi giorni.
Se non si rivelerà praticabile un maggiore impegno da parte degli attuali componenti del cda, si cercherà di completare l’individuazione di forze fresche, rappresentate da potenziali sponsor o da nuovi soci disposti ad affiancare gli attuali finanziatori. Un po’ come sta facendo l’Igea Virtus in serie D, che dopo mesi di appelli inascoltati e timori di un disimpegno ha finalmente individuato nuovi investitori, che hanno convinto la proprietà a trasformare il club da una ASD ad una SSD.

A meno di risvolti clamorosi per il momento non dovrebbe cambiare denominazione anche la Messana ma una scelta definitiva potrà essere adottata soltanto nei prossimi giorni, a ridosso delle scadenze. Si attendono l’esito del conclave e un’eventuale fumata bianca. Anche se il rischio sempre più concreto è quello di doversi abituare alla coabitazione tra più Papi. Messina dopo l’ennesima fragorosa caduta negli Inferi si riscopre infatti divisa tra più sigle agli albori di nuova ripartenza dal basso. Serviranno equilibrio, umiltà e pazienza, doti mancate negli ultimi anni a tanti protagonisti, stampa compresa.





