Il Melfi passa 4-3, il Messina trema. Ora si complica il discorso salvezza

Gli ospiti sfruttano una giornata no dei peloritani e riaprono il discorso salvezza. Nel primo tempo Marano e Laezza in rete su due disattenzioni difensive dei locali. Nella ripresa a segno anche l’ex De Vena e Foggia in contropiede. Giallorossi condannati dalle assenze chiave di De Vito e Anastasi e dall’infortunio di Palumbo, servono a poco i gol di Madonia, Marseglia e Musacci. 

Musacci

Musacci opera una rimessa laterale (foto Vincenzo Nicita Mauro)

Il pre-partita. Al “Franco Scoglio” va in scena un autentico spareggio salvezza. Il Messina di fronte al suo pubblico ha conquistato sei vittorie e un pareggio nelle ultime otto uscite. Il Melfi ha vanificato i tre successi consecutivi con Catania, Catanzaro e Francavilla con i pesanti ko contro Reggina e Vibonese e in riva allo Stretto si gioca le residue chances di permanenza. Lucarelli deve rinunciare allo squalificato De Vito e agli infortunati Anastasi, Plasmati e Bencivenga, che si accomodano in tribuna. Anche i lucani sono privi di tre titolari: Bruno, De Giosa e Gammone. Peloritani in campo con il 3-5-2.

La cronaca. Al 3’ il primo tentativo degli ospiti, con Esposito: Berardi blocca agevolmente a terra. All’8’ ci prova anche Vicente dalla lunga distanza: pallone alto sulla traversa. Tanta buona volontà da parte dei padroni di casa, che in questa fase peccano però in fase di finalizzazione. Al 16’ è invece Foggia a fallire il tap-in al volo sul traversone di Marano.

calcio

Giornata no per il portiere Alessandro Berardi (foto Vincenzo Nicita Mauro)

Il primo tiro nello specchio per i peloritani è invece di Da Silva al 23’, nessun patema per Gragnaniello. Tre minuti dopo si spegne ampiamente a lato la ciabattata di Milinkovic dal limite: il match insomma non decolla. Se non altro il Messina alza il baricentro, come dimostrano i tentativi in successione da fuori di Foresta e Musacci. Al 33’ Palumbo cade male ed è costretto a lasciare il campo in barella: va dentro Marseglia, considerate le condizioni non ottimali di Rea. Cambia anche il modulo, con l’ACR che passa dal 3-5-2 al 4-3-1-2. Al 36’ passano gli ospiti: sugli sviluppi di un corner, un rimpallo favorisce Marano, che deve solo spingere il pallone in rete a pochi metri dalla linea di porta. Gelato il “Franco Scoglio”. La scena si ripete quattro minuti dopo: sempre su un angolo dalla sinistra, il pallone viene spizzato sul secondo palo dove Laezza deve soltanto trafiggere Berardi. Micidiale uno-due con la panchina gialloverde che può far festa. Il Messina non riesce a reagire né a rendersi insidioso. Squadre al riposo sullo 0-2. Alle già pesantissime assenze di De Vito e Anastasi si è aggiunta la grave defezione di Palumbo.

Da Silva

La progressione di Da Silva (foto Vincenzo Nicita Mauro)

In avvio di ripresa i biancoscudati sembrano almeno mostrare un altro piglio: al 3’ termina alto sulla traversa il colpo di testa di Foresta. Sul fronte opposto non punge Foggia. Lucarelli prova a pescare qualche contromisura dalla panchina: Ciccone prende il posto di Sanseverino. L’attesa inversione di tendenza però non arriva. Ed anzi al 15′ il Messina paga amaramente in contropiede lo sbilanciamento in avanti: è l’ex De Vena a sfruttare nel migliore dei modi un’uscita a farfalle di Berardi: 0-3 e tre punti che sembrano in cassaforte per gli ospiti. Al 19′ il sussulto d’orgoglio dei padroni di casa, con Madonia che sfrutta al meglio l’assist in profondità di Milinkovic e batte Gragnaniello in uscita: match di nuovo in discussione. Due minuti dopo i peloritani, ravvivati anche dalla verve di Ferri, potrebbero davvero riaprire la gara con la girata al volo di Musacci sul traversone da destra di Grifoni: l’estremo difensore ospite blocca in due tempi. Al 29′ si chiudono i giochi: Milinkovic perde banalmente palla nella trequarti avversaria e sulla ripartenza arriva il gol della staffa, con Foggia che deve soltanto battere Berardi in uscita. Lucarelli è furibondo e manda platealmente a quel paese l’esterno franco-serbo, che pecca ancora una volta di individualismo.

Sanseverino

Sanseverino opera un traversone (foto Vincenzo Nicita Mauro)

Dopo un colpo di testa di Maccarrone sugli sviluppi dell’ennesimo corner, al 37′ Marseglia vince un duello in area e buca di nuovo la non irresistibile retroguardia lucana. Un minuto dopo Ferri potrebbe siglare addirittura il 3-4 ma Gragnaniello si salva in corner. Al 90′ bel tentativo dal limite di Milinkovic, Gragnaniello alza sulla traversa. A trenta secondi dal termine arriva anche il gol di Musacci, che alimenta i rimpianti. La Curva Sud comprende la gravità del momento e contesta sonoramente la squadra all’uscita dal campo, anche perché il successo in extremis del Monopoli a Taranto vale i play-out virtuali per i peloritani.

Il tabellino. Messina – Melfi 3-4 
Marcatori: al 35’ pt Marano (ML), al 39’ pt Laezza (ML), al 15′ st De Vena (ML), al 19′ st Madonia (MS), al 29′ st Foggia (ML), al 37′ st Marseglia (MS), al 49′ st Musacci (MS).
Messina (3-5-2): Berardi; Bruno, Maccarrone, Palumbo (34’ pt Marseglia); Sanseverino (5’ st Ciccone), Foresta (20′ st Ferri), Musacci (K), Da Silva, Grifoni; Milinkovic, Madonia (VK). In panchina: Benfatta, Russo, Ansalone, Rea, Akrapovic, Capua, Mancini, Rota, Ventola. Allenatore: Cristiano Lucarelli.

Gragnaniello

Gragnaniello blocca la sfera a terra (foto Vincenzo Nicita Mauro)

Melfi (3-4-1-2): Gragnaniello; Grea (8′ st Libutti), Laezza (K), Romeo (VK); Obeng, Esposito, Vicente. Lodesani; Marano (26′ st Demontis); Foggia, De Vena (40′ st Mangiacasale). In panchina: Gava, Viola, Battaglia, Ferraro, De Angelis, Pandolfi. Allenatore: Andrea Destino (Aimo Diana squalificato).
Arbitro: Davide Andreini di Forlì. Assistenti: Pietro Guglielmi e Daniele Colizzi di Albano Laziale.
Note – Ammoniti: all’11’ pt Grea (ML), al 46’ pt Milinkovic (MS), al 40′ st Grifoni (MS) e De Vena (ML). Corner: 12-2. Recupero: 2’ pt e 4′ st. Spettatori: 1.500 circa.

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