Dal “Messina Day” all’ennesima estate calda: il pallone rischia di sgonfiarsi

San Filippo stracolmo di tifosi per il "Messina Day"

San Filippo stracolmo di tifosi per il “Messina Day”

La nuova stagione del Messina sembrava aprirsi nel migliore dei modi. Lo scorso 25 maggio infatti si è chiusa idealmente un’altra annata trionfale sul piano dei risultati e ci si era proiettati di slancio al prossimo campionato con il riuscito “Messina Day”, che l’ex dg Paolo Giuliano ai nostri microfoni ha definito “un evento degno della Premier League”. Un bagno di folla, che ha coinvolto tante famiglie ed il consueto zoccolo duro dei tifosi, gli unici ad aver vissuto davvero il decennio tra i Dilettanti che ha inframezzato le vertiginose cadute e le irresistibili ascese di una squadra capace di passare dal settimo posto nell’Olimpo del calcio al rischio concreto di una scomparsa, poi scongiurata dal contributo (e dalle collette) dei più appassionati.

Sulle vicissitudini pallonare dello Stretto si potrebbe scrivere qualche libro o forse un’enciclopedia. E nessuno si aspettava che un nuovo volume sarebbe stato abbozzato nell’estate del 2014, con sullo sfondo due concerti programmati tra tredici mesi. Giova ripercorrere le tappe di un mese di giugno che ha raffreddato di colpo l’entusiasmo. Non hanno un seguito il centinaio di abbonamenti e prenotazioni raccolti in occasione del “Messina Day”. Le tessere – non vi sono dati ufficiali – non avrebbero ancora raggiunto quota 400, con la soglia dei 3.000 ottimisticamente indicata da Lo Monaco che resta quindi lontana. Nessuna ufficializzazione di mercato né sul ritiro pre-campionato, con la località pugliese di Corato preferita infine a Castel di Sangro e Lorica.

De Vena e Guerriera celebrano il blitz di Lamezia

De Vena e Guerriera celebrano il fondamentale blitz di Lamezia

Dopo la dolorosa perdita di Costa Ferreira, volato in B con l’Entella, il Messina rinuncia senza colpo ferire agli elementi giunti in prestito nel gennaio precedente, da Pagliaroli a Caturano, da Zaine a De Vena, che pure nella conferenza stampa di presentazione sei mesi prima si era detto ansioso di “segnare un gol nel prossimo derby con la Reggina. Ben prima del manifestarsi della grana “concerti” non vengono ufficializzati rinnovi che sembravano scontati: alcuni protagonisti dell’ultimo biennio, come Ignoffo e Maiorano, si accasano a Benevento e Catanzaro, mentre D’Aiello, Squillace e Bernardo, tutti in scadenza, potrebbero imitarli presto.

Appena quattro gli elementi ufficialmente sotto contratto: Lagomarsini, Pepe, Silvestri e De Bode, con gli ultimi due peraltro possibili partenti. Lo rivela a MessinaSportiva il riconfermato tecnico Grassadonia, che pure chiede a gran voce una rosa definita all’80% in vista della preparazione, per evitare la delicata esperienza del suo predecessore Catalano, che nel girone di andata dell’ultimo torneo pagò anche qualche esperimento di troppo (ricordate Piovi, Scoponi e Guilana?), poi di fatto bocciato dalla rivoluzione del mercato invernale.

Tifosi festanti alla Caronte per il successo che vale l'ipoteca sulla C unica

Tifosi festanti alla Caronte per il successo che vale l’ipoteca sulla C unica

I contatti e le referenze di Pietro Lo Monaco fugano per la verità ogni possibile timore e la tifoseria confida sulla sua possibilità di ridisegnare un’intera rosa in pochi giorni, come è avvenuto proprio a gennaio, quando la penultima della classe è stata puntellata a dovere e si è trasformata in una notte da brutto anatroccolo a reginetta, ammirata peraltro sui tanti campi dove il lavoro del rinnovato staff tecnico ha garantito geometrie da applausi. In tal senso è doveroso ricordare che lo scorso 2 novembre, alla vigilia della sfida con il Cosenza, avvantaggiato di dodici punti in classifica, il patron annunciò: “Vedrete che a fine anno gli arriveremo davanti”. Una “profezia” che si è avverata sei mesi dopo, il 4 maggio, proprio all’ultima giornata!

A fare arretrare soltanto sullo sfondo i primi colpi di calciomercato ci pensa poi una delibera della Giunta Comunale. Emerge così all’improvviso che otto mesi prima la “Musica da bere” aveva richiesto la disponibilità per due grandi concerti del San Filippo, nel quale l’Amministrazione ha avviato a distanza di tre anni dalla frana che devastò il muro che sovrasta la Tribuna Nord gli interventi necessari a riottenere finalmente la capienza originaria di 42.000 posti, limitata attualmente a quota 6.900. Il placet di Palazzo Zanca arriva per uno scherzo del destino e per obblighi di prevendita (che deve partire a settembre) il giorno successivo ad uno dei tanti incontri tra l’Amministrazione e Lo Monaco.

Lo striscione simbolo dell'annata che vale il secondo salto di categoria consecutivo

Lo striscione simbolo dell’annata che vale il secondo salto di categoria consecutivo

A portare in riva allo Stretto nell’estate del 2015 Vasco Rossi e Jovanotti sarà Carmelo Costa, un big dello spettacolo italiano (con 5.500 concerti all’attivo in 39 anni di carriera) con l’ausilio del suo storico collaboratore Lello Manfredi. Proprio la presenza dell’ex presidente, che dopo la cessione del club ha avviato un contenzioso legale con l’ex ad di Catania, Genoa e Palermo, fa saltare il banco. La proprietà dell’ACR urla al tradimento ed il sindaco Accorinti, dopo avere celebrato la promozione in piazza, rischia di colpo di trasformarsi in carnefice di quel club nel quale ha perfino militato da giovanissimo allievo.

La querelle con il Comune fa passare in secondo piano gli sforzi di Dipartimento Sport e Commissione di Vigilanza, che entro il 30 giugno erano riusciti a trasmettere alla proprietà gli incartamenti necessari per l’iscrizione in Lega Pro, con il Messina inserito tra le 50 società in regola a fronte di 9 pesanti bocciature (compresa la Reggina, che rischia fino ad 8 punti di penalizzazione).

Emerge che Palazzo Zanca ha in mano soltanto “bozze” di quella convenzione pluriennale che restò una chimera anche per il FC Messina dei Franza, che nonostante lo slancio della serie A ottenne appena un accordo procedimentale, finito peraltro nel mirino della Procura. Invece che della spalla d’attacco di “Re Giorgio” Corona, la cui conferma non è mai stata in dubbio, si parla della concessione delle aree di San Filippo e del “Celeste” e dopo qualche settimana di assoluto silenzio per via dell’amara retrocessione in Eccellenza ritorna d’attualità anche il destino del Città di Messina tanto osteggiato dalla tifoseria.

La squadra celebra uno dei tanti successi di un girone di ritorno da record

La squadra celebra uno dei tanti successi di un girone di ritorno da record

Pressato dalle questioni tir, Atm e rifiuti, il primo cittadino – invero chiamato a sopportare enormi aspettative rispetto a tutti i suoi predecessori – è costretto a mettere in cima all’ordine del giorno la “questione calcio”, anche per via di una mezza sommossa popolare, sul web e negli androni del Municipio. Per onor di cronaca va evidenziato che da anni Palazzo Zanca era aperto dal lunedì al venerdì ed il sabato rappresentava soltanto l’inizio del week-end: mentre uffici e consiglio comunale sono tradizionalmente deserti, Accorinti riesce invece a dedicare quattro ore e trenta minuti al dialogo, fin qui infruttuoso, con Lo Monaco.

Alle innegabili aperture ed alla disponibilità dell’Amministrazione fa da contraltare l’improvvisa uscita di scena del patron, sull’orlo di una crisi di nervi dopo un biennio messinese che segue l’esperienza di Milazzo, anch’essa caratterizzata da grandi risultati sul campo e cocenti amarezze ed incomprensioni a margine. La città dello Stretto si rende conto che il pallone potrebbe di colpo sgonfiarsi.

Nel 2002 Jovanotti (sì, proprio lui!) cantava “Salvami”: la scegliamo come colonna sonora di quest’inizio d’estate, nella speranza di potere esaltare tra qualche mese le nuove intuizioni di mercato di Lo Monaco, una terza annata da record o comunque da orgogliosi protagonisti in una C unica in cui sarà un vanto anche soltanto essere ai nastri di partenza. Anche perché di ripartire per l’ennesima volta dai campi polverosi come quello di Ribera non ha voglia davvero nessuno, Accorinti compreso.

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