Chiavaro: “Tornare a Messina sempre emozionante. Con l’Acireale vogliamo divertirci”

DiopL'Acireale celebra la rete decisiva di Diop (foto Nino La Macchia)

E’ stata una gara da ex per Agatino Chiavaro, direttore sportivo dell’Acireale. Con la maglia giallorossa fu tra i protagonisti della promozione, dalla D alla Seconda Divisione, centrata dal Messina nel 2012-13 sotto la gestione Lo Monaco: “Ritornarci non da giocatore ma da direttore è stato sempre emozionante per me che qui a Messina ho passato un anno stupendo, vincendo il campionato. Oggi sono sotto un’altra veste”.

L’Acireale marcia a punteggio pieno, appaiato al Palermo, dopo le prime due giornate. Chi l’avrebbe mai detto. Chiavaro, però, avvisa: “Ancora è presto per fare salti di gioia o facili proclami, il campionato è appena iniziato e noi siamo partiti col piede giusto. Mi rende felice vedere una squadra con tantissima personalità, era il mio obiettivo iniziale portare ad Acireale un gruppo di ragazzi che rappresentassero nel migliore dei modi la maglia e la città per la quale giocano”.

Siclari, Coralli e Crucitti

Siclari, Coralli e Crucitti in area avversaria (foto Nino La Macchia)

A determinare il successo le reti di Sicignano ad inizio partita e di Diop, allo scadere del primo tempo. La firma del senegalese è stata un’autentica doccia gelata per il Messina: “Abbiamo subito sbloccato la gara, poi il Messina si è reso pericoloso un paio di volte, quindi abbiamo avuto noi due occasioni limpide prima di subire gol su palla inattiva. Dopo siamo ripartiti bene e abbiamo continuato a fare la nostra partita, trovando il gol del 2-1. Nel secondo tempo l’abbiamo gestita nel migliore dei modi”.

“La classifica oggi è meglio non guardarla – conclude Chiavaro – per noi era fondamentale partire bene perché negli ultimi 10-15 anni l’Acireale ha passato momenti bui e già dall’anno scorso abbiamo cercato di dare serietà. Questi risultati portano i tifosi a vivere emozioni che non vivono da tanto. Noi vogliamo solo divertirci, il nostro girone è molto difficile. Dobbiamo continuare a pedalare, senza montarci la testa”.

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