Il destino del Messina passa ancora una volta da uno spareggio playout. Dal drammatico epilogo del derby con la Reggina del 2015 alla salvezza contro la Gelbison due stagioni fa, con Ragusa a scongiurare in extremis il baratro e beffare i campani che avevano interpretato meglio la doppia sfida.

“Saranno 180 minuti di passione” ha ammesso il tecnico giallorosso Antonio Gatto, consapevole come i suoi ragazzi che il recente blitz allo “Zaccheria” non conta più. La necessità di mantenere la categoria ha rimpattato l’ambiente e i pugliesi si presenteranno al “Franco Scoglio” con un nuovo allenatore, il foggiano doc Antonio Gentile, e la consapevolezza di potere contare sul vantaggio del ritorno in casa e del doppio risultato a disposizione.
Il Messina sulla carta arriva meglio alla sfida, dopo avere conquistato quattro vittorie in cinque giornate, completando una rimonta disperata, dopo il -13 indotto da penalizzazione ed esclusione di Taranto e Turris, contro cui aveva vinto tre gare sul campo. Ma come detto l’inerzia conta poco se non verrà confermata sul campo. Quasi obbligatorio vincere, considerato che poi allo “Zaccheria” ci sarà un clima infuocato e senza il pubblico al seguito.

Ma Gatto ha parlato di “equilibrio”, dal momento che cuore, garra e tattica non bastano da soli. Si dovrà attaccare ma senza esporsi anche se fare calcoli potrebbe essere un’arma a doppio taglio. Il Messina dovrebbe ripartire dalle sue certezze, in ogni reparto. Tra i pali Krapikas, in difesa Gelli, che pure in settimana ha avuto qualche lieve acciacco. Fondamentale sarà l’apporto di Crimi, Buchel, Petrucci – che indosserà una maschera protettiva dopo l’infortunio al setto nasale – e dell’ispiratissimo Garofalo, che da esterno destro ha offerto assist al bacio.
Lia ha recuperato (al pari di Dell’Aquila) e giostrerà sulla corsia destra. L’unico vero rebus sembra legato all’esterno sinistro. Con Gyamfi e Ingrosso in dubbio si dovrà optare per un esterno di ruolo come l’albanese Haveri o sul nuovo dirottamento di Dumbravanu sulla fascia. In tal caso il secondo centrale sarà l’esperto Marino. In avanti inevitabile riaffidarsi a Tordini, che continua a crescere come ha dimostrato anche il gol alla Juventus Next Gen, e soprattutto a Luciani.

La punta laziale, reduce da ben dieci gol in appena sette gare, sta finalmente ripagando un club che da due anni crede in lui, lasciandosi alle spalle la sfortuna degli infortuni che lo hanno limitato per troppo tempo. Da gennaio in poi il Messina ha quasi sempre risposto presente a dispetto della latitanza societaria. Proprietà e dirigenza assenti, nessun credibile spiraglio è più arrivato da Istituzioni e imprenditoria locale. Aspetti sconfortanti in ottica iscrizione ma per otto giorni la priorità resterà unicamente il campo.
Il gruppo ricostruito dal ds Roma, plasmato da Banchieri prima e Gatto poi, ha dimostrato di potersela giocare a viso aperto, a dispetto di tutto e tutti. Bisognerà ripartire da questo, al netto del peso elevatissimo della posta in palio. In casa Foggia tra i pali ci sarà Perina, anche perché De Lucia è squalificato come Camigliano. In difesa il terzetto Salines, Dutu (in ballottaggio con Marzupio) e Parodi. Centrocampo a cinque con Silvestro e Felicioli esterni, Tascone, Da Riva (l’alternativa è Pazienza) e Gala in mezzo.

In avanti potrebbero giostrare gli ex Emmausso e Zunno, anche se il secondo è insidiato sia da Orlando che da Sarr, che garantirebbe più centimetri. I pugliesi dovranno confermare i timidi progressi di Picerno per sfruttare il miglior posizionamento in classifica. Il Messina proverà invece a sovvertire gli equilibri per raddrizzare definitivamente una delle annate più tormentate. Anche perché salutare la C potrebbe aprire scenari ancora peggiori, che i 7mila del “Franco Scoglio” non vogliono nemmeno prendere in considerazione.
Le probabili formazioni. Messina (4-3-1-2): Krapikas; Lia, Marino (Haveri), Gelli, Dumbravanu; Garofalo, Buchel, Crimi; Petrucci; Tordini, Luciani. Foggia (3-5-2): Perina; Salines, Dutu, Parodi; Silvestro, Tascone, Da Riva, Gala, Felicioli; Emmausso, Orlando.





