Il calcio e la pandemia: la Figc ha perso 245mila tesserati, il 23% del totale

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“Il calcio fa bene al Paese, dobbiamo iniziare a usare un concetto nuovo nel nostro mondo senza pensare ai posizionamenti sul mercato del nostro Pil ma valorizzando sempre di più il Bil, cioè il nostro Benessere interno lordo. Perché il calcio rappresenta un vero e proprio benessere per le comunità di riferimento”. Così Gabriele Gravina, presidente federale, ha presentato il bilancio integrato 2020 della Figc.

Gabriele Gravina

Il presidente della Figc Gabriele Gravina in conferenza stampa (foto Ansa)

L’emergenza Covid è stata devastante. Con la chiusura degli impianti il calcio professionistico italiano ha visto la fuga di oltre 22,1 milioni di spettatori nel 2019-20 e nel 2020-21, mentre tra il 30 giugno 2019 e il 15 marzo 2021 la Figc ha perso oltre il 23% dei propri calciatori tesserati, cioè quasi 245mila giocatori. Nelle due stagioni considerate, inoltre, il calcio professionistico ha subito un impatto netto della pandemia stimabile in oltre 1,1 miliardi.

L’Europeo, però, ha rappresentato un’occasione di rilancio. Grazie alle partite giocate all’Olimpico di Roma, si è generato un incremento di circa 168,8 milioni di euro (+0,08% sul Pil regionale). L’evento, nello specifico, ha prodotto un volume netto aggiuntivo di 117.150 mesi di lavoro, l’equivalente di 9.762 posti annuali a tempo pieno.

Figc

Il look della sede della Figc a Roma dopo la vittoria dell’Europeo

Inoltre, la vittoria dell’Italia ha contribuito a incrementare la reputazione internazionale del sistema Paese, che nel semestre febbraio-luglio 2021 ha avuto una crescita del 21,3% rispetto al semestre precedente. Festeggia anche la Figc: incassati 28,2 milioni grazie al trionfo continentale, per un incremento dei ricavi stimabile in circa 36 milioni, compresi gli accordi commerciali.