Inchiesta sul calcioscommesse: trenta indagati. Spuntano quattro nomi nuovi

Acampora firma l'autogol

Svolta nell’inchiesta sul Calcioscommesse aperta dal sostituto procuratore di Messina Francesco Massara nel marzo scorso. La Gazzetta del Sud oggi in edicola, in un articolo a firma di Nuccio Anselmo, rivela che sono trenta gli indagati tra professionisti, giocatori e allenatori (sia in attività che ex) e scommettitori illegali. Al centro, secondo la Procura, c’è Arturo Di Napoli, all’epoca dei fatti allenatore del Messina. Ed è proprio “Re Artù” il nome in codice dato all’inchiesta che pare giunta alla conclusione, dopo le perquisizioni ed i sequestri eseguiti dalla Finanza.

Arturo Di Napoli

Arturo Di Napoli sconsolato davanti alla sua panchina

Quattro i nuovi nomi: l’ex vice presidente dell’Acr Messina Pietro Gugliotta, gli allenatori Gianluca Grassadonia e Raffaele Di Napoli, oggi rispettivamente alla guida di Pro Vercelli e Akragas e poi l’ex centrocampista Carmine Giorgione, in forza all’Albinoleffe. Sono almeno quattro le partite sospette giocate dal Messina nel campionato di Lega Pro 2015-16, finite nel mirino degli inquirenti.

Tra queste il 2-2 tra i giallorossi e la Paganese di Grassadonia del 14 febbraio 2016. Al “Franco Scoglio” finì con l’autogol del campano Acampora che portò al pari. Ad aumentare le perplessità, alla vigilia del match, c’era stato il flusso anomalo delle scommesse sulla combinazione 2-X, poi effettivamente verificatasi sul campo. Contestate a vario titolo l’associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, la truffa e l’alterazione dei risultati sportivi.

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