Interrotto il lunghissimo digiuno casalingo. Adesso la C unica non è più un’utopia

L'esultanza a fine gara (foto Paolo Furrer)
L'esultanza a fine gara (foto Paolo Furrer)

L’esultanza a fine gara (foto Paolo Furrer)

Dopo quattro mesi il Messina è tornato al successo al San Filippo, sfatando quello che era incredibilmente diventato un vero e proprio tabù. Inspiegabile per una formazione che nel precedente biennio, nel proprio impianto, aveva concesso soltanto le briciole agli avversari. Determinante una rete in avvio di gara realizzata da Giorgio Corona, sempre più capocannoniere di squadra con sei reti ma soprattutto leader incontrastato, con una grinta ed una verve quasi commoventi per un quarantenne che rappresenta un “fuori-quota” di lusso in un campionato condizionato dalle contestate regole sugli under. Tra le note positive l’apporto del neo-acquisto Pepe, che ha ridato solidità ad un reparto che poteva già contare sull’esperto Ignoffo e sulla rivelazione Silvestri.

La Curva Sud (foto Paolo Furrer)

La Curva Sud (foto Paolo Furrer)

L’1-0 con il Tuttocuoio consente ai peloritani di scavalcare i toscani e compiere un importante passo in avanti in classifica, dal momento che l’ottavo posto che vale l’accesso diretto alla prossima serie C unica è distante adesso appena quattro lunghezze. Il Messina, dopo un lungo inseguimento, ha peraltro agganciato la zona play-off, che mette in palio una nona promozione nei play-off. Affiancato il Chieti, un avversario che nel girone di ritorno sarà di scena al San Filippo, resta alle spalle anche l’Aprilia, formazione che al pari del Gavorrano sembra in crisi irreversibile e potrebbe dire presto addio al sogno promozione. Anche laziali e toscani dovranno peraltro affrontare il Messina in trasferta nelle prossime settimane.

Una fase del riscaldamento pre-partita (foto Paolo Furrer)

Una fase del riscaldamento pre-partita (foto Paolo Furrer)

Al ritrovato cinismo smarrito in precedenza si aggiunge comunque la consapevolezza che c’è ancora molto da lavorare, anche se con la fiducia trasmessa dai tre punti in più in saccoccia tutto sarà più semplice. Nonostante un secondo tempo disputato in superiorità numerica, per via dell’espulsione dell’ingenuo Giannattasio, la formazione allenata da Grassadonia ha sofferto fino al termine e ha potuto celebrare la quarta affermazione stagionale soltanto alla conclusione del recupero. Non ha convinto neppure la gestione del “caso” Chiaria, messo da parte nel pre-Ischia e ripescato in fretta e furia in vista del match con il Tuttocuoio per via della squalifica di Caturano. L’attaccante milanese non sembra certo peraltro uno dei principali artefici del girone di andata da horror del Messina.

Il difensore Enrico Pepe in azione (foto Paolo Furrer)

Il difensore Enrico Pepe in azione (foto Paolo Furrer)

In una giornata in cui emerge che l’Ischia, nonostante la crisi societaria, ed il Sorrento ed il Martina, che hanno deciso di ricorrere al mercato per tentare il tutto per tutto, potrebbero essere rivali insidiose nella lotta alla conquista di una delle prime otto posizioni. Il Messina si è però ripreso due punti che in passato il destino gli aveva sottratto. La dimostrazione anche l’annullamento della rete di Colombo, che era invece regolare ed avrebbe potuto consentire al Tuttocuoio di allungare la lista di formazioni uscite indenni dal San Filippo. I peloritani hanno trovato evidentemente un talismano porta-fortuna nel cappotto di Grassadonia che nel post-gara non a caso ha evocato il collega Ulivieri. Domenica è in programma la trasferta sul campo dell’Arzanese, penultima in graduatoria ma a differenza di tante altre pericolanti ancora in salute nonostante un pesantissimo -12 dall’ottavo posto che rende unico obiettivo realisticamente alla portata gli spareggi post-season. Per i giallorossi un autentico match-ball che potrebbe segnare la definitiva consacrazione di un gruppo che sembra essersi lasciato alle spalle ancora soltanto una parte delle proprie paure.

Commenta su Facebook

commenti